Quando entro in una libreria ho la percezione che la lotta sia ìmpari. La propaganda dello spazio politico-mediatico trova un’alleanza odiosa nell’accademia. Le case editrici e i librai, tranne […]

(Di Elena Basile – ilfattoquotidiano.it) – Quando entro in una libreria ho la percezione che la lotta sia ìmpari. La propaganda dello spazio politico-mediatico trova un’alleanza odiosa nell’accademia. Le case editrici e i librai, tranne poche figure eroiche e solitarie, fanno a gara nel pubblicare ed esporre libri illeggibili di personaggi resi famosi dai media. Nulla di nuovo sotto il sole, mi direte, dalle Illusioni Perdute di Balzac oppure da Martin Eden di London, l’eroe che scopre come tutto al mondo sia falso, soprattutto il successo, anche in campo artistico. Eppure qualcosa, non fosse che per le dimensioni di un fenomeno divenuto globale e per il mutamento antropologico delle persone e dei giovani, è mutato. Si accettano script demenziali, al cinema come nella politica. Copioni surrealistici scritti a tavolino. Ma non è una farsa. Morte e distruzione imperversano come in un rinato Medioevo.
Le notizie dal Libano, Paese punito e martoriato a ripetizione come Gaza, sono terribili. Più di mille morti con cifre che si modificano ogni giorno. Il governo terrorista di Israele ha bisogno della guerra perpetua per restare in piedi, altrimenti il regolamento di conti porrebbe fine alla carriera politica di Netanyahu. I Democratici statunitensi tentano di non essere trascinati in un conflitto allargato. Non sono tuttavia padroni del loro destino che è legato, grazie alla lobby di Israele, alle decisioni di uno Stato straniero. Credo che la Cia sia in contatto con i servizi iraniani per coordinare il temperamento di un’eventuale risposta, che sarebbe suicida per Teheran e che implicherebbe l’entrata in guerra di Washington.
Il parallelo con Zelensky sorge spontaneo. L’Ucraina ha bisogno di trascinare la Nato in guerra, altrimenti dovrebbe accettare la sconfitta evidente sul campo di battaglia. Il destino politico dell’ex comico Zelensky, come per il criminale di guerra Netanyahu, è legato alla morte e al dolore che seminano.
I Brics sono dalla parte giusta della storia. Frase blasfema in un Occidente che lega la difesa dei propri privilegi alla supremazia militare e confonde l’ordine liberale e la democrazia con una ideologia razzista e colonialista basata sulla superiorità dell’uomo bianco. L’appello di Lavrov al rispetto della carta dell’Onu in contrasto con la difesa arbitraria delle regole inventate à la carte dalla potenza egemone è dalla parte giusta della storia. La cooperazione dei Brics, che al prossimo vertice a Kazan in ottobre esamineranno le domande di nuovi Stati e potranno forse contare una trentina di membri, si allarga, diviene politico-militare, economica, culturale. Si oppongono agli eccessi dell’unipolarismo statunitense che ha militarizzato l’economia. La dedollarizzazione è ormai in agenda. L’arroganza statunitense, amplificata dal servilismo ottuso di un’Europa irriconoscibile, con le sanzioni economiche e il sequestro illegale di fondi russi ha accelerato la risposta, all’inizio cauta, della diplomazia cinese. E ha comportato un aumento degli scambi tra i Brics in monete nazionali. È allo studio delle prossime riunioni presiedute dalla Russia una piattaforma monetaria alternativa al dollaro. E alla riunione sono invitati i rappresentanti della Palestina.
I Brics e il Sud globale hanno intenzione di riformare il multilateralismo sulla base dei principi dell’Onu: non ingerenza negli affari interni di un altro Paese, autodeterminazione dei popoli, rispetto delle frontiere di uno Stato sovrano, uguaglianza fra gli Stati sovrani, impossibilità di aumentare la propria sicurezza ai danni dell’altro. Predicano quindi la fine dei doppi pesi e delle doppie misure. Veleno per gli innumerevoli cantori dell’Occidente democratico, abituato a scegliere tra questi principi quello più conveniente ai propri interessi: l’autodeterminazione per il Kosovo, le frontiere dello Stato sovrano in relazione all’Ucraina. La riforma delle Nazioni Unite e della governance economica non è un capriccio di Russia e Cina e dei loro simpatizzanti. È la necessaria trasformazione di organizzazioni internazionali ferme alla realtà del secondo dopoguerra. Gli emergenti bussano alla porta per poter essere rappresentati e decidere in base ai nuovi rapporti di forza creati. Se si vuole mantenere la legalità nelle relazioni tra Stati, questa riforma è urgente e le diplomazie migliori dovrebbero essere impegnate nella costruzione di architetture di sicurezza in grado di temperare l’imperialismo della potenza egemone. Purtroppo l’Occidente è perso nel suo film autistico in base al quale uno Stato che ha 750 basi militari all’estero deve confrontarsi con il pericolo rappresentato dalla Cina (che ne ha una a Gibuti) oppure dalla Russia (che ha il Pil del Texas ed è stata circondata dalla Nato). L’intera classe di servizio, i media e la colta accademia sono all’opera per divulgare il messaggio surrealistico a una società civile educata dai film demenziali americani e da case editrici corrotte.
Sì siamo razzisti, brutti, non ci laviamo, ci puzzano i piedi e pure le ascelle… ma chissà come mai però vogliono venire tutti qui.
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perchè siamo un continente decadente, invecchiato e pavido, con le frontiere colabrodo e per riprendersi quello che abbiamo rubato in anni di sfruttamento delle loro risorse.
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Appunto, chissà come mai vogliono venire tutti qui: non sanno che non si va a rubare in casa del ladro?
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Forse più che Occidente dovremmo definirci Accidente, che è quello che è incorso a tutti coloro che hanno avuto a che fare con noi.
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Della Valle, ti facevo francamente più intelligente.
Forse ci potresti spiegare come mai alla ‘krante ghermania’ manca tanto il gas russo, per esempio.
Siamo tanto ganzi e civili, noi.
Però i soldi per le armi li troviamo, anche a costo di tagliare ogni altra spesa superflua, tipo sanità, scuola e ambiente.
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Un totale imbecille che dà patenti d’intelligenza. Ah ah ah!!
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Nelle zone montuose si usa dire “ma che sei venuto giù con la piena?”
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Non solo vogliono venire tutti qua, ma pure le Basile varie che qua gia ci sono, si guardano bene dal traslocare seduta stante da questo regno, a sentir loro, di infami, per giungere nelle, a sentir loro, terre promesse: Russia, Iran, Corea, ecc.
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Quindi quello dei Brics sara’ il Nuovo Mondo Del Mulino Bianco: belli, buoni , pacifici, pieni di buone intenzioni e rispetto per gli altri, il tutto senza secondi fini e gratuitamente. Come la storia delle nazioni membre e’ li’ a dimostrare. Sono sicuro che i primi due a partire per l’Eden saranno l’ex-diplomatica ( dato che per gli adoratori il titolo da’ autorevezza potete anche chiamarla Papessa Suprema se vi piace ) ed il fedele scudiero “Avanti “ .
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Non piu’, gia’ imminente una migrazione al contrario, Europa ed Usa svuotati, mica sono fessi, tutti di corsa verso dove si sta meglio e vige il rispetto per il prossimo. Poi non tornate indietro pero’ !!!
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grazie Basile.
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Ma meno male che c’é CA(PE)ZZONE.
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Infatti, non bastava Rampini, che per lo meno ha le bretelle giuste, no, pure Capezzone deve essere esposto in libreria, uno che neanche le mutande ha giuste visto che dovrebbero essere di ferro per impedire che i suoi…pensieri possano ammorbare l’aria e il Paese. Ma questo è ciò che offre il mercato occidentale, nella terra promessa dei suprematisti, dove tutti vogliono venire…per sprofondare in allegria nell’abisso di un Nulla arrogante e metafisico.
Purtroppo la Propaganda orwelliana di questo Occidente sta facendo vittime a più livelli. I Della Valle abbonderanno sempre più. E non siamo al livello “terra terra”, questo è il problema.
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“I Brics e il Sud globale hanno intenzione di riformare il multilateralismo sulla base dei principi dell’Onu: non ingerenza negli affari interni di un altro Paese, autodeterminazione dei popoli, rispetto delle frontiere di uno Stato sovrano, uguaglianza fra gli Stati sovrani, impossibilità di aumentare la propria sicurezza ai danni dell’altro”.
Ragazzi, questa non ci fa, ci è proprio. Pensate solo a quello che ha fatto la Russia in Ucraina: si è occupata degli affari interni di un altro Paese? SI. Ha lasciato che il popolo ucraino si autodeterminasse? NO. Ha rispettato le frontiere di uno Stato sovrano? NO. Ha creduto nell’uguaglianza fra Stati sovrani? NO. Ha fatto in modo di aumentare la propria sicurezza ai danni dell’altro? SI. È pure bella l’idea astratta degli Stati Uniti del Sud Globale (più dei Brics). Ma se uno dei cantori è l’ex Ministro Plenipotenziario degli Stati Occidentali Elena Basile siamo alla frutta.
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La Russia si è occupata dell’Ucraina perché il suo avvicinamento alla NATO comprometteva la sua sicurezza. Avevano avvisato inutilmente l’occidente per 15 anni. E quelli niente, anzi più tronfi di prima.
Vallo a dire ai crimeani se si dispiacciono di non essere più sotto Kiev.
Piuttosto, come mai gli USA si occupano tanto di gestire la ‘democrazia’ in Ucraina, Georgia, Armenia, Moldavia, Kazakistan, Uzbekistan, Kirgizistan, Irak, Siria, Libia e un pò di altri?
E come mai tu e quegli altri due tors0ni non partite per difendere Ugledar? Dai che sei ancora in tempo, ultime granate russe in svendita a prezzi scontatissimi.
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Ssssst! 🤫
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Basile non va per il sottile e soprattutto non le manda a dire. Per una diplomatica è come un rinnegare la sua professione ma, quando ci vuole ci vuole . La nostra presunzione di occidentali superiori e detentori del bene insuperabile della “democrazia liberale ” quindi autorizzati per questo a sottomettere e sfruttare il resto del mondo , è giunto al punto di giustificare l’eccidio continuato di decine di migliaia di civili di ogni età e sesso ,per poi fare gli inorriditi per il burka delle afgane o lo shador delle iraniane : se muoiono sotto i nostri bombardamenti tutto ok.
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Essere dalla parte giusta della storia sarà anche meritorio, ma non certo gratificante. E non ti salva dal genocidio, a meno di avere molto tempo a disposizione, in qualche caso almeno 5 secoli.
Per ripassare qualche numero, basta leggere qui (tranquilli, figli di Mentana/Vespa/Cerasa &c., non rischiate di essere infettati: la fonte sono le Pontificie Opere Missionarie):
https://www.fides.org/it/news/2696-Le_stragi_del_colonialismo_in_Africa
Se molti, o anche (quasi) tutti, preferiscono passare dalla parte degli sfruttatori e goderne i privilegi, anziché rimanere dalla parte di chi viene derubato o (sempre più spesso) ucciso, è davvero una cosa difficile da capire?
No, dico, perché a leggere certe domande, pur nella comprensione che vengono istintivamente ripetute a pappagallo tra chi ascolta troppi Mentana, vien da chiedersi se davvero chi le fa non viene sfiorato dal pensiero di mettere in dubbio la propria intelligenza.
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Grazie Ambasciatore, avanti
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“Le notizie dal Libano, Paese punito e martoriato a ripetizione come Gaza, sono terribili. Più di mille morti con cifre che si modificano ogni giorno.”
Che poi sono circa i morti del 7 ottobre.
Di questi però stranamente, da Rep a scendere, non è fregato un tubo a nessuno.
Che ci sia un filo di razzismo nel meraviglioso Occidente?
PS
Non lo dite a Rampini che ci resta male perché lui è davvero convinto che l’Occidente ha sfamato il bovero negro.
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Ma poi sapete che? non solo la Palestina è nota con questo nome ALMENO dal 1100, mentre il termine Ucraina appare nel XIX secolo…
… ma in realtà, è assolutamente probabile che gli arabi palestinesi non siano altro che EBREI convertiti all’Islam quando i nuovi conquistatori arrivarono.
Mentre gli askenaziti sono di altra provenienza, tipicamente europea-orienale, e quindi NON hanno in realtà alcun legame con gli ebrei originali se non per la conversione!
Quindi pensateci bene: un arabo che generazioni fa era un ebreo, è visto come un essere inferiore dai zionisti…. mentre un ebreo che generazioni fa era qualcos’altro (cristiano, animista etc?) è considerato un essere superiore scelto come popolo eletto da Dio.
La Spagna aveva un’ambasciata in Palestina dal 1850… di stato per un popolo ‘senza terra’ su di una ‘terra senza popolo’, si parò solo dal 1897!
Questi sono i FATTI storici.
Ah, non c’era alcuna cinta muraria a Gerico e non c’é mai stato storicamente un piccolo impero ‘da mare a mare’ malgrado quel che dice l’Antico Testamento e questo non lo dico io, ma gli archeologi che hanno scavato sul campo.
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