(Dott. Paolo Caruso) – Siamo alle comiche. Ora è questione di “lingua” e il Ministro Nordio grande esperto, a suo dire anche di francese, attacca la magistratura accusandola di scarsa conoscenza linguistica in merito alla interpretazione della sentenza della Corte di Giustizia europea sulla deportazione dei migranti in terra di Albania. Non valeva la pena interrogare giuristi e magistrati, prima di spendere una barca di euro degli Italiani per dimostrare soprattutto che “Giorgia” ci sa fare, e per saziare la bulimia dello strapotere di Salvini e della sua Lega con odio in corpo contro i migranti. Mi chiedo se nel governo o tra i partiti che lo sostengono, non esista qualche giurista illuminato e di buon senso che avrebbe potuto mettere in guardia sulla illegalità del “campo di concentramento” in Terra straniera, costato oltre un miliardo, per la misera contropartita di ospitare “sedici migranti”, ridotti subito a dodici, per una precedente svista anagrafica sui passaporti e poi tra gracili e provenienti da Paesi non sicuri azzerati e riportati in Italia. Costo dell’ operazione per ogni migrante? Diciottomila euro cadauno. Tanto propagandato fu il luogo, come l’avamposto italiano in territorio d’Albania, un pensiero nostalgico del ventennio, per lo smistamento dei migranti. Si erano illusi della bontà della scelta risolutiva per mettere argine all’ immigrazione clandestina, modello anche per gli altri Stati d’Europa, soluzione di tutti i suoi mali a detta di Viktor Orbàn che ne sta facendo il cavallo di battaglia dello sciagurato suo semestre di presidenza. Fermare e rimpatriare, a detta della pesciaiola della Garbatella, il vero “sogno degli Italiani!”. Stoppare poveri disgraziati in fuga in cerca del diritto alla sopravvivenza, consapevoli di potere nel tragitto incontrare la morte in mare o le sevizie disumane dei Libici, che in quanto a crudeltà fanno impallidire i Kapò della stessa Auschwitz.
La Corte di Giustizia europea ha sentenziato in maniera inequivocabile, a prescindere di quel che ne pensa il Ministro “mezzo litro”, bocciando il costoso luogo di detenzione come illegale, mentre i nostri cento poliziotti sostano a proteggerlo anche se vuoto e inutile.