(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – Non c’è cosa più triste dell’ospite moralista, viene da dire al cospetto dei tanti “signora mia che ci tocca commentare” che imperversano sulle reti tv. Quelli che mentre i talk macinano ascolti su ascolti grazie alle micidiali grazie di Maria Rosaria Boccia, essi che di quell’audience pure si giovano scuotono la testa e sentenziano l’immancabile “Basta parlare di questa signora, con tutti i problemi che ha il Paese”. Perfino, martedì sera, nel salotto di È sempre Carta Bianca c’era chi sembrava smanioso di gettarsi avidamente sul piano Draghi per l’Europa o di titillare l’eccitante caso Fitto per dare (darsi) un tono il più possibile serioso. Con Bianca Berlinguer che si affannava a puntellare, tutto sommato con buoni risultati, una puntata resa inopinatamente orfana della star giunta da Pompei. Poiché il fenomeno Boccia consiste, appunto, nella consacrazione della finzione come strumento mediatico di successo. Lei sarà pure una finta consigliera ministeriale e una finta amante (parole sue), finta sarà stata la gravidanza attribuitale e finta l’intervista a Rete 4, ma resta il fatto, caro Sallusti, che con questa costante, magistrale finzione, oltre ad aver costretto un ministro alle dimissioni tiene da un mesetto in ansia (per non dire peggio) il governo Meloni e addirittura fomenta lo scontro nucleare tra la premier e la famiglia Berlusconi.

Quanto a quelli che straparlano di “gossip” (a destra ma anche tra qualche anima bella schizzinosa) ricorderemo che ai tempi lontanissimi del caso Montesi, tra Piero Piccioni, figlio di un importante ministro dc, e la ragazza c’era sicuramente del gossip ma ciò non impedì alla poveretta di soccombere nel più grande affaire politico del dopoguerra. Restiamo dunque convinti che i solerti frequentatori del chiagni e fotti (gli stessi, magari, che si stracciano le vesti per le troppe intercettazioni che poi regolarmente pubblicano sui loro giornali) abbiano trascorso l’ultimo scampolo estivo a consultare furiosamente il sito Dagospia, il più informato sulla soap culturale: “Genny e la Pompeiana scaltra”. Neppure ci scandalizziamo (come certe prefiche del Servizio pubblico) dello spazio occupato dall’intervista di Chiocci al Sangiuliano pentito: una strepitosa pagina da romanzo popolare napoletano (isso, essa, ’o malamente) che ha fatto il botto di ascolti. Perciò, in attesa delle prossime, immancabili puntate (con Arianna Meloni nel mirino), statene certi che pure i sepolcri imbiancati preparano i pop corn.