
(di Michele Serra – repubblica.it) – È da almeno vent’anni (approssimati per difetto) che le curve ultras, con poche eccezioni note, governano gli stadi secondo il loro profitto e il loro comodo. Taglieggiano le società di calcio (prime vittime e prime colpevoli della situazione).
Sono parte organica della criminalità cittadina, si muovono come organizzazioni paramilitari — li avete mai incontrati in autogrill? — ragionano come mafie e come mafie regolano i conti con l’omicidio, brutalizzano gli altri tifosi (i capi ultras dell’Inter sgomberarono con la forza la curva Nord di San Siro, comprese famiglie con bambini, per imporre a tutti un loro lutto privato), decidono di interrompere le partite (il derby di Roma del 2004, uno degli episodi più incredibili di questo pur incredibile Paese). Intervengono nelle campagne acquisti, blandiscono o minacciano allenatori, dirigenti, calciatori.
Infine: i loro capi (tutti uguali: omoni rapati e tatuati sulla cinquantina) sono in larga parte fascisti, in un intreccio tra violenza politica e delinquenza ordinaria che a Roma ha toccato i suoi vertici. Milano, che è la capitale morale, poteva forse essere da meno?
La sola cosa incredibile, nella retata milanese, è la data: 2024. Tutti sapevano tutto da decenni, compreso, evidentemente, il mondo del calcio. La paura è un sentimento comprensibile, ma se i commercianti taglieggiati hanno trovato la dignità e il coraggio di uscire allo scoperto, e denunciare, a rischio della vita, l’imposizione del pizzo, perché non lo hanno fatto società con fatturati cento, mille volte superiori?
I presidenti della Lega Calcio degli ultimi vent’anni possono fornire elementi che certifichino la loro attiva opposizione a questa situazione pazzesca? Prove alla mano, che cosa hanno detto e che cosa hanno fatto per denunciare la loro impotenza, e chiedere aiuto? Se questo Paese è così degradato, è anche per la sua viltà.
Concordo.
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Noi qui a discutere da mesi su Russia e Ucraina, su Israele e Palestina, e intanto l’Italia, o almeno buona parte dell’Italia, continua a essere in mano a mafia, camorra e “ndrangheta. Che, è inutile dirlo, non è solo questione di stadio, tifo, o mega concerti. Una delle cose che in questo mare d’illegalità mi ha colpito di più è stato scoprire una trasmissione di Fedez (quello che è solito accompagnarsi a malavitosi di ogni genere) col povero Gratteri.
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Siamo in molti ad esere stati presi in contropiede dalla trasmissione cui accenni.
E’ un mistero la decisione di Gratteri, vorrei sapere cosa lo ha spinto a quell’incontro.
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Buongiorno a tutti.
Penso che ciò sia esempio del grave arretramento civile della società.
Anche emblema del “non sapere=non dover rispondere”, quasi un diritto del quieto vivere.
Alienazione vera é la dimensione spettacolare di ogni ambito: tv, cinema, sport, cultura e politica. Perfino la spiritualità.
Con l’occasione segnalo l’articolo:
https://lavialibera.it/it-schede-1961-ultras_mafie_tifoserie_come_specchio_della_societa
( Direttore editoriale: don Luigi Ciotti Direttrice responsabile: Elena Ciccarello )
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