
(Di Alessandra Maiorino – ilfattoquotidiano.it) – Caro direttore, il Movimento 5 Stelle nasce come una forza politica anti-sistema, intrinsecamente orientata al cambiamento, pertanto naturalmente progressista. In Italia, per decenni, la distinzione tra destra e sinistra si è appiattita in una dicotomia superficiale, mascherando una sostanziale omogeneità di politiche economiche e sociali tra i partiti di entrambi gli schieramenti. Oggi questa realtà è cambiata. Il mondo vive un processo di ripolarizzazione in cui le parole “destra” e “sinistra” hanno riacquisito nuovo significato. Questa polarizzazione è evidente in tutto il globo, dagli Stati Uniti ai Paesi europei, e ha un impatto significativo sui diritti della persona, sull’approccio alle questioni ambientali e alla crisi climatica, sulle relazioni internazionali e, in ultima analisi, sul futuro delle società occidentali e non solo.
Il M5S affonda le sue radici nei movimenti dei primi anni 90, nelle istanze inascoltate del movimento No Global che aveva previsto, con notevole lungimiranza, gli effetti devastanti di una globalizzazione selvaggia e deregolata: un inasprimento delle disuguaglianze economiche, con piccoli gruppi di super-ricchi a fronte di intere popolazioni impoverite, non solo nel Sud del mondo ma anche all’interno dell’Occidente “ricco”. La Rete, che doveva liberare e rendere più accessibile la conoscenza, è invece diventata un coacervo di informazioni di difficile verificabilità, livellando l’intero sistema informativo verso il basso. Inoltre, sono stati minati i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici, così come i diritti della persona, sacrificati sull’altare del profitto, della competizione, del mercato. In questo contesto, il M5S non può restare neutrale. Se, come è vero, è nato per difendere i più fragili e coloro che non hanno voce né potere, la nostra scelta non può che essere quella di schierarci saldamente nel campo progressista. Ancor di più: noi raccogliamo l’eredità di una Sinistra con la maiuscola, quella tradita da chi ha svenduto principi e ideali alla legge del mercato, del capitalismo dal volto buono e della realpolitik opportunistica. I piccoli fuochi della Sinistra che a fatica in questo caos hanno continuato a brillare, oggi cercano chi possa finalmente interpretarne le istanze in maniera autentica. Noi siamo l’unica forza politica che può farlo, perché queste sono le nostre istanze. Non è più il tempo di definirci né di destra né di sinistra, perché se è vero che le buone idee non hanno colore, è proprio in nome di questo principio che abbiamo il dovere di schierarci da quella parte che, storicamente, ha difeso tali cause. Vogliamo una società che si batta contro le disuguaglianze sociali e di genere, che adotti il femminismo come rivoluzione necessaria e che scardini un sistema capitalistico che considera la vita umana, animale e ambientale come mere merci di scambio, come mezzi e non come fini.
Il M5S è nato per smascherare l’ipocrisia di chi sotto una falsa bandiera di sinistra ha consentito lo smantellamento dello stato sociale, del diritto dei lavoratori e delle lavoratrici, ha picconato il Sistema sanitario nazionale, favorendo gli interessi privati a scapito della collettività. Se vogliamo ritrovare la nostra identità, dobbiamo solo ricordare chi siamo, cosa ci ha spinto a unirci ed entrare nelle Istituzioni. Non lo abbiamo fatto per avere una parte in un copione già scritto, ma per scriverne uno nuovo. Non abbiamo “padri nobili” da sbandierare come altri fanno, spesso in maniera retorica e vuota? Non importa. I nostri padri e madri nobili sono le persone del popolo, sono le donne e gli uomini comuni, disorientati e spesso senza più prospettive o aspettative. È da loro e per loro che dobbiamo trarre la nostra forza. È a loro e per loro che la nostra azione politica deve dispiegarsi. Tutto questo è Sinistra. Tutto questo è ed è sempre stato il M5S. È ora che ne prendiamo coscienza.
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Brava, hai fatto bene a scrivere al Direttore.
Spero ti risponda, perché spunti gliene offri.
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Definirla geniale è assolutamente riduttivo: questa di Natangelo è una autentica opera d’arte.
Raffigura la situazione attuale con una forza comunicativa impareggiabile.
Io la leggo così: il bipolarismo agevola clientele e vecchi partiti. Il campo è diviso nettamente in due parti dal cero acceso e, in quello di dx, gli spazi occupati dalla attuale premier sono privi di costrizioni, aperti, e tappezzati di ammonimenti (per gli altri). Il campo a sx è espressione di presagi terribili: delimitato e asfissiante (cornice); nubi nere e minacciose sullo sfondo che non promettono nulla di buono; il bimbetto e la mamma reciprocamente corrucciati, si guardano in cagnesco. Perché il piccolino, in quella casa, tarda nell’ adeguarsi.
O viceversa? Comunque uno è di troppo lì dentro, occupa uno spazio non suo.
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Finalmente un po’ di chiarezza, perché definire destra e sinistra le strutture partitiche dello stesso contesto economico-sociale, neoliberista globalizzato, significa suddividerlo semplicemente in due parti, solo apparentemente diverse, visto che la diversità, discontinuità, passa attraverso l’ alternativa al contesto! Si continua nell’ errore di applicare una connotazione ideologica contrapposta ai due elementi costitutivi dello stesso sistema ! Per questo non possono esistere differenze fra repubblicani e democratici americani, e fra cdx e dem italiani, mentre una forza politica alternativa al contesto non può che essere ideologicamente di sinistra visto che la destra esiste già! E con questo contesto bisogna farci i conti, perché è estremamente potente, e che possa sparire magicamente per una presa collettiva di coscienza e’ illusorio come l’ esistenza del paradiso…..non è mai tornato indietro nessuno a dirci quanto si sta bene!
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Sono sostanzialmente d’accordo, benché su qualche punto avrei da eccepire, però diventerebbe lunga, troppo lunga. Solo una chiosa: con chi cambiare un’inerzia creata, appunto, da destra & sinistra, ovvero 2 facce della stessa medaglia? Perché questo sistema elettorale è tomba del cambiamento. Se nel 2018 i 5s avessero vinto, potendo governare senza alleati (ovvero dopo un teorico ballottaggio, come per i sindaci), forse – sempre usando il condizionale – oggi vivremmo in un Paese migliore. L’alleanza è pensata appositamente per tarpare le ali a chi – fuori dallo schema – dovesse… “sbarellare”, quindi vengono schierati i “Matteo”, pronti (e proni) a far tornare nei ranghi l’estremista, con la complicità (tutt’altro che secondaria…) di mass media conniventi, che massacreranno, ovviamente, il “ribelle”. Il potere mediatico è in mano ai soliti noti che non hanno NESSUN interesse a cambiamenti epocali. Le brioches – ogni tanto – possono concederle ma nulla più. La vedo davvero dura, nella speranza di sbagliare, quindi i miei migliori auguri. Per il voto c’è tempo, mai dire mai.
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Bene, allora non possiamo restare ad essere e definirci nè di destra nè di sinistra. Proprio no. Salvo aver dimenticato qualche cosuccia. Per esempio che, quando prima del 2019 non ci mischiavamo, mantenendocene lontani, con quei due termini, nati oltre 230 anni fa al tempo della rivoluzione francese e quindi vecchi, obsoleti e ammuffiti, i gruppi M5S erano costituiti da numerosi partecipanti comprendendo attivisti con provenienza da tutti i partiti dell’arco costituzionale ed eravamo al 32 e rotti % di consenso, mentre adesso, che siamo scivolati a sinistra (poi questo nuovo indirizzo chiamiamolo pure campo progressista), le nostre stelle hanno un’intensità di luce pari a poco più del 10% dei voti. Veramente grandi, meravigliosi e con quegli attivisti che, non avendo in grande simpatia la sinistra, per la maggior parte sono volati via. E quelli provenienti dal versante opposto, non soddisfatti, volati via pure loro perchè, visto che si deve stare a sinistra, non si può farlo in modo incerto e altalenante come adesso succede.
E si, continuiamo così, ad essere ammagliati da politiche ancorate ai mondi del passato della destra e della sinistra come se il tempo si fosse cristallizzato. E no, cari sorcini, il tempo passa e con certe mentalità che ritornano al passato non c’è da stare allegri. Fossero queste mentalità vissute nel basso medioevo, i guelfi e i ghibellini non si sarebbero mai estinti e, nonostante l’evoluzione dei tempi, ce li saremmo ritrovati ancora oggi tra i piedi.
Il Movimento, quello di prima con la V maiuscola, anti casta e trasversale, e ripeto trasversale, cioè nè di destra nè di sinistra, viaggiava con il vento in poppa, ora invece, essendo virato a sinistra, procede sobbalzando e in parte col freno tirato.
Destra o sinistra? Si pensi piuttosto a volare alto. Dubito purtroppo che ci si riesca.
Post Scriptum: Ma nessuno si è accorto che quella pappardella condita con il sugo o della destra o della sinistra, entrambi acidi, la metà degli elettori non la vogliono più e non mangiano preferendo IL DIGIUNO DEL NON VOTO?
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la sig.ra mi ha fatto venire in mente, con tutto il dovuto rispetto, il famoso quadro di Delacroix ” la libertà che guida il popolo” che è solamente del 1830. Pur non sentendomi di sx, posso anche votare un partito progressista purché metta da parte la retorica de ” il popolo buono contro la bieca reazione in agguato, capitalista e forcaiola” che ha fatto il suo tempo e che la Storia ha dimostrato falsa. L’onestà, la correttezza, quelli che una volta si chiamavano i ” buoni costumi”, bastano per fare politica da qualunque ambiente sociale uno provenga.
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Si, per fare politica bastano le “persone per bene”, terminologia questa che un tempo chiariva per bene la questione. La Maiorino ci propone un nuovo PD, quello buono da sostituire al PD odierno, quello cattivo che non ha saputo raccogliere l’eredità di una vera Sinistra di popolo. In questo modo ci ritroveremo da una parte con un’accozzaglia di “partitucoli” sinistrorsi (come se non ce ne fossero già abbastanza) e dall’altra la Meloni al governo per tutti i secoli a venire. Ma questa gente non ce la fa ad immaginare qualcosa di nuovo? Ma non hanno ancora capito che con la roba vecchia (sinistra e destra) l’elettore non ne vuole più sapere preferendo il non voto che è poi il primo partito in Italia.
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Allontanarsi immediatamente dal PD,creare un sindacato con l’ aiuto degli attivisti sui territori che possano offrire assistenza legale a lavoratori e lavoratrici.Partecipare con presenza dei big del movimento alle proteste e scioperi dei lavoratori su tutto il territorio nazionale.In poche parole fare tutto quello che negli anni70 facevano i partiti di riferimento perle classi operaie.Anni in cui sono stati ottenuti diritti fondamentali che con l’ avvento della globalizzazione sono stati tutti cancellati.
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L’alternativa non può che essere di sinistra perché la destra c’è già.
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Metodi scientifici.
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