(Tommaso Merlo) – Trump sta nominando una manica di sionisti, ma del resto non trovarne a Washington è dura. Essere pro Israele è un requisito per fare carriera politica. Molti temono che sul genocidio Trump sarà addirittura peggio del compianto Biden, ma potrebbe non essere così. A Gaza nel frattempo è scaduto l’ultimatum di 30 giorni che gli Stati Uniti avevano dato a Netanyahu per migliorare la drammatica situazione umanitaria nella Striscia. Che invece è peggiorata. Sono alla fame perfino i bambini. Ormai mancano solo le docce a gas, i forni crematori e le code di superstiti in carne ed ossa verso l’Egitto. Eppure nessuno fa nulla. Nulla. Qui come oltreoceano. Ormai Kamala è a fine carriera e Biden a fine vita e vedremo se cercheranno di salvarsi l’anima in extremis oppure se anche questa volta non muoveranno un dito. Hanno perso le elezioni per la loro complicità nel genocidio, coi giovani democratici dei campus di ieri e di oggi che gli hanno fatto il dito medio. Ma è la democrazia ad essersi ridotta così. Per far parte dell’establishment devi recitare i copioni delle lobby che ti permettono di scalare il potere, Kamala e Biden hanno agito da portavoce della potentissima lobby ebraica americana. Potere dei soldi che s’impone su quello dei cittadini perfino davanti alla tragedia del secolo. Ed è in questo senso che Trump potrebbero essere meglio. Certo, ha anche lui preso soldi da magnati sionisti e ne è circondato, ma lui è un cane sciolto e non un burattino dell’establishment in carriera. Non ha nemmeno un partito a cui rispondere. È poi un narcisista patologico e quindi alla fine quello che gli interessa è se stesso. Per ragioni di orgoglio, per deliri di onnipotenza o per sfizio potrebbe decidere perfino di andare a farsi una foto con l’Ayatollah come fece con Kim Jong Hun, altro che guerra atomica e Grande Israele. Tra i pochissimi pregi che ha, c’è quello di non amare la guerra. A smuovere Trump non sono ideologie e valori, ma quello che conviene di volta in volta al personaggio egoistico che recita. È poi pure invecchiato e quindi rimbambito e questo lo rende ancora più imprevedibile e incontrollabile. Biden era una salma, Trump è un ego tossico attempato che potrebbe far saltare lo stallo. Certo, in passato ha fatto disastri tipo quello di spostare l’ambasciata a Gerusalemme, ma erano altri tempi. Nel corso dell’ultimo terribile anno, gli Stati Uniti hanno versato cifre folli a Netanyahu ed in cambio hanno ottenuto l’intera regione in subbuglio, tutti i problemi peggiorati e una reputazione rovinata a causa del genocidio. Da affarista che è, Trump è abituato a fare i conti e tirare le somme. In Israele nel frattempo c’è aria da “notte dei lunghi coltelli” con complotti e attentati sventati, spie arrestate ovunque, crisi istituzionali e politiche, diserzioni di massa e addirittura voci di un colpo di stato militare per uscire da una situazione sempre più drammatica. Sia a Gaza che in Libano l’esercito gira a vuoto, si parla di oltre un milione di israeliani fuggiti all’estero che su nove è una cifra esorbitante, altrettanti passano ore al giorno nei bunker mentre dal cielo continuano a piovere le granate degli Hezbollah. Nemmeno i massicci bombardamenti sul Libano sono serviti a niente e gli sfollati israeliani nel nord aumentano invece che rientrare a casa. Tra guerra su più fronti, terrorismo domestico, crisi economica e sociale, ormai Israele è un paese invivibile, altro che terra promessa. Ma mentre molti si chiedono quanto potrà ancora durare tale inferno, Netanyahu blatera di attacchi all’Iran e il ministro colono Smotrich di annessione dei Territori Occupati. Acciecati dai loro deliri ideologici hanno perso ogni contatto con la realtà e non si rendono conto che la loro Israele sionista non ha futuro. Come vittime della loro stessa propaganda si sono impantanati in un accanimento contro i palestinesi disumano e fine a se stesso. Riducendo alla fame perfino i bambini. L’ego tossico di Trump ha più probabilità della salma di Biden di sbloccare lo stallo, ma è l’umanità intera che dovrebbe intervenire al più presto per fermare l’orrendo genocidio e sancire la storica vittoria palestinese.