
(Gioacchino Musumeci) – PREMESSA: Nordio divinità del reato cancellato e fustigatore di magistrati rossi ha speso un minuto del suo spazio tempo in osteria nel ponderare l’ipotesi che pubblicare su un giornale corrispondenza privata – nella fattispecie quella del magistrato Patarnello – non configuri reato di violazione della privacy indipendentemente dal diritto di cronaca?
E a parte il diritto sacrosanto chiediamoci come Tommaso Cerno, “comunista pentito”, oggi lecchino master del Cdx e direttore de “ Il Tempo, diciamo una sottospecie di Vespa che non ce l’ha fatta, sia entrato in possesso dei contenuti pubblicati a piacere del regime di volgarozzi di cui è felice megafono.
Patarnello l’eversivo/ diversivo mediatico della Meloni manipolatrice e moltiplicatrice di tasse, dovrebbe riconfigurare l’elenco dei colleghi a cui ha inoltrato la mail incriminata per l’opinione espressa; tra questi potrebbe occultarsi una talpa fascista traditrice che ha inoltrato, dunque commettendo dolo, una mail privata alla redazione de Il Tempo.
E sia concesso finalmente anche e me medesimo un po’ di complottismo: ove mai “Magistratura Democratica” fosse un covo di eversivi, la tattica preventiva è d’obbligo. Un esperto di informatica incaricato da non si sa bene chi, forse potery forty politici legati ai servizy, potrebbe aver vigilato indebitamente sui magistrati antipatici affinché qualsiasi stortura ai danni del governo cialtrone – o se vogliamo semplice prospettiva di giustizia equa per comuni cittadini – fosse tempestivamente prevenuta. Perché così vanno le cose nelle democrazie trasudanti “ventennio”.
E come nel ventennio l’idea di privacy in voga presso gli scherani del Cdx si riassume facilmente: vietata la satira su Arianna Meloni, parte la sirena dei complottisti/vittimisti governativi con lingue pendule al seguito, si evoca la sx cattiva erede del comunismo e la privacy lesionata.
Allo stesso modo si grida all’autocrazia di Sx se un giornalista si infiltra a proprio rischio e pericolo tra nazifascisti antisemiti di Gioventù Nazionale e li sputtana a dovere. Purtroppo non serve a molto perché nella nuova repubblica di Salò il fascio tira più del cosiddetto pelo.
Complotto cosmico e lesione della privacy se un deficiente spia i movimenti nei conti della premier, di cui peraltro non ci frega un tubo.
Ma se qualcuno per ipotesi entra illegalmente nella casella di posta elettronica di un magistrato oppure la spia per poi divulgarne contenuti su media filogovernativi perché il magistrato considera, e a parer mio più che giustamente, Meloni più pericolosa di Silvio Berlusconi, In tal caso nulla da eccepire e anzi, ben venga il diritto di cronaca qualora si ponga il problema della privacy demolita. Il che significa esercitare la professione di magistrati col timore che la nostra opinione su governo, premier e ministri sia usata contro di noi qualora sia sgradita. Il che equivale a negarci la libertà di esprimerci se non per elogiare governo e premier. Conclusione: gli sgherri mediatici ma ancor prima istituzionali della Dx equestre a cui dovremmo rassegnarci propongono per i magistrati e domani chissà per chi, la norma sulla libertà d’opinione vigilata e sanzionata: “ il magistrato ha diritto all’opinione personale positiva su governo e presidente del consiglio, qualora l’opinione sia avversa il magistrato può essere spiato, perseguitato, sanzionato e finanche licenziato. ”
“Er gomblotto der taglia e cuci”
Notizia: La Presiedente del Consiglio, coadiuvata dai quotidiani e dai giornalisti di destra, accusa Patarnello, un importante magistrato, di aver scritto un messaggio in cui avrebbe affermato: “Giorgia Meloni è più forte di Berlusconi, dobbiamo porre rimedio”.
Realtà: i giornali di destra hanno tagliato alcune rilevanti parti della e-mail per far dire al magistrato una cosa che non ha mai detto.
1) Nella e-mail integrale, pubblicata dal Corriere della Sera, leggiamo chiaramente che la frase “dobbiamo porre rimedio” è riferita all’isolamento della magistratura nella società e non ha proprio nulla a che fare con la forza di Giorgia Meloni.
2) La mail si conclude così: “Non dobbiamo fare opposizione politica, ma difendere il diritto dei cittadini ad un giudice indipendente”. (!)
3) Questo messaggio “segreto” è stato diffuso in una mailing list cui aderisce circa il 96% dei magistrati italiani – uno strumento davvero poco adatto per ordire una cospirazione ai danni del governo.
Totale. Si tratta di una gigantesca mistificazione della realtà. L’elettorato (soprattutto di destra) ricorderà i titoloni dei giornali e l’indignazione di Giorgia. E citerà questa mail “segreta” per anni, come una prova inconfutabile del complotto ordito dalle toghe rosse ai danni del governo.
Fino a quando si tratta di giornalisti, possiamo, con grande fatica, tollerare e comprendere, ma quando sono le più alte cariche istituzionali a supportare questo genere di squallide operazioni mediatiche, dobbiamo iniziare ad avere paura, perché hanno davvero superato ogni limite.
22.10.2024
Er gomblotto der taglia e cuci
Guido Saraceni, dal suo blog personale
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niente querela?
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Tommaso Cernia, chi l’avrebbe detto che arrivasse a fare tanto schifo?
Chissà che ne pensa suo marito!
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Che schifo d’uomo e’ diventato davvero, e pensare che anni fa mi era pure simpatico, ora assomiglia più a uno Sgarbi che non ce l’ha fatta, e purtroppo lo invitano spesso ai talk perché questa gentaglia fa audience.Povero mondo…
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