
(Tommaso Merlo) – A Gaza si sta compiendo una delle peggiori vergogne dell’umanità. Una pagina che rimarrà nei libri di storia insegnando alle nuove generazioni le porcherie di cui è capace l’essere umano quando è acciecato dall’odio e dall’ideologia. Una pagina che avrà righe dedicate a tutti coloro che non hanno detto o fatto nulla per fermare la tragedia. Cittadini ma soprattutto classi dirigenti persi nei fatti loro o che considerano perfino lo sterminio una bega su cui tifare invece che una tragedia comune. Tendopoli bombardate, bambini dilaniati ed affamati. Il silenzio è complicità ed ancora più grave per chi ha potere d’incidere. In politica, nei media, nella società. Ma la vergogna di Gaza è tale da essere comunque destinata a cambiare i destini del Medioriente ma anche quelli occidentali. Il genocidio sta infatti facendo emergere i mali che ci affliggono. L’egoismo, l’ipocrisia ma anche un modello che fa acqua da tutte le parti. La nostra cosiddetta democrazia ci sta trascinando da una guerra assurda all’altra da decenni e oggi siamo all’apoteosi di assecondare inermi un genocidio. Qualcosa di profondo non funziona. La Costituzione e le conquiste del dopoguerra sono state calpestate, oggi la guerra è tornata al centro della scena diventando un’immensa industria della morte talmente potente da imporsi su tutto. Enormi risorse pubbliche vengono spese per acquistare armamenti sempre più devastanti mentre i poveri cristi faticano ad arrivare a fine mese. Una follia. Eppure cambiano i governi e nulla cambia. Come se la guerra ormai venisse considerata una questione di stato e quindi al di sopra dei governi e quindi dei cittadini. L’industria della guerra è poi globale e le decisioni che contano vengono prese lontano dai parlamenti. Coi politici che si limitano a vidimare perché il conformismo è cruciale per la carriera e più le poltrone sono prestigiose più lo è. L’industria della guerra è poi una delle più redditizie al mondo ed è il denaro il vero dittatore della nostra era. La Nato doveva servire a difenderci ed è diventata una mega lobby della guerra guidata da un’America in caduta libera. Anche le Nazioni Unite fanno acqua, Gaza ha dimostrato la loro impotenza. Servirebbe un nuovo patto tra le nazioni che rispecchi il nuovo ordine mondiale, che la liberi dagli ipocriti veti occidentali e che abbia gli strumenti per agire. Ma mentre i bambini a Gaza vengono dilaniati ed affamati, gli adulti continuano a giocare alla guerra. Gli Stati Uniti stanno consegnando nuovi sistemi antimissili ad Israele e uomini per farli funzionare, è il loro consueto modo di contribuire al cessate il fuoco e alla pace. Quei sistemi servono ad arginare un possibile attacco missilistico iraniano, a conferma di quanto l’ultimo sia andato a segno e di come la libertà di stampa sia un’altra assoluta priorità in Occidente. L’Iran da parte sua ha appena incassato l’endorsement di Putin e ribadisce che risponderà duramente a qualunque attacco israeliano e quindi i rischi di escalation anche nucleare rimangono elevati. In Libano intanto gli Hezbollah combattono alla pari mentre su Beirut cadono tonnellate di bombe. Di questo passo gli Stati Uniti dovranno rifornire di nuovo le scorte di Netanyahu per la felicità dei cittadini americani vittime degli uragani e del turbocapitalismo. Davvero una follia che nessuno riesce a fermare. Ma la vergogna di Gaza è tale da essere destinata a segnare un nuovo inizio in Medioriente e anche da noi. Tra le priorità assolute quella di emanciparsi dalla fallimentare leadership americana perché sia i deliri guerrafondai che la tirannia del denaro vengono da lì. Dobbiamo poi rispolverare la nostra Costituzione e le conquiste anche culturali del dopoguerra e riprendere la strada verso una democrazia che ridia pieno potere ai cittadini e che abbia la pace come realistico e salvifico obiettivo. È tempo di liberazione, è tempo di ricominciare a scrivere pagine di una storia di cui andare fieri.
Merlo parla di rinascita, ma temo che l’unica via per raggiungerla sia passare prima per la morte (della società). Questo sistema giunglocapitalista non mollerà mai la presa finchè sarà vivo, e quando cadrà si tirerà dietro tutto e tutti. Andiamo verso la guerra nucleare gradino dopo gradino da due anni e mezzo, e sempre salendo, mai scendendone uno.
Ora che la guerra ucraina volge al termine e l’occidente ha perso, un bel fronte nuovo e allargato in medioriente può servire anche a distrarci e non farlo notare troppo.
E Israele ha già promesso un duro attacco all’Iran, il quale aveva risposto a precedenti attacchi israeliani …
Lo sterminio in diretta video è in un certo senso incredibile: come mai le persone non si ribellano a quello che sta succedendo davanti ai loro occhi? Secondo me la risposta è abbastanza banale: perchè non vedono. La tv e i giornali fanno passare l’1% di quello che succede, e solo una piccola percentuale di persone segue le vicende su telegram (ormai il principale e forse unico contenitore di controinformazione immediata e completa). Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. Questo la propaganda lo sa bene e sta attentissima a far passare il meno possibile. Israele infatti è impegnatissimo a ammazzare i giornalisti sul posto (175 in un anno), per chiudere gli occhi all’opinione pubblica, soprattutto interna.
Ogni giorno immagini impossibili arrivano direttamente dall’inferno … se le vedi semplicemente non puoi ignorarle. Il trucco è non vederle.
Dei video di ieri mi è rimasta impressa un’ambulanza che arriva, si apre il portellone laterale e scende un uomo con in braccio un bambino incosciente, con la testa penzoloni. Un altro uomo dentro l’ambulanza ha in braccio altri due bambini sui 10 anni, anche loro incoscienti, ma non scende perchè a terra c’è una donna col volto insanguinato che rischia di cadere fuori, e lui la trattiene con una gamba. L’ambulanza è strapiena. Un’altra immagine che mi è rimasta negli occhi è un ragazzino dentro l’ospedale, su una barella a terra, con gli occhi aperti vitrei e una flebo nel braccio, probabilmente sedato, varie ferite sul corpo, macchie di sangue sulla maglietta e i calzoni corti, trema e nella mano destra si intravedono, strette fra le dita, 4 o 5 biglie di vetro.
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Concordo, ma come una parte di noi sa, perché ha occhi per vedere e sentire, pur attraverso una marea di omissioni, censure, manipolazioni, altri neppure ci provano ed il mio dubbio è che anche qualora potessero vedere e sapere, questo non farebbe comunque alcuna differenza, perché quei bambini, quelle vittime sono palestinesi! L’ origine di questa indifferenza non è incredibile, impossibile ,come dovrebbe, ma conseguenza possibile e reale del difetto originario : l’ occidente è razzista! E si contorce nella sua continua contraddizione dove il termine/valore di democrazia non può coesistere con razzismo, se non ipocritamente o più semplicemente e realisticamente ben inserito in contesti definiti e limitati, dove democrazia, compassione, solidarietà sono riservati esclusivamente agli appartenenti al proprio suprematismo razziale…..
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Secondo me quei video, senza omissioni-censure-manipolazioni, sono troppo forti e diretti per poter essere ignorati. Sono abbastanza sicuro che chiunque li vede non possa evitare di parteggiare, preoccuparsi, soffrire. Il trucco è appunto non vedere, o più sottilmente pensare di vedere senza però aver visto tutto.
Ti faccio un esempio. Sul fatto quotidiano c’è il video di una bomba recente sulla tendopoli, si vede il fungo della bomba e poi le riprese più da vicino delle tende che bruciano e le fiamme e gli improvvisati soccorritori che tentano di avvicinarsi e spegnerle. Uno può dire a se stesso di aver visto cos’è successo. Siccome è un fatto molto recente ho rivisto il fatto su altri video, su telegram (erano diverse le persone che col cellulare riprendevano). In un video viene ripresa una figura, probabilmente un uomo o un ragazzo, in un letto, visto da dietro. La figura tira su la testa (è sdraiato nel letto) e sembra incredulo, alza le mani come a ripararsi da una luce fastidiosa, ma lentamente, e non si alza e non scappa (è in mezzo alle fiamme), e non urla. Sembra un sogno, è come se le fiamme non facessero male. Resta avvolto nelle fiamme, immagino a morire di una morte tremenda, ma senza lamentarsi, e senza alzarsi e salvarsi. Sono due video della stessa scena, ma il primo è crudo ma tutto sommato digeribile, mentre il secondo è un pugno allo stomaco, un’immagine che ti resta impressa. Se chiudo gli occhi la rivedo.
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L’assuefazione agli orrori e la constatazione dell’impotenza ad opporsi concretamente agli errori, ostinatamente perpetrati soprattutto dai governanti degli Stati occidentali, seppur non solo, tutti allineati a voler, nei fatti e non a parole, alimentare i conflitti, credendo, con la forza e l’annientamento del nemico, di poterla spuntare, ci lascia un grande amaro, non solo in bocca. L’orrore mostrato, sempre più in uso e diffuso e tollerato e la ferocia umana atterriscono mentre l’odio reciproco e la sete di vendetta sempre più attecchiscono, nefasti sentimenti, alimentati anche dai mass media, spesso asserviti e venduti ai voleri dei forti poteri, a cui par veramente nulla realmente importare di masse di civili morti massacrati. Regnano il dilagare della violenza, la cultura della vendetta, della guerra e della “giusta e sacrosanta punizione, con la condanna a morte dell’altro”. A questo siamo giunti, alla faccia dell’evoluzione umana. E con ciò, par che la speranza non sia più l’ultima a morire. Prima tocca a donne e bambini, in un mondo allo sbando sempre più imbruttito, incancrenito ed impazzito ed avviato di gran lena, giorno dopo giorno, sulla via del non ritorno.
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a proposito, ieri sera a mensa hanno servito tritolo iraniano:
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quando il filosofo ALTHUSSER scandalizzava sia i marxisti ortodossi che I non marxisti affermando che nelle opere mature di Marx viene scientificamente spiegato che il capitalismo non ha niente di umano che anzi è un anti umanesimo per definizione! Economista Galbraith traduceva il tutto in un esempio Bellissimo: se la tecnica scopre un nuovo macchinario Che è in grado di produrre la merce X (non fa differenza se si tratta di pane o di bombe) in metà del tempo necessario in precedenza, sarebbe logico lavorare metà del tempo e divertirsi e leggere durante il tempo che si è liberato dal lavoro! Ma la natura del capitale richiede che i capitalisti, per non essere sbattuti fuori dal mercato dalla concorrenza, debbano produrre il doppio di quella merce perché ne va della loro esistenza! Quindi un approccio umanista suggerirebbe la prima soluzione ma la stessa esistenza in vita del capitale richiede Che si producono bombe all’infinito, cioè un approccio anti-umanista e anti vita!
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