
(Di Gad Lerner – ilfattoquotidiano.it) – Non è solo merce d’importazione mediorientale il fanatismo sfociato in caccia all’israeliano nel dopo partita di Amsterdam. Fin dai tempi del grande Ajax di Johan Cruijff i tifosi rivali del Feyenoord scandivano l’odiosa rima “Hamas, Hamas, camere a gas!” all’indirizzo di una squadra identificata (per forzature grossolane) come ebraica. Nel paese, l’Olanda, in cui un diffuso collaborazionismo aveva favorito la deportazione nei lager nazisti di centomila dei suoi centocinquantamila ebrei.
Oggi il leader vittorioso dell’estrema destra, Geert Wilders, lamenta che Amsterdam sarebbe diventata “la Gaza d’Europa”. Chiede “arresto e deportazione della feccia multiculturale” colpevole del “pogrom”. Finge di ignorare che quella da lui chiamata “feccia multiculturale” è formata in larga misura da cittadini olandesi, benché di origine araba: una componente inestirpabile della nuova società europea. Contro la quale i piromani alla Elon Musk incitano alla “guerra civile”, tanto saremo noi a pagarne le conseguenze.
È più che mai urgente denunciare il risveglio dell’antisemitismo in Europa a ottant’anni dalla Shoah. Ma solo degli ipocriti possono sottacere il nesso consequenziale fra l’odio antiebraico che si diffonde e i crimini perpetrati dalle forze armate israeliane. Riconoscerlo non significa giustificarlo. Fanatismo, razzismo, deumanizzazione del popolo palestinese hanno contraddistinto anche il comportamento degli ultras del Maccabi Tel Aviv, giunti a inneggiare in coro allo sterminio dei bambini di Gaza. La guerra inferocisce, istiga a un primordiale senso d’appartenenza. Lo stadio di calcio è luogo ideale per fare sfoggio delle più brutali semplificazioni (lasciatelo dire a un abbonato di San Siro che per anni ha sentito urlare “ebrei” come fosse un insulto da tifosi della sua squadra). È il muro su cui rischia d’infrangersi la nostra civiltà.
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Senza giustificare quanto avvenuto ad Amsterdam (aggressione e pestaggi a tifosi israeliani del Maccadi)…
noto che la maggioranza dei non mostrano quanto era accaduto in precedenza:
Gli ultras israeliani del Maccabi all’aeroporto di Amsterdam cantavano slogan razzisti contro gli arabi appena ’sbarcati’ al Ben Gurion e, il giorno prima della partita, attraversavano la città urlando cori antipalestinesi, si arrampicavano sulle case strappando le bandiere della Palestina esposte alle finestre; aggredivano un tassista perché arabo…
Allo stadio urlavano “Israele distruggerà gli arabi” e “Non ci sono più scuole a Gaza perché non restano più bambini”, non rispettando neanche il minuto di silenzio per le vittime dell’alluvione di Valencia.
https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/maccabi-fans-filmed-chanting-racist-slogans-against-arabs-upon-arrival-at-ben-gurion-from-amsterdam/
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Leggasi ‘la maggioranza dei media’
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Ovvero, dei PROVOCATORI inviati lì per provocare, e poi chiagnere a reti unificate con approvazione di quella feccia di Wilders e quel carciofo di Musk.
Schifo al quadrato, chiaramente una psyop voluta da Bibi e friends, perché è difficile pensare che gli israeliani siano così iDIO ti da fare tutta ‘sta sceneggiata in maniera del tutto naturale.
Complimenti a Lerner, ad ogni modo, che ha il coraggio di dire:
” È più che mai urgente denunciare il risveglio dell’antisemitismo in Europa a ottant’anni dalla Shoah. Ma solo degli ipocriti possono sottacere il nesso consequenziale fra l’odio antiebraico che si diffonde e i crimini perpetrati dalle forze armate israeliane. Riconoscerlo non significa giustificarlo. Fanatismo, razzismo, deumanizzazione del popolo palestinese hanno contraddistinto anche il comportamento degli ultras del Maccabi Tel Aviv, giunti a inneggiare in coro allo sterminio dei bambini di Gaza. ”
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