(Tommaso Merlo) – Trump sta nominando il peggiore governo della storia degli Stati Uniti d’America. Gente fanatica, piena di ombre, impreparata. Scelte talmente folli che sembra stia facendo apposta. Come per provocare un sistema che in fondo detesta e vorrebbe guidare come i dittatori che tanto ammira. Ma le sue ragioni sono anche pratiche, i capi mediocri si circondano di gente peggio di loro per non sfigurare. Prediligono chi gli bacia i piedi e gli dà sempre ragione. L’altra volta poi, Trump aveva scelto personalità anche di livello che provenivano dal partito repubblicano ed era finita male. Molti vennero licenziati in tronco ed altri gli sbatterono la porta in faccia. Politici, ambasciatori e perfino generali dell’esercito che dopo aver lavorato con Trump ne hanno detto peste e corna e nell’ultima tornata si sono schierati addirittura con la Harris. Descrivono Trump come un uomo che non ascolta e non legge nulla e quindi è incompetente. Segue a naso vento ed orgoglio e guai a contraddirlo, la mette subito sul personale. Un uomo dal brutto carattere e dalla scarsa moralità a cui in fondo interessa solo il successo del personaggio che recita e con cui si è immedesimato totalmente. Un bambino col disperato bisogno di essere al centro dell’attenzione, di ricevere applausi e di prevalere. Narcisismo patologico, la vera pandemia della nostra era. Ma proprio viste le grane della volta scorsa, Trump oggi sta pescando dal suo movimento personale MAGA che si è mangiato nel frattempo il partito repubblicano. Sceglie tra la sua tifoseria in modo che abbassino la testa qualunque cosa succeda. Myself, first. Se stesso perfino prima del suo paese. Uno scenario pericoloso. Trump è un uomo solo al comando senza nemmeno un partito a cui rispondere. Un potere enorme in mano ad un presidente molto divisivo e in un periodo di profonda crisi. Tra trumpiani e democratici c’è un odio viscerale tale che perfino i matrimoni misti sono rari. Per gli Stati Uniti c’è in giro tanta delusione e malcontento a causa di un sistema che ti insegna che la felicità si compra, ma poi i ricchi sono sempre meno e pure loro devono attaccarsi alla bottiglia o sniffare qualche polverina magica per trovare senso e pace. Dilaga l’ingiustizia sociale e il vuoto esistenziale. Una frustrazione che diventa rabbia che diventa violenza che diventa guerra. Per le strade americane come nel mondo. Una crisi che gli analisti interpretano come declino dell’impero. L’economia tiene ma solo perché tutto ruota intorno ad essa. Ai soldi, illusoria panacea di tutti i mali. Al profitto, vero unico presidente. Col privato che domina sul pubblico e il mercato sullo stato. Mentre la società si sgretola, mentre l’interiorità si sgretola. Da buon bancarottiere e uomo di spettacolo che è, Trump pianterà cagnara ma a livello di contenuti i democratici sono molto simili ed hanno pure l’aggravante dell’ipocrisia. Presunta sinistra diventata come la destra che si nasconde dietro a discorsi moralisti e politicamente corretto. Pensiero unico, propaganda diversa. Un film ormai d’epoca anche da noi. Ma negli Stati Uniti i democratici reggono perché i cittadini al supermercato trovano una scelta infinita di cibo spazzatura mentre nelle urne solo due opzioni. In modo da prevenire una vera opposizione al sistema turbocapitalista che è la vera causa di tutti i loro guai. La politica è ridotta a tattiche, marketing e scontro tra rispettivi idoli di cartone e mentre i cittadini si prendono a calci, dietro le quinte il banco lobbistico vince sempre e nessuno affronta i veri problemi. E questo perché non conviene e perché vorrebbe dire ribaltare tutto mettendo l’economia al servizio della società e della persona e non viceversa. Ed è questo che sta portando l’impero al declino. L’incapacità e l’impossibilità di identificare e correggere i fallimenti di fondo del sistema turbocapitalista. Trump non farà che esasperare la situazione e accelerare il declino. Aggravando fratture e contraddizioni e generando una forte reazione contraria. I media che sono in gran parte in mano alle lobby democratiche sono già partiti all’assalto, i giudici stanno sistemando le carte e dal giorno del suo insediamento si scatenerà una durissima opposizione politica. Se Trump avesse perso avrebbe gridato ai brogli e come l’altra volta aizzato la sua base violenta contro le istituzioni, dato che ha stravinto il copione cambia ma restano i rischi di tensioni ai limiti di una guerra civile.