(Tommaso Merlo) – Le squadre di calcio israeliane dovrebbero essere cacciate dalle competizioni europee, Israele dovrebbe essere espulsa dall’ONU e la comunità internazionale dovrebbe immediatamente imporre un embargo militare ed economico per costringere Netanyahu a fermare il genocidio. E l’antisemitismo con tutto questo non centra una beata mazza di nulla. Il problema non è che siano ebrei o quant’altro, ma che sterminano civili innocenti, che occupando illegalmente terre altrui, che praticano l’apartheid, che commettono crimini contro l’umanità e sputano sulla comunità internazionale. È questo che dovrebbero dire politici seri e giornalisti liberi. Ed invece la macchina della propaganda sionista e il conformismo opportunistico imperversano ancora ricorrendo ad un antisemitismo ormai grottesco per ribaltare la realtà e far passare gli israeliani come sempiterne vittime sacrificali. Dalle colline palestinesi fino ai vicoli di Amsterdam. Decine di palestinesi innocenti vengono sterminati ogni giorno senza fare nemmeno più notizia, mentre quattro hooligans israeliani vengono presi a calci nel sedere e finiscono sulle prime pagine del mondo intero con le autorità che accorrono allarmate davanti ai microfoni rivangando a vanvera il funesto passato. Con politicanti e presunti giornalisti terrorizzati da sbagliare il copione e giocarsi la carriera. Poveracci. Libertà e dignità in cambio di un piatto di lenticchie. E non si rendono nemmeno conto che sono loro i veri antisemiti perché a furia di diffondere panzane e usare doppi pesi, rendono gli ebrei odiosi e non aiutano Israele ad uscire dal vicolo cieco autodistruttivo in cui si è infilato. E questo soprattutto oggi che il genocidio ha portato la causa palestinese ed i deliri sionisti in ogni angolo del globo col disgusto a livelli tali che ogni ipocrisia si rivela un boomerang. Ne sa qualcosa Kamala ma anche testate giornalistiche e multinazionali in ginocchio a furia di boicottaggi. Un’onda d’urto destinata a mietere altre vittime illustri, finché l’ipocrisia crollerà, finché in Palestina non cesserà la carneficina, finché non verrà fatta giustizia e trovata una soluzione intelligente per il Medioriente. Classi dirigenti da una parte, realtà popolare dall’altra. Perfino le curve hanno capito la differenza tra ebrei ed israeliani e tra propaganda e realtà. Ed hanno soprattutto capito che non è una questione di ebrei o musulmani o quant’altro, ma di esseri tutti ugualmente umani. I veri antisemiti sono poi i fanatici come Netanyahu ed i suoi ministri coloni che hanno sfruttato l’ebraismo a fini ideologici trascinandolo in un baratro spaventoso. E veri antisemiti sono tutti i loro complici, quelli a Tel Aviv come quelli in Occidente che girano la faccia dall’altra parte o si nascondono dietro alle solite frasi fatte. Perché grazie a complicità altolocate e ad una lobby potentissima, Israele gode da decenni di impunità e di privilegi che invece di aiutarlo a crescere gli hanno permesso di degenerare al punto di diventare uno stato canaglia, altro che democrazia modello. Col genocidio a Gaza si è toccato il fondo e non resta che risalire. La comunità internazionale è stata cruciale per far cadere l’apartheid in Sudafrica e deve intervenire anche con Israele per costringerlo a cambiare rotta. Per questo va cacciato dalle competizioni europee che siano canore o di sport, anche perché si trova in un altro continente e magari gareggiando con gli arabi imparano a trattarli come esseri umani come loro. Quanto all’ONU, quel criminale di guerra di Netanyahu l’ha definita una fogna antisemita e l’unica risoluzione che riconoscono è quella che ha sancito la loro fondazione a scapito dei palestinesi, le altre le hanno sempre calpestate come del resto le regole ed i valori di una comunità internazionale a cui al momento non sono degni di appartenere. Se ne riparlerà quando si saranno disintossicati dal sionismo. Quanto all’embargo economico e militare doveva essere imposto da mesi, toglierli i mezzi per perpetrare genocidi è l’unico modo per far ragionare gente come Netanyahu e si sarebbero risparmiate migliaia di vittime innocenti. E l’antisemitismo con tutto questo non centra una beata mazza di nulla. Il modo migliore per aiutare gli ebrei è quello di aiutarli a liberarsi dall’ideologia sionista e fargli invertire rotta. Altro che propaganda e conformismo opportunistico, i veri amici ti dicono la verità in faccia anche quando è scomoda, non ti leccano i piedi a prescindere. Quelli sono gli ipocriti che quando poi cambia il vento cambiano pure i piedi. E dalle colline palestinesi fino ai vicoli di Amsterdam, è questo che dovrebbero dire politici seri e giornalisti liberi.