Intesa “Nessun inciucio nascosto” – La presidente della commissione di Vigilanza Rai Barbara Floridia: “L’Ue ci impone di rompere il legame nocivo tra Cda ed esecutivo di turno”

(Di Barbara Floridia* – ilfattoquotidiano.it) – Caro direttore, da quando ho annunciato gli Stati Generali del Servizio pubblico per domani e giovedì, il dibattito raramente si è focalizzato sul futuro della Rai, ma sul perché una esponente del M5S prendesse un’iniziativa per superare il legittimo scontro tra i partiti e su cosa ci fosse dietro. Mi chiedo perché risulti così difficile far credere al mondo della politica e a quello che la commenta che sulla Rai si voglia fare qualcosa per uno scopo nobile. I vecchi partiti han dato negli anni prove così negative che oggi è quasi impossibile credere nella possibilità di fare qualcosa senza secondi fini e inciuci nascosti.
Dietro gli Stati Generali non c’è alcun disegno nascosto se non quello di far discutere esperti del settore, giornalisti, società civile per alzare il livello del dibattito e abbassare il tono della polemica. Ma forse la notizia è proprio questa: la politica può ancora riuscire a riflettere insieme e a trovare una sintesi per il bene dei cittadini e del servizio pubblico. E se ai più un intento così trasparente risulta poco credibile, francamente me ne infischio. Bisogna crederci ancora, altrimenti non ha senso andare alle urne né, per noi eletti, in Parlamento.
E così, ignorati i sospetti e affrontate le difficoltà di organizzare tutto in una tempesta perfetta, si terranno gli Stati Generali su “Le sfide del Servizio Pubblico” con relatori che hanno dato disponibilità immediata, con molti addetti del settore e del mondo Rai che da tempo aspettavano un’occasione di libero confronto, e tanti cittadini che hanno chiesto di partecipare. C’è un gran bisogno di parlare di Servizio pubblico, di farvi innamorare di nuovo le persone e, frase detta e ridetta, provare a liberarlo dalla politica. Continuare a cercare consenso usando le battaglie contro la Rai potrà – forse – convenire elettoralmente a qualcuno, ma non all’azienda e a ciò che di prezioso può rappresentare per la nostra democrazia. Farsi guerre senza frontiere allontana l’obiettivo di una riforma condivisa e rischia di condurci tutti a un tempo in cui non ci sarà più nulla da salvare. Si vuole buttare il bambino con tutta l’acqua sporca? Io spero di no.
Nel 2024, quattro miliardi di cittadini nel mondo si apprestano alle urne. Il 28% degli italiani è analfabeta funzionale in un mondo dominato dal digitale, dall’intelligenza artificiale e dalle fake news. In che modo il Servizio Pubblico può inserirsi nell’arduo compito di alfabetizzare i cittadini? E di rompere le bolle comunicative in cui – per dirla alla Giuli – l’infosfera ci isola? Quante risorse servono alla Rai per trasformarsi in una digital media company? Qual è oggi la nuova definizione e missione di “servizio pubblico” e di quante risorse la Rai avrà bisogno per affrontare le sfide? I temi sono molti e, se non si terrà conto del contesto in cui l’azienda dovrà operare, la si condannerà all’irrilevanza.
Una riforma capace di affrontare questi temi, di rompere il legame nocivo tra il governo di turno e il Cda Rai, di garantire risorse certe al servizio pubblico non è più rinviabile. Tra l’altro un regolamento europeo ce lo impone, col rischio dell’ennesima sanzione già dal prossimo agosto. Sarà la volta buona per una vera riforma? Me lo auguro. Una vena di ottimismo è emersa quando all’unanimità la Commissione di Vigilanza ha chiesto per mio tramite e ottenuto l’incardinamento urgente delle proposte di riforma in una delle Camere. Il passo successivo sarà pretendere un percorso parlamentare che non venga commissariato da un ddl governativo. E che la maggioranza si confronti sul serio con l’opposizione. Forse, anche grazie agli Stati Generali, i partiti potrebbero mostrarsi capaci di confrontarsi e trovare una sintesi o riconoscersi in riflessioni comuni. O forse no. Ma è mio dovere di presidente provarci. Mi hanno detto più volte che prima o poi anch’io mi scontrerò con la realtà. L’ho messo in conto. Ma potrebbe pure accadere l’imprevisto: in quel caso, per la prima volta, la realtà si scontrerà contro di me. E contro tutti quei superstiti della politica che vogliono dare un contributo libero, sincero e appassionato.
*Presidente Commissione Vigilanza Rai
” In che modo il Servizio Pubblico può inserirsi nell’arduo compito di alfabetizzare i cittadini?”
È proprio ciò che non vogliono, Barbara!
Come fanno, altrimenti, ad indottrinarli con la loro propaganda?
Forza e coraggio, cara, ne avrai un estremo bisogno💪🏻… grande stima! 🌟🌟🌟🌟🌟
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Grazie Barbara, avanti e buon onomastico in ritardo !!
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Barbara Floridia mi piace molto.
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