Quella foto che accende la fantasia: l’idea di un marziano siliconvallico a Roma fa sognare l’Italia. Il magnate respinge i rumors, ma il pubblico se lo immagina già tra il Torrino e il covo dei crudi di Anzio. Spazioporto in Puglia, l’Eur Valley, le monetine nella Fontana di Trevi. Per favore non svegliateci

(Michele Masneri – ilfoglio.it) – “We are not dating”, smentisce (serio) Elon Musk sul suo X non conoscendo l’antica massima di Giulio Andreotti, una smentita è una notizia data due volte. “Non abbiamo una storia”, dice in pratica Musk, a proposito del sogno che tutti abbiamo fatto, Elon e Giorgia, dopo lo sketch del premio all’Atlantic Council a New York, di solito serata pallosissima ma che loro due smaglianti come Ryan Gosling ed Emma Stone hanno trasformato in una “La La Land” sovranista anzi “Tempo delle mele” (o dei meloni anzi “Melons” come crasi, come i passati di moda Ferragnez o gli sciolti Bennifer (Jennifer Lopez e Ben Affleck). Che sogno.
Qualcuno l’ha pensato davvero, come un giornalista americano che ha insinuato che i due poi siano andati via insieme, ma poi le smentite. Peccato. Che carezze, sguardi, che “eye contact”, tra quei due; lei più spigliata, lui con la goffaggine del nerd siliconvallico contro cui i fantastiliardi non possono nulla. “Più bella dentro che fuori”, ha detto pure, lui consegnandole il premio, poi scappando via dal podio, come un adolescente timidone. Lei invece con tutta la trovata di Michael Jackson, le cui canzoni le hanno insegnato l’inglese (forse preparata dai migliori sceneggiatori di Cinecittà, riconciliati dopo le polemiche del tax credit?). Oggettivamente, in ogni caso, la miglior performance che un primo ministro italiano abbia mai realizzato in America.
E allora, continuiamo a sognare, in questa serata hollywoodiana.
Ma in caso di sviluppi del romance, si troverà bene quel ciuffone inventivo nella Roma pre giubilare? Ascolterà i consigli di Roberto D’Agostino? Non essendoci più i salotti, che farà? Chi vedrà? (sarebbe piaciuto tantissimo a Maria Angiolillo, chissà in che tavolo l’avrebbe messo, “meriggio”, “tramonto”, “alba”, tra un Caltagirone Bellavista e una Sandra Carraro). Elon a Roma, che titolo sarebbe. Coi soliti clash culturali, fettuccine, Alfredo o non Alfredo, monetine a Fontana di Trevi, come un “Elon in Paris” nella nuova stagione della serie Netflix. E come in questa, la mamma di lui è fondamentale, e così la mamma di Musk, la ex modella sudafrricana Maye, da una parte ha rassicurato, “lui è tornato in albergo con me”, ma poi ha detto che prova tanta ammirazione per “Giorgia”.
Ma allora è fatta! Andrà d’accordo la mamma modella con la consuocera signora Anna Paratore, la scrittrice harmony matriarca di casa Meloni? Certo poi Elon con i suoi viaggi spaziali sarebbe il perfetto e definitivo “marziano”, nel senso del nostro solito e adorato Flaiano, cioè il visitatore straniero di pregio che dopo due volte e un tiepido entusiasmo i romani accidiosi si stufano di vedere, e dunque come tutti i vip e attori esteri, da “ahò ce sta Elon Musk”, decade già, la seconda volta, a “ce sta pure Elon, che ppalle”, magari in trattorie del centro o nel covo dei crudi di Anzio “Romolo al Porto” caro a Giorgia. Elon poi andrebbe certamente in tv, e già ci immaginiamo dopo qualche “Porta a Porta” istituzionale, lunghi segmenti a “È sempre Carta Bianca”, a concionare un po’ in quella dimensione bluastra e surreale con Mauro Corona e Nonna Silvi e Berlinguer illuminata da un fascio di luce bianca che neanche gli abbaglianti della Tesla.
Forse porterebbe benefici a sé e al Paese: risolverà il traffico romano coi suoi treni sotterranei magnetici (o verrà fermato dai ricorsi al Tar degli impiegati Atac in malattia)?. La sua impresa missilistica la potrebbe poi benissimo piazzare nella Eur Valley, dove sorgono già incubatori tecnologici prestigiosi. Oppure nella Puglia dove i Meloni amano svernare. Lo “spazioporto di Grottaglie” è un’infrastruttura strategica dove già si è pronti a lanciare (sul serio), missili turistici orbitali. E poi il Borgo Egnazia gli piacerebbe tantissimo, fa molto Austin Texas, vecchio West, ma col capocollo.
E vuoi mettere i risparmi? In italia Elon fruirebbe della legge Renzi, pagando solo duecentomila euro della tassa piatta sui ricconi che vengono a stare qui (erano cento ma sono stati raddoppiati da Giorgia). E il pòro Giambruno? Con la sue Porsche e 500 Abarth rombanti, ciuffo brianzolo contro ciuffo siliconvallico, soffrirebbe quel rivale con la silenziosa Tesla? E la pòra Ginevra? Andrà d’accordo coi fratellastri in utero e non? Soffrirà traumi culturali? I figli muskiani non dovrebbero aver problemi al Torrino, l’enclave dell’Eur tipo Beverly Hills dove abita Meloni tra Suv e sciure nei beauty center. La figlia trans e ribelle comunista di Elon subirà forse discriminazioni? O si ravvedrà abbonandosi ai giornali degli Angelucci e tornando uomo e diventando tifoso (magari ultrà) della Lazio? O diventerà una classica “zecca” in un tipico liceo romano de sinistra (“a fascio, te sputo in faccia, nun ce metto gnente”)?
Ma forse ci saranno condoni per uteri in affitto esterovestiti sopra il milione di euro (una gpa flat tax tombale che metterebbe d’accordo tutte le anime del centrodestra). E se invece Giorgia andasse lei in California? Lei come Sophia Loren, lei col suo inglese già perfetto, lei già abituata ai grandi spazi della natìa Camilluccia e appunto dell’Eur fatale… Tornerebbe con tappetino da yoga, sensibilità ecologiche e di diritti, in un centrodestra a quel punto affollatissimo, tra nipoti Mussolini e Pascale, sulle questioni Lgbtq+? Però intanto, per favore, non svegliateci, lasciateci continuare a sognare.
Ma uno potrebbe anche dire e sti¢azzi🤔
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La sua impresa missilistica la potrebbe poi benissimo piazzare…..al posto del solito cetriolo, ora abbiamo il missile ben piazzato! Si chiama evoluzione tecnologica del prenderlo sempre ed immancabilmente…..e che, non vogliamo essere al passo coi tempi?
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Mamma mia, il giornale più d’opposizione in Italia al governo di Gioggia è per distacco Il Foglio. Ignoro come mai, ma è un fatto.
Poi sullo spazioporto:
Lo “spazioporto di Grottaglie” è un’infrastruttura strategica dove già si è pronti a lanciare (sul serio), missili turistici orbitali. E poi il Borgo Egnazia gli piacerebbe tantissimo, fa molto Austin Texas, vecchio West, ma col capocollo.
Se è vero, vuol dire che Caparezza ci ha indovinato in pieno.
Infatti aveva previsto uno spazioporto (‘con uno shuttle stanno mandando cacca nello spazio”).
”’Hanno inaugurato lo spazio porto, la folla col fiato corto s’incolla all’asfalto come un gatto morto, guarda fisso lo shuttle lucido di smalto bianco col naso puntato in alto, accanto alla rampa di lancio.
Arriva il sindaco nel cielo indaco del crepuscolo, rosso di lambrusco, parla e non si becca un fischio.
Tutti applaudono quando notano che è pronto il varo con una bottiglia gran cuvee Laurent Parrier.
Tutta la ciurma vestita di gala si incanala, sfila per la strada che pare la prima della Scala.
Lo spazio non è il suo ramo ma vi si aggrappa come un koala, tipi snob che avrei affogato come cioccolato nel marsala.
Autorità di Lions e Rotary, prendono posto nel Discovery ma è pagato dallo stato quel pieno, questo è osceno, non Madame Bovary.
Sulla terra è guerra tra poveri, non c’è posto se ti ricoveri. 321 contatto parte lo shuttle con tanto d’autografi.
Con uno shuttle stiamo mandando cacca nello spazio.Meglio così staremo più larghi, cacca nello spazio.
Extraterrestri è in arrivo cacca nello spazio.
Voi siete artisti fate i cerchi nel grano, noi cacca nello spazio. Cacca nello spazio.
C’è un uomo di mezza età con la sua metà che ne ha meno della sua metà, un amore acerbo, colto certo nella disco a Poto Cervo. Il prelato ha pronto il verbo, del creato è molto esperto, dall’abitacolo caccia il diavolo ma ne maneggia lo sterco.
Il giovane cantante rap, è già nella fase Rem, sogna lo star system, video space per la top ten.
Il business man punta su Giove per le fabbriche nuove.
Vuole fare il pieno di lavoro alieno da pagare meno che altrove.
Il generale non ha più il fisico è bianco e tisico, avrebbe goduto più col Futurisiko.
Uomini di stampo politico poggiano i loro culi regi sulle poltrone con i fregi, i soliti loro privilegi.
Da lassù la terra pare una boccia dal peso di un’oncia, ricoperta d’acqua ma dalla doccia non cade una goccia.
C’è chi si piglia tutto lo spazio e chi lo piglia in s’accoccia, in piedi come pendolari sui treni Bari-Foggia
Però sono contento perché…
Con uno shuttle stiamo mandando cacca nello spazio.”’
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Non è la prima volta che Musk è in Italia.
Melons guarda con occhi ipertiroidi Zelensky Biden ecc
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