La controllata Exor – Crescono ricavi e utili grazie alle commesse statali. I margini surclassano Leonardo, a cui gli Agnelli vogliono venderla per 1 mld

(Di Giulio Da Silva – ilfattoquotidiano.it) – Se l’auto piange, le armi sorridono per gli eredi Agnelli e i rami delle famiglie Elkann e Nasi. Nella relazione semestrale di Exor, la holding con sede in Olanda di cui è amministratore delegato John Elkann, il nipote di Gianni Agnelli, si coglie un forte aumento dei ricavi e dei profitti nell’industria della difesa che fa parte di Iveco, la società che produce camion e autobus controllata da Exor con il 27,06% del capitale. La corsa al riarmo innescata dalla guerra Russia-Ucraina premia la società che è anche al centro di trattative con il gruppo statale Leonardo, interessato a comprarla per integrare le produzioni con quelle di Oto Melara, che fabbrica le torrette e i cannoni usati sui veicoli blindati a ruote, come il Centauro, che sono nel catalogo di Iveco. I risultati di Iveco Defence Vehicles (Idv), la controllata che fa armamenti terrestri, hanno puntellato i conti dell’intero gruppo Iveco, che nella prima metà di quest’anno ha perso 200 milioni di euro di ricavi, rispetto al primo semestre del 2023. Una contrazione dovuta alla flessione delle vendite nei due principali settori, la produzione di camion e motori per uso civile.

Ecco come sono andate le cose. I ricavi consolidati di Iveco sono diminuiti del 3% a 7,286 miliardi, mentre nel settore difesa i ricavi sono aumentati di 119 milioni, da 379 a 498 milioni (+31%). Questo settore è piccolo rispetto all’intero gruppo, ma ha un peso importante nella redditività. L’utile operativo rettificato (adjusted Ebit), che indica l’utile industriale dopo gli ammortamenti (prima di oneri finanziari e tasse), esclusi eventuali costi per ristrutturazioni e voci non ricorrenti, per Idv è quasi raddoppiato, con un aumento di 24 milioni, da 26 milioni del 2023 a 50 milioni quest’anno (+92%).

Questo balzo è stato determinante per la crescita dell’utile operativo rettificato delle attività industriali dell’intera Iveco, migliorato di 43 milioni a 465 milioni (+10%). Solo il settore autobus ha avuto un incremento simile dell’adjusted Ebit in valore assoluto, da 29 a 53 milioni. Ma gli autobus hanno un fatturato doppio rispetto al settore difesa (poco più di un miliardo), pertanto la redditività di Iveco Defence è molto più alta. Il rapporto tra l’utile operativo e i ricavi di Idv è il 10%, mentre quello dei bus è il 5,2%, quello dei camion è il 7%, nei motori è il 6,4 per cento.

Per capire quanto sia redditizia Iveco nella difesa si può fare un confronto con Leonardo. Il gruppo controllato dal ministero dell’Economia, che domina la scena nazionale, nel primo semestre ha aumentato i ricavi del 10,9% a 7,98 miliardi, l’Ebit è aumentato del 6%, da 368 a 390 milioni.

Dunque l’Ebit di Leonardo è aumentato solo del 6%, contro il +92% della società della difesa di casa Agnelli. E il margine dell’utile operativo sui ricavi per Leonardo è il 4,9% dei ricavi, la metà di quello di Iveco Defence. Pertanto se Iveco ha potuto dichiarare un aumento dell’utile netto semestrale da 160 a 174 milioni (+9%) è in buona parte grazie alle produzioni di armi. Le armi vengono vendute allo Stato italiano e a numerosi paesi esteri. Iveco Defence è ai primi posti tra le aziende italiane nell’export di armamenti. Secondo la relazione del governo al Parlamento sulle operazioni autorizzate nel 2023 Idv è terza con esportazioni per 537 milioni, riferite a 60 autorizzazioni, nel 2022 Idv era seconda con 539 milioni. Nel 2021 la società degli Agnelli-Elkann aveva ottenuto il via libera a esportazioni per 856,8 milioni ed era seconda, nel 2020 era terza con 340 milioni. Al primo posto c’è Leonardo.

Le azioni di Iveco ieri hanno perso il 4% a 9,018 euro, ma conservano un margine positivo del 10,7% rispetto al prezzo di fine 2023 (8,146 euro). L’8 aprile hanno raggiunto il record di 14,58 euro, mentre c’è stato un tracollo quando il 24 luglio la società ha pubblicato i conti semestrali con un calo dei ricavi: in due giorni le azioni hanno perso il 21%, da 11,77 a 9,296 euro. Nelle trattative con Leonardo i manager degli Agnelli guidati da Suzanne Heywood, la dg di Exor che è presidente di Iveco, e da Alessandro Nasi, presidente di Idv, hanno pretese elevate: chiedono almeno 1 miliardo per vendere allo Stato la società della Difesa che ha come cliente lo Stato.