
(Tommaso Merlo) – La nostra epoca è dominata dalla mente. Grazie ad essa abbiamo raggiunto traguardi inauditi. Cure mediche, nuove tecnologie, conoscenze, lussi. Eppure la felicità è molto rara e nessuno riesce a fermare guerre e distruzione ambientale. La ragione è semplice. Noi siamo un corpo, siamo una mente ma siamo anche anima o cuore che dir si voglia ed è questa la nostra natura più autentica. Se la trascuriamo, condanniamo noi stessi e il mondo intero. Le religioni non centrano nulla e non c’è nemmeno niente da credere. È come siamo fatti noi esseri umani. È come è fatta la vita. Siamo esseri materiali ma anche e soprattutto spirituali. Trascurare la parte più profonda di noi è autolesionistico e molto pericoloso. Basta guardarsi attorno. Non siamo mai stati così istruiti, ricchi e curati eppure dilagano dipendenze, problemi di salute mentale e violenza mentre il pianeta è una discarica anche morale e un campo di battaglia. Oggi le persone hanno infinitamente di più, ma mai abbastanza. E le cose che accumulano non riempiono affatto i loro vuoti e non curano le loro ferite. La ragione è semplice. Siamo esseri anche e soprattutto spirituali e solo una vita che ci rispecchia pienamente può donarci vero benessere. Ed è questa la vera rivoluzione del nostro tempo. Non solo soddisfare il nostro corpo e la nostra mente, ma anche il nostro cuore. È così che salviamo noi stessi ma anche il mondo. Dall’anima o dal cuore che dir si voglia, sgorga il meglio di noi. La sensibilità, la compassione, l’altruismo, l’amore. E una politica con tale fondamento non può che essere benefica per tutti. Il cuore è poi anche più intelligente della mente, vede più in profondità e più lontano. I problemi che ci affliggono sono tutti causati dalla mente che alimenta egoismo, bramosia, avidità, competizione, superficialità. La mente è materiale e sprona le persone verso vicoli ciechi fatti di carriere, di accumulo di roba, di piaceri e palchi su cui esibirsi. Persone che vivono come se sapessero tutto quando non conoscono nemmeno se stesse, che vivono come se fossero eterne ed invincibili quando sono foglie in balia del vento. Con la testa persa in qualche trauma mai risolto o ansia mai sconfitta. Vittime di identità artificiali e false certezze. Vittime di ruoli e personaggi dai soliti copioni. Perché osservare ed imitare è un istinto primordiale che a molti non passa mai. Veniamo poi educati ed istruiti su ogni dettaglio del mondo là fuori mentre nessuno ci insegna nulla di quello che abbiamo dentro. Come conoscerci a fondo. Come gestire pensieri ed emozioni. Come gestire passato e futuro. Come scoprire la propria natura più autentica ed esprimerla nel mondo. Come trovare il vero benessere e in cosa consista davvero. Veniamo lasciati soli finendo travolti dai deliri egoistici di massa e da un sistema che ci usa e poi ci getta. Quel capitalismo che non è altro che la manifestazione terrena dell’egoismo viscerale. Un capitalismo ormai esistenziale inculcato e propagandato. Ci ritroviamo a consumare nullità e soprattutto noi stessi, come automi nella disperata ricerca di vaga felicità e senso. Tutto inutile. Il lunapark capitalistico offre solo distrazioni. Ed ecco le code dagli spacciatori e dagli strizza cervelli ed ecco le teste perennemente incollate a qualche schermo. Ed ecco il culto di se stessi e il dolore che genera l’indifferenza e la violenza che devastano il pianeta. È la ricoperta della propria natura autentica la vera rivoluzione del nostro tempo. Una rivoluzione a portata di mano e di tutti. Non serve credere a nulla, non servono dottrine e santoni. Basta volerlo e fermarsi un attimo. Basta dedicare del tempo e delle energie a se stessi. Basta abbassare ritmi e toni cercando dentro invece che fuori. Basta disintossicarsi da luoghi comuni ed abitudini. Togliendosi maschere e costumi di scena e tornando onesti anche con se stessi. Ponendosi delle domande e cercando delle risposte. Seguendo il proprio cuore verso una vita più sana ed autentica che permetta alla verità di emergere. Una rivoluzione personale che diventa sociale che diventa politica. Dobbiamo cambiare noi stessi per cambiare il mondo attorno a noi per cambiare il mondo intero. Passando da un’epoca solo materiale in balia della mente egoistica, ad un’era anche spirituale che permetta alla nostra essenza amorevole di esprimersi e di godersi la vita.
la poesia non basta a sopravvivere…
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Sei un allievo di Tremonti che diceva “con la cultura non si mangia”?
Certo che se andiamo avanti così altro che iniziare un’era di pace e spiritualità continueremo a fare schifo, ad ammazzarci e alla fine il pianeta di sputerà via da qualche parte come pulci moleste e pericolose per le altre specie.
L’analisi dell’articolista parlava di cambio di paradigmi perché invece è proprio la mancanza di poesia, cioè di capacità di guardare tutto con altri occhi (vedi articolo), si potrà fare l’inversione fondamentale: dal materialismo becero e sconsiderato alla base della nostra in-civiltà a una visione spirituale che renda le persone oneste, altruiste, eccetera.
Cioè ristabilire valori che anche le religioni hanno sempre raccomandato. Se fosse solo poesia mi spieghi perché oggi stiamo così male?
Una domanda semplice semplice, nel nostro piccolo: siamo più felici quando doniamo qualcosa o quando la riceviamo?
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Bell’articolo, che fa il paio con un altro sul narcisismo imperante ovunque oggi, soprattutto nella cosddetta (in)cultura occidentale. Nel piccolo cosmo di questo blog se ne possono trovare esempi importanti (si fa per dire).
Merlo fa un ragionamento di grande spessore e ampiezza. Troppo, per la situazione ingarbugliata e tragica di questo tempo che ci vede stressati, impauriti, svuotati di valori, aggrediti da poteri malvagi volti a calpestare e sistruggere la vita degli uomini e del pianeta che li ospita.
Sta finendo un’era e dovrebbe essere finalmente l’inizio di una svolta verso tutto ciò che l’articolista, e qualunque essere senziente evoluto spiritualmente e moralmente, indica come rimedio al disastro in cui siamo immersi.
Concordo in pieno.
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“Le religioni non centrano nulla”
Peccato per un errore così banale che cambia però il significato della frase.
Le religioni non devono centrare alcun bersaglio spero… ma non c’entrano ecc.
Purtroppo questi errori che si trovano un po’ ovunque, anche nella lingua parlata fanno parte proprio di quel disimpegno, superficialità e gestione errata dell’insegnamento a tutti i livelli di qualsiasi materia. La lingua italiana è però forse la più strapazzata.
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Abbiamo capito che ci vuole “love, love, love” per rendere il mondo un sacco bello, ma nel frattempo che aspettiamo che tutta l’umanità entri a far parte dei “figli dell’amore eterno”, come han fatto Ruggero e Fiorenza, non potremmo almeno mettere su dei governi meno indecenti di quelli che ora abbiamo in Italia e non solo? No eh?
Mi sfugge il motivo per cui “love, love, love” non sia compatibile col votare chiunque riteniamo migliore tra le numerose possibilità di scelta.
Mi illumini maestro!
p.s.: a scanso di equivoci, io non prendo in giro la spiritualità di nessuno, ma solo chi la tira fuori come improbabile utopistica soluzione e a mo’ di attestato di “evoluto” (non votante).
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Bell’articolo! Merlo è un idealista, Dispiace che l’idealismo ai giorni nostri sia poco di moda. Se lo fosse, forse molte cose andrebbero meglio. In fondo il vero progresso morale umano è stato prodotto dagli idealisti, non da quelli che si fanno beffe di ogni cosa e sono inutili o dannosi agli altri e a sé stessi.
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