
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Giornalismo fantasy. “Boccia a Rete4 attacca ancora. Ieri sera l’imprenditrice si è seduta nel salotto di Cartabianca. Una partecipazione che ha fatto sobbalzare Palazzo Chigi” (Domani, 11.9). E noi che pens avamo che non ci fosse andata e che un palazzo non potesse sobbalzare.Formitoti. “Formigoni: ‘Torno in campo? […]
Ma mi faccia il piacere
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Giornalismo fantasy. “Boccia a Rete4 attacca ancora. Ieri sera l’imprenditrice si è seduta nel salotto di Cartabianca. Una partecipazione che ha fatto sobbalzare Palazzo Chigi” (Domani, 11.9). E noi che pensavamo che non ci fosse andata e che un palazzo non potesse sobbalzare.
Formitoti. “Formigoni: ‘Torno in campo? È possibile. Il caso Toti è uguale al mio’” (Verità, 2.9). Infatti sono entrambi colpevoli.
Reo con fesso/1. “Il patteggiamento di Toti? Non ne ero a conoscenza” (Marco Bucci, sindaco di Genova, Repubblica, 14.9). “Marco Bucci lo sapeva: gliel’ho annunciato poche ore prima di firmare” (Giovanni Toti, Corriere della Sera, 14.9). Uno patteggia, l’altro punta direttamente all’incapacità di intendere e volere.
Reo con fesso/2. “Molti cittadini me lo hanno chiesto (di candidarsi a presidente della Regione Liguria, ndr), e lo hanno fatto anche i partiti. Mi sarebbe piaciuto, ma ho subito risposto di no per due ragioni: ho preso un impegno con i genovesi fino al 2027 e sarebbe un tradimento non rispettarlo; e poi non godo di ottima salute e non potrei garantire il mio impegno assoluto per i prossimi cinque anni. Candidarsi pertanto avrebbe significato prendere in giro gli elettori” (Marco Bucci, Libero, 31.8). “Ho deciso di candidarmi alla presidenza della Regione Liguria” (Bucci, 11.9). Cioè di tradire i genovesi e prendere in giro gli elettori.
Genny Zinga. “Oggi le reazioni della destra alle opinioni della chiesa ricordano un po’ i tempi di Enrico VIII: il desiderio di una chiesa al servizio del potere, e la stizza se non la ottiene. Ma era il 1600 appunto” (Nicola Zingaretti, eurodeputato Pd, Domani, 30.8). Enrico VIII è nato nel 1491 e morto nel 1547, appunto. Sangiuliano, è lei?
CoeRenzi. “Se si candida il mio amico Andrea Orlando, rischia di far vincere Toti dai domiciliari” (Matteo Renzi, Iv, 1.6). “Siamo pronti a sostenere la candidatura di Andrea Orlando” Renzi, 2.9). Un uomo tutto d’un prezzo.
Roba forte. “Fuga da Italia Viva, addio di Marattin? Libdem e Nos per un soggetto unitario” (Aldo Torchiaro, Riformista, 5.9). Gnamm.
Pessime usanze. “Calenda: ‘Io non ci sto, qui si rischia una sinistra come in Francia’” (Corriere della sera, 11.9). Una sinistra che vince le elezioni: lui non ci è abituato.
Chi ha stato. “Dalla telefonata ‘russa’ al dossier Pompei. Dietro il caso Boccia spunta la ‘manina’ grillina” (Tempo, 7.9). “Boccia è arrivata a Chigi quando c’era Conte”, “Se Boccia è figlia dell”uno vale uno’” (Tempo, 14.9). È ufficiale: hanno stato i 5Stelle.
Sapessi com’è strano. “Lo ‘strano’ caso del Pd che perde consensi” (Corriere della sera, 15.9). Già, chi l’avrebbe mai detto.
Sapessi com’è chiara. “D’altra parte, la linea di Schlein è chiara” (Giovanna Vitale, Repubblica, 15.9). Ma infatti.
Dieta punti. “Schlein: cinque punti per tornare al governo” (Corriere della sera, 9.9). Di sutura.
La tenuta. “Nonostante tutto, l’Ucraina sta tenendo” (Vittorio Emanuele Parsi, Repubblica, 8.9). Ma infatti.
La censura buona. “La censura russa non può fermare il nostro lavoro” (Corriere della sera, 14.9). Noi preferiamo quella ucraina.
Ritorno alle origini. “Vaffa di Grillo a Conte: ‘Uccide il M5S’” (Riformista, 6.9). Ma infatti, io lo affiderei a due veri “grillini” della prima ora come Draghi e Cingolani.
Magno-Magno. “Ognuno ha i generali che si merita. Travaglio ha Mini e io Jean” (Michele Magno, Riformista, 7.9). Bel colpo di culo: ma tu, esattamente, chi sei?
Letta-Letta. “Usiamo il Mes per le spese della Difesa” (Enrico Letta, Pd, Stampa, 9.9). Ideona: mangiamo cannoni.
Il titolo della settimana/1. “Il caso Toti e la deriva etica di (alcuni magistrati” (Giuseppe Gargani, Dubbio, 3.9). Giusto: questa etica sta diventando un vero cancro.
Il titolo della settimana/2. “Centrosinistra, Renzi lancia l’ala Blair: ‘Senza di noi vincerà sempre la destra’” (Messaggero, 6.9). Ma soprattutto con voi.
Il titolo della settimana/3. “Siamo tutti Salvini” (Maurizio Belpietro, Verità, 15.9). Qui ci sono gli stremi per una class action.
Il titolo della settimana/4. “Ucraina, le autocrazie armano Mosca… La Russia adopera una crescente quantità di armamenti provenienti da Teheran e Pyongyang ricorrendo, in alcuni casi, anche alla tecnologia di Pechino” (Maurizio Molinari, Repubblica, 15.9). Vergogna: fanno come noi.
Il titolo della settimana/5. “Supermario come Keynes” (Pietro Maiorana, Riformista, 11.9). “Quanti rischi se ignoriamo Supermario” (Gabriele Segre, Stampa, 13.9). Brr che paura.
Il titolo della settimana/6. “Il Pd avvisa Conte: ‘Nessun accordo sulla Rai con la maggioranza’” (Foglio, 10.9). Quindi niente Tg3 al Pd.
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grazie di esistere poiché la stampa è tutta fuffa
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“Magno-Magno. “Ognuno ha i generali che si merita. Travaglio ha Mini e io Jean” (Michele Magno, Riformista, 7.9). Bel colpo di culo: ma tu, esattamente, chi sei?”
Io me lo sono andato a cercare. Ecco chi Michele Magno (da wiki) 👇
Michele Magno (Minervino Murge, 16 settembre 1944) è un sindacalista, politico e saggista italiano.
Laureato in storia e filosofia all’università La Sapienza di Roma, nel 1971 entra in Cgil dove ricopre gli incarichi di Segretario Nazionale della Federazione dei Chimici, Direttore dell’Istituto di ricerche economiche e sociali (IRES) e Direttore del Dipartimento internazionale della Confederazione. Nel 1986 lascia la Cgil e entra nel Partito Comunista Italiano (Pci), in cui diviene responsabile della Commissione lavoro e della Commissione meridionale. Nel 1989 viene nominato Segretario regionale in Puglia.
Nel 1991, con lo scioglimento del Pci, diviene prima collaboratore del Dipartimento economico di Palazzo Chigi a guida Giuliano Amato, e successivamente del Ministro del Lavoro Antonio Bassolino. Nel 1993 viene richiamato da Bruno Trentin ad assumere il ruolo di Segretario Nazionale della funzione pubblica della Cgil, che ricopre fino al 1996.
Il suo impegno politico prosegue da dirigente nel partito dei Democratici di Sinistra (Ds), in cui parteciperà alla fondazione del Partito Democratico, che però lascerà poco dopo.
Questo invece l’articoletto che ha indispettito MT 👇
“Ognuno ha i generali che si merita. Marco Travaglio ha Fabio Mini. Chi scrive, invece, si tiene stretto Carlo Jean. Il primo ha definito “una follia della Nato l’avanzata di Kiev nel territorio russo di Kursk” (Il Fatto Quotidiano, 18 agosto). Il secondo l’ha definita “una beffa per l’esercito e l’intelligence del Cremlino” (Formiche.net, 4 settembre).
Non sono solo due punti di vista diversi sull’efficacia di una operazione militare. Sono anche due letture diverse della guerra e della sua possibile conclusione. Per Mini la partita è già virtualmente chiusa, data la straripante superiorità bellica di Mosca. Per Jean i giochi sono invece ancora aperti, nonostante l’arsenale nucleare di cui dispone.
In effetti, c’è un motivo se la minaccia ricorrente di usarlo è quasi scomparsa nelle dichiarazioni di Putin e del suo zerbino Dmitrij Medvedev. Perché è diventata un’arma propagandistica spuntata. La realtà è che la dissuasione strategica basata sulla Mad (acronimo di “mutual assured destruction”, distruzione mutua assicurata) continua a funzionare anche dopo la Guerra fredda. In secondo luogo, le aspirazioni neoimperiali dello zar devono fare i conti con una economia tecnologicamente arretrata (eccetto il settore aerospaziale), troppo piccola e troppo dipendente dalle risorse naturali.
In terzo luogo, malgrado i progressi dell’offensiva nel Donbass, la Russia ha mancato tutti gli obiettivi iniziali dell’invasione: insediare a Kyiv un governo fantoccio; “denazificare” l’Ucraina; smilitarizzare il paese e impedire ogni garanzia occidentale sulla sua sicurezza. Ormai le sue maggiori probabilità di successo sono legate non tanto a una vittoria sul campo, quanto all’inerzia dei governi europei e alla fine del sostegno Usa se Trump dovesse prevalere alle presidenziali di novembre. Il futuro è nel grembo di Giove, dicevano gli antichi. Speriamo che partorisca Kamala Harris.
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L’antologia del buonumore del lunedì serve ad iniziare bene la settimana ma è infarcita di parecchia roba che non fa affatto ridere .
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““La Russia non è nostra nemica”. I manifesti che compaiono in Italia, in diverse città, diventano una notizia per i media internazionali. “
Gran bella iniziativa. Corretto ed efficace anche ricordare l’articolo 11
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Purtroppo leggo anche “I cartelloni, si fa notare, sono comparsi prima in alcune città del Nord, poi anche a Roma. Qui sono stati notati dall’ambasciata ucraina, che ha stigmatizzato la vicenda con un post su X: “Siamo profondamente preoccupati dall’arroganza della propaganda russa nella Città Eterna. Chiediamo al Comune di Roma di di riesaminare la concessione dei permessi per tali manifesti che hanno un chiaro scopo di riabilitare l’immagine dello stato aggressore”. Nella capitale, i manifesti sono stati rimossi: recavano anche il logo della città. In altri centri, però, i cartelloni sono rimasti al proprio posto fino alla scadenza del periodo di esposizione.” Complimenti a Gualtieri. Sarebbe il caso che le altre forze politiche contrarie all’invio delle armi si facciano sentire…. Raggi, Conte battete un colpo!!
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“Uno patteggia, l’altro punta direttamente all’incapacità di intendere e volere”
Se così non fosse sarebbero reati ancora più gravi e imperdonabili in quanto commessi da soggetti irresponsabili e quindi inadeguati a gestire e garantire nell’interesse pubblico.
Ma se invece, come allude Travaglio, siano davvero persone non imputabili perché entrambi incapaci di intendere e di volere, la questione cambia completamente.
In quanto, se ben ricordo… le cause soggettive di esclusione del reato che fanno venir meno l’elemento soggettivo sono: a) incoscienza indipendente dalla volontà; b) forza maggiore; c) costringimento fisico.
Nella tragicommedia in questione l’unico elemento di esclusione è individuabile nella “incoscienza indipendente dalla volontà”. E infatti vista in questa prospettiva è giusto che, come stabilisce l’art. 530, primo comma c.p.p., “per il reato che sia stato commesso da persona non imputabile il giudice deve pronunciare sentenza di assoluzione perché il non punibile non può essere colpevolizzato“.
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“…ho preso un impegno con i genovesi fino al 2027 e sarebbe un tradimento non rispettarlo; e poi non godo di ottima salute e non potrei garantire il mio impegno assoluto per i prossimi cinque anni. Candidarsi pertanto avrebbe significato prendere in giro gli elettori” (Marco Bucci, Libero, 31.8). “Ho deciso di candidarmi alla presidenza della Regione Liguria” (Bucci, 11.9). Cioè di tradire i genovesi e prendere in giro gli elettori”
Vedi sopra=C.V.D.
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio….
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