
(Tommaso Merlo) – A Gaza gli israeliani sterminano palestinesi ogni santo giorno e tra i pochi media che riportano tutto con regolarità vi è Al-Jazeera, una rinomata testata internazionale con sede in Qatar. Dopo averla cacciata brutalmente da Israele, dopo aver sterminato decine di suoi giornalisti a Gaza, ieri l’esercito israeliano ha fatto irruzione nella sua sede di Ramallah in Palestina coi mitragliatori in mano e l’ha chiusa. L’accusa contro Al-Jazeera è quella di sostenere il terrorismo come del resto accusano tutti coloro che non sostengono il regime di Netanyahu. Si chiama proiezione in psicologia e consiste nell’attribuire alle altre persone proprie caratteristiche. Un meccanismo di autoprotezione anche in guerra, serve a reggere alle proprie atrocità. Come ogni regime, anche quello di Netanyahu ha il terrore della verità. Sa che quando emergerà, sarà la fine. La verità su decenni di occupazione, la verità sull’apartheid e sul genocidio. Per questo la propaganda è strategica per un regime. Disinformazione per esaltare le vittorie e smussare le sconfitte, disinformazione per celare fatti scomodi e diffondere bugie comode, ma non solo. La propaganda gli serve a salvare la faccia davanti al mondo e quindi continuare a ricevere sostegno politico ed economico spacciandosi come democrazia modello che sta combattendo per tutti noi una guerra di civiltà. E questo manipolando. Prima perseguitano cioè i palestinesi e poi li accusano quando reagiscono. Altro trucco psicologico. Prima li cacciano da casa loro e poi li accusano di terrorismo quando osano ribellarsi. La propaganda serve poi al regime per salvare la faccia davanti ai propri cittadini e tenere viva l’ideologia di riferimento. Serve a convincerli di essere dalla parte giusta della storia e quindi restare uniti ed abbassare la testa. Ma la propaganda serve anche agli alfieri del regime, serve a Netanyahu e ai suoi complici per giustificare le proprie atrocità anche a se stessi e riuscire a dormire la notte. Autoinganno in psicologia, mentire a se stessi per salvare l’autostima. Durante l’irruzione ad Al-Jazeera, i soldati israeliani hanno gettato dal bancone un ritratto dell’importante giornalista palestinese Shireen Abu Akleh assassinata nel 2022 a Jenin, uno dei tanti omicidi rimasti impuniti. Il solito schema. Uccidono, annunciano indagini e poi insabbiano tutto e passano alle vittime successive. Una macchina della morte svenduta al grande pubblico come democrazia modello proprio grazie alla propaganda. E questo sia in quella terra maledetta sia in Occidente dove la lobby pro Israele ha infiltrati in tutte le redazioni che contano. Da Washington fino alle capitali europee. Ormai anche da noi la stampa davvero libera è un ricordo. Siamo all’informazione lobbistica, a gruppi di potere economico o ideologico che attraverso la stampa manipolano l’opinione pubblica per i propri scopi. Con delle rare oasi lasciate giusto per salvare le apparenze e con la rete rimasta l’unica via di fuga. Controllo della narrazione significa controllo della realtà anche se solo apparente, quanto basta per portare avanti certi interessi in santa pace senza cioè che i cittadini se ne accorgano o addirittura osino alzare la testa. Ed è anche per questo ad esempio che la tragedia del popolo palestinese ha potuto perpetrarsi così a lungo. Manipolazione subdola di massa a fini lobbistici. La sede di Al-Jazeera a Ramallah è perfino in area A e cioè negli ultimi brandelli di territorio che in teoria dovrebbero essere sotto esclusivo controllo dell’Autorità Palestinese. A conferma di come l’annessione sia ad un passo ed ora si tratti solo di vedere se Israele crollerà prima o meno. Bisognerà poi vedere se crollerà solo il regime di Netanyahu e si passerà giusto ad un nuovo governo, oppure se a dissolversi sarà tutto il progetto coloniale israeliano e si passerà alla costruzione di un nuovo stato israelo-palestinese degno dei tempi. Ma non sarà affatto facile sradicare quelli che la psicologia definisce deliri come quello sionista. Convinzioni errate persistenti nonostante le evidenze contrarie. Di certo il peggiore nemico di Netanyahu e dei suoi complici è dentro di loro. E il peggiore nemico di Israele non è l’Iran, ma la verità sul suo passato e sul suo presente. La vita insegna che la verità prima o poi trova sempre un modo per emergere mentre la storia insegna che i regimi trovano sempre un modo per crollare, è solo questione di tempo. L’attacco ad Al-Jazeera è l’ennesimo segno di debolezza del regime di Netanyahu. Sanno che quando la verità emergerà nella sua interezza, sarà davvero la fine.
l’odio degli ebrei verso i cattolici ,giustificato da immense ingiustizie perpetrate dal Vaticano,trova riscontro nell’eliminazione sistematica dei palestinesi a maggioranza cattolica
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la colpa è degli usa lo era e lo è, basterebbe non dare più armi e mettersi in accordo con l’iran, secondo me biden fa il doppio gioco e sta fottendo kamala, altrimenti non si spiega, è il peggio presidente da sempre, guerre ovunque ma che se ne vada dal suo dio e non rompa i coglioni che li abbiamo pieni,poi l’alternativa a biden è pure peggio,ossia trump un malato mentale narcisista e criminale
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