(Stefano Rossi) – Sono stati messi in commercio occhiali chiamati “malaterra”, e il nome è tutto un programma.

Si tratta di orrendi occhiali tozzi, neri, con stanghette a forma delle “vele” di Scampia con custodia a forma di pistola.

Nella parte interna delle stanghette, da una parte, il disegno di una pistola, dall’altra, il “Cristo velato”, della cappella Sansevero di Napoli.

Ai barbari bacarozzi che impestano l’Italia, e non solo, piace il binomio armi e immagini sacre.

Difatti, si tatuano madonne (in questo caso si usa la minuscola), santi, cristi, cuori sanguinanti e spade.

Spesso usano barbe ben curate, almeno quelle, che sembrano hezbollah appena usciti da una caverna.

Naturalmente, chi ha prodotto questi occhiali, aveva l’intento di pubblicizzare l’immagine, e non solo quella, della tipica forma di vita di questi bacarozzi criminali, che spesso, occupano degnamente le file di qualche mafia locale.

I proprietari della Cappella Sansevero sono ricorsi al Tribunale di Napoli per far sequestrare questi occhiali e tutelare, credo, due diritti: tutela del diritto all’immagine delle opere d’arte e, in questo caso, tutela dell’immagine sacra, profanata, perché accostata a immagini di armi, e incluse in un oggetto pubblicizzato in modo da rendere la persona “più delinquente”.

I bacarozzi non potevano certo sapere di arte, tutela dei diritti, profanazione di immagini sacre.

Essi, dal basso della loro esperienza di vita, non arrivano a tanto.

Rimane lo squallore di una società, di gente che indegnamente vive e vegeta in molte città e località italiane, fortunate ad avere uno Stato, un sistema giudiziario che li favorisce da sempre.

Altrimenti non si spiega come migliaia di persone avevano chiesto di acquistare questi orripilanti occhiali al costo di 400 euro.

D’altra parte, da anni, le serie e film di successo, sono quelle dove, questi bacarozzi, sono i protagonisti indiscussi con le loro facce, moine e storie di vite perse.