
(Tommaso Merlo) – Gli Stati Uniti hanno 750 basi militari sparse per il mondo. Praticamente ovunque tranne che ai Poli. Tra le basi più emblematiche vi è quella dell’isola di Chagos che nonostante il nome è una ridente isola nel bel mezzo dell’Oceano Indiano i cui abitanti furono deportati in massa per fare spazio ai missili a stelle e strisce. Una delle tante chicche di matrice coloniale e poi c’è in giro ancora gente che si chiede da dove deriva l’astio verso l’uomo bianco. Di basi militari gli Stati Uniti ne aprono e ne chiudono di continuo a seconda di dove provengono le minacce immaginarie che li affliggono. Anche la guerra in Ucraina alla fine è una vicenda di basi militari, gli Stati Uniti hanno convinto i servetti della Nato ad allargarsi ad Est per piazzare basi con vista su Mosca. Putin ha reagito e la propaganda lo ha fatto passare per aggressore, ma se la Russia avesse provato a piazzare delle basi in Messico, gli Stati Uniti avrebbe fatto piovere bombe atomiche a catinelle. L’immensa rete di basi militari americane ha diverse ragioni più o meno sensate. Serve come deterrente per i nemici strategici tenendoli sotto pressione. Serve per ribadire il proprio status di superpotenza e quindi la propria leadership basata sulla forza militare e suoi soldi. Serve per intervenire rapidamente in caso di crisi, con propri punti d’appoggio sul posto pronti a muovere uomini e mezzi alla bisogna. E servirebbe per stringere e mantenere rapporti coi paesi che li ospitano che finiscono sotto l’ala protettiva dell’impero volenti o meno. Vi sarebbero poi anche ragioni politiche e cioè assicurarsi governi amici, ma questa ipotesi la lasciamo ai complottisti e passiamo alle ragioni più veniali. Le basi militari servirebbero cioè a proteggere e supportare le proprie rotte commerciali come ai tempi dei velieri e come sta succedendo con gli Huthi dello Yemen che attaccano i cargo e si beccano missili made in USA in pronta consegna dalle basi piazzate nella regione. Le filiali dell’esercito più potente del mondo fungerebbero quindi da guardia del corpo delle multinazionali, una sorta di braccio armato del capitalismo a stelle e strisce in trasferta. Già, ma ogni anno gli Stati Uniti spendono intorno ai 900 miliardi di dollari per le spese militari, il 40% del mondo intero. Sono cifre impressionanti e vi devono essere ragioni più profonde per tale assurdità. I cittadini americani non hanno diritti fondamentali come la sanità e l’istruzione e la loro società è dilaniata da ferite profonde a causa dell’assenza di uno stato sociale, eppure chiunque governi continua ad aumentare le spese militari portandole a cifre folli. E questo nonostante l’unica vera minaccia mondiale sono proprio gli Stati Uniti stessi che sono in guerra da quando sono sorti e nonostante negli ultimi decenni da sceriffi del mondo ne hanno combinate di tutti i colori. Al momento non vi è poi nessuno con la loro potenza di fuoco. La Cina spende tre volte meno ed è quattro volte tanto mentre la Russia spende in media sui 100, nove volte meno. Anche le fantomatiche minacce che gli americani vedono ovunque sono solo immaginarie, la solita panzana della sicurezza sulla bocca del soggetto più pericoloso. Con ogni scusa buona per piazzare basi o addirittura scatenare conflitti in modo da svuotare i magazzini e passare alle nuove collezioni. Già, si finisce sempre lì. Quello militare è un settore economico gigantesco negli Stati Uniti, l’esercito e tutti i servizi connessi ma anche la produzione e la vendita di armi danno lavoro a milioni di persone e rendono cifre folli all’industria e alla finanzia che la foraggia. Il vero motivo dell’abnorme militarizzazione è quindi il solito banale profitto o meglio l’ideologia capitalista che anima quel paese come tutto l’Occidente. Una ideologia bulimica che si impone su tutto, anche sulla logica, anche sul buon senso. Negli Stati Uniti ma anche sempre più da noi, la guerra è diventata una macchina infernale che procede in maniera inarrestabile ed autonoma dalla volontà popolare, una sorta di affare di stato al di sopra delle beghe democratiche. Con mega lobby che si comprano tutti gli schieramenti politici e attendo l’assist di qualche scusa per passare da un conflitto e quindi da un affare all’altro. E poi c’è in giro ancora gente che si chiede da dove deriva l’astio verso l’uomo bianco.
E non dimentichiamo che per gli americani le guerre sono fisiologiche, necessarie per ridurre la popolazione mondiale ed evitare il sovraffollamento in questo mondo dalle dimensioni e risorse finite!
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Magari fosse stato davvero così! Al contrario prendemmo tutti i cioccolatini, nei quali potevi trovare il classico “punto sorpresa”: ogni 1.000 una base militare ‘miricana in omaggio. Con “punti jolly”, nucleare. 🚀🚀
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Se quei fessi dei nostri nonni e bisnonni si fossero mangiati le macerie, invece della cioccolata, avrebbero potuto rinunciare anche ai soldi del piano Marshall, così molto probabilmente oggi saremmo al livello della Bulgaria: magari fosse stato davvero così!
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Eh, caro Jonny, lo so, “l’hanno fatto per noi”, come per gli indiani fecero riserve felici, dove potessero vivere in pace e prosperità. Anzi, per la maggioranza di loro, boot hill in ogni nazione degli States, anzi senza boot…, magari “blackfoot” (Piedi Neri) sì. E, a proposito di “piedi neri”: vogliamo parlare di come i filantropi riuscirono a civilizzare l’Africa, con pullman del mare a portare persone che, nel loro continente, morivano di fame (ironico, oggi muoiono di fame) ed erano infelici, senza lavoro, mentre gli ‘mmmiricani garantirono a tutti cotone e benessere? Comunque, battute a parte, quello che saremmo nessuno può saperlo – Otelma purtroppo non scrive su Infosannio – quello che siamo, una dependance (e il Paese “dance” come e quando vogliono loro) USA, invece sì. Ciò detto, sia ben chiaro, non sarò certo io – mai stato lontanamente filosovietico – a togliere meriti agli Stati Uniti rispetto il loro intervento (sicuramente decisivo) nel secondo conflitto mondiale. Però sono passati OTTANTA anni e la fase colonialista, forse, dovrebbe essere terminata. Infine, credo tu sia abbastanza intelligente da poter capire quando, al di là del concetto, si voglia fare una battuta, possa piacere o meno. Ciao, buona serata.
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No, non l’hanno fatto per noi (neanche il cane muove la coda gratis), ma per loro stessi, perché gli conveniva, esattamente come a noi è convenuto accettare quelle condizioni sulle quali ironizzi, condizioni che hanno permesso nel Paese lo sviluppo di quel benessere che, a sua volta, oggi permette a te di fare della facile ironia sulle cause.
Come sarebbe andata ovviamente nessuno può saperlo, ma non ci vuole una grande fantasia per immaginare che difficilmente sarebbe potuta andare meglio, senza un grosso aiuto proprio nel momento del bisogno.
Se è per questo, oggi gli anni sono anche diventati OTTANTUNO, ma si dà il caso che questo genere di cose non abbia la data di scadenza come uno yogurt, soprattutto finché continueranno a valere le ragioni di convenienza di cui sopra.
Buona serata anche a te.
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X Jonny Dio:
Una barretta di cioccolata e ti senti tutto un calore dentro, vero?
La gente come te pagherebbe per essere schiava.
Sei talmente iDIO.ta che nemmeno ti poni il problema, che gli USA prima della barretta di cioccolata hanno provveduto a spianare mezza italia con le bombe.
Ma a te che te frega?
”’prima li facciamo a fette con le mitragliatrici, poi gli diamo un cerotto”’.
E il bello è che un torso come te vede il cerotto come prova del vantaggio di essere tagliati a fette.
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@ Mentecatto: ma che davvero? Incredibile: gli americani bombardavano un paese col quale erano in guerra.
Ora che lo so, il mondo non sarà mai più lo stesso.
Grazie per questa preziosa informazione, adesso manca solo che un tordo come te scopra i vantaggi che avremmo potuto avere lasciandogli spianare anche l’altra mezza Italia: ad esempio, il rischio di non nascere neppure sarebbe stato un indubbio vantaggio, per uno scherzo della natura come te.
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@Jonny Dio Ti stoppo subito: fare dell’ironia non è per nulla facile, anzi tutt’altro…!😉 Il fatto che poi questa mia attitudine sia possibile “grazie agli States”, presuppone tu abbia caratteristiche molto simili al Divino Otelma, contraddicendo quanto scritto subito dopo “Come sarebbe andata ovviamente nessuno può saperlo”. Appunto! Magari fossimo stati “satelliti” dell’Unione Sovietica oggi, anziché sfruculiarmi gli zebedei su Infosannio, starei preparando il prossimo tour comico, alla Crozza per intenderci… Comunque, scherzi a parte: al di là del primo commento in risposta ad una vignetta ironica, che – pensavo fosse chiaro – voleva essere una battuta, so bene come gira il mondo. Credo di averlo già scritto, forse proprio in uno scambio di opinioni avuto con te; avessi dovuto decidere in passato (e anche oggi), dove dove andare a vivere tra USA e Unione Sovietica (blocco sovietico, Cina, etc.) non avrei avuto dubbi nel scegliere la prima opzione. Ciò non toglie che la capacità di sottolineare storture, ingiustizie e prevaricazioni, evidenzi la sottile linea (nemmeno troppo sottile…) che distingue una persona libera da una ideologizzata o, comunque, il “tifoso”. Ossia colui che si reca allo stadio per sostenere una squadra di calcio non per imprecare sempre e soltanto contro avversari e arbitro, bensì anche verso propria squadra e società, come faceva il sottoscritto fino una decina di anni fa. Sono fatto così, non riesco a “legarmi” in toto, quindi a prescindere non giustifico nessuno: squadra, partito, PdC, PdR, religione, marca di scarpe, auto o moto… Ci sono persone alle quali dovessi sottolineare un difetto (o presunto tale) della BMW GS sarebbe come insultarne un genitore. Cerco (nessun delirio di onnipotenza) di giudicare nel merito, quindi ho la sensazione (ironico) che gli Stati Uniti, per diversi motivi che non vado ad elencare, abbiano, dicendolo alla Proietti “rotto er ca” 😉 Giustificare loro azioni e politiche con “e allora la Russia” oppure “e allora la Cina” (tu non l’hai fatto ma il concetto, in linea generale, è sempre quello), non rende migliori le loro azioni. Buona giornata.
N.b.: perché questa mania della precisione assoluta? Hai evidenziato OTTANTUNO per quale motivo? Dovessi scrivere quanti abitanti ha l’Italia scriverei 60 milioni. In realtà siamo 58.940.000. Ops, worldometer ha aggiornato, siamo 58.939.999… 😉
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Ho evidenziato 81 solo perché giusto ieri cadeva l’anniversario (se ti danno 80 anni proprio nel giorno in cui ne compi 81, non ti viene automatico correggere?), ma il succo del discorso è che anche se fossero 181, oppure 1081, questo non farebbe nessunissima differenza: dato che non esiste data di scadenza, quando e se la maggioranza di quei 60 milioni si sarà “rotto er ca”, si potrà sempre fare una nuova guerra per liberarsi da questo scomodo guinzaglio che molti considerano come la madre di tutte le sciagure (per me invece è stata la nostra più grande fortuna), possibilmente cercando di vincerla, questa volta.
Saluti.
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X Pinolucino:
Hai stoppato JD nel senso che è morto durante la lettura del tuo post 😀 ?
Ad ogni modo, per referenze su quanto siano bbboni gli americani, bisognerebbe ricordarci di Afghanistan, Irak e Libia. Stati sovrani distrutti per colpa loro, con sofferenze innumerabili e milioni di vittime.
Andasse, il pagliaccione americanofilo, a vedere come la ricostruzione dell’Irak è stata ‘curata’ dal viceré Paul Bremer e dalle PMC tipo Blackwater, Hullyburton e simili.
Dovrebbero essere tutti all’ergastolo per i crimini commessi, invece B-Liar e Bushitler sono a zonzo come se niente fosse.
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@ Mentecatto: quest’anno cadeva il centenario della nascita del tuo più grande benefattore, senza il quale difficilmente saresti a zonzo come se niente fosse.
L’hai festeggiato?
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@Jonny Dio diciamo che la precisione, per quanto mi riguarda, andrebbe usata in altri contesti, tanto più nel caso specifico, dove si trattava di un giorno. Avessi parlato del Vajont probabilmente avrei scritto “60 anni fa”, in realtà sono 61, ma il fulcro del mio discorso, riguardo gli USA, non era certo la precisione di questo dato. Va beh, chiarito ciò…, credo che il giusto fio sia stato ampiamente pagato, evidentemente la vedi diversamente. Che sia madre, oppure no, di tutte le sciagure non lo so, di sicuro è una madre a dir poco borsa-ax: traducendo le due parole (italiano/inglese e reverso), uscirà il concetto esatto, in puro dialetto ligure ;-)) Sai, da bravo genovese (anche se della riviera) penso che ogni debito debba trovare risarcimento equo e altrettanto doverosa fine, altrimenti diventa strozzinaggio, o sbaglio? Quando ero giovane (quando? 40 anni fa. Azz, sorry, 41!!) una stagione feci il bagnino a Santa. Non capitò (per fortuna), ma avessi salvato una persona dall’annegamento, non è che ancora oggi pretenderei di mangiare “agratis” a casa sua… E sono solo 40, azz, 41 anni. Poi dicono di noi genovesi, tirchi ed esosi… Io sono per il concetto “meglio vivere un giorno da leoni che 100 da pecore”, però capisco che ruggire sia più difficile che belare..! :-)) Ovviamente il “belare” non è riferito a te, anche perché tu porti avanti un’idea – giusta o sbagliata sia – ma nulla potresti fare per cambiare l’inerzia delle cose. Il riferimento è ai nostri “amati” politici che danno (almeno al sottoscritto) ogni giorno di più motivo per NON votarli. Lontani i tempi di Mattei (RIP), “casualmente” morto in un incidente aereo e persino lontani i tempi di Craxi (che, ovviamente, non rimpiango), probabilmente l’ultimo a girare i denti, in modo perentorio, agli Stati Uniti. Concludendo? I want you, Uncle Sam ci guarda, anche se preferisco decisamente la versione di Bob Dylan…
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Non so da che cosa derivi questa tua convinzione che il rapporto che ci lega allo Zio Sam sia di tipo debitorio, ma a mio avviso si tratta di una cosa di tutt’altra natura.
Come hai giustamente notato, un debito prima o poi si estingue, ma queste regole esistono e vengono fatte rispettare solo all’interno di uno Stato di Diritto.
Nei rapporti tra stati, invece, le regole sono un tantinello diverse: in pratica, non ci sono. L’unica legge davvero in vigore al mondo è quella del più forte, che comanda, mentre tutti gli altri si adeguano, oppure devono essere pronti a sopportarne le conseguenze, e a quel punto vale tutto (ivi comprese le peggiori porcherie).
Per quanto schifo tutto questo possa fare, a me sembra che il mondo degli uomini funzioni così praticamente da sempre.
Se preferisci un’analogia più rispondente alla realtà odierna, si potrebbe dire che i rapporti tra stati sovrani (e, in particolare, quelli tra superpotenze) sono tali e quali ai rapporti tra mafie.
Se la vedi in quest’ottica, ciò che di volta in volta gli americani ci chiedono (armi, basi, pezzi di sovranità e quant’altro) non è nient’altro che un pizzo che paghiamo per poter vivere in relativa tranquillità, dopodiché ognuno è libero di valutare autonomamente se e quanto i frutti di tale tranquillità valgano o meno il pizzo pagato: i detrattori tenderanno a sminuire (quando non a ignorare) i pregi e a porre l’accento o ad esagerare i difetti, e viceversa.
La mia personale valutazione è che tale pizzo sia addirittura a buon mercato, se paragonato a ciò che chiedono e soprattutto a ciò che offrono le mafie rivali, che incidentalmente sono anche le uniche alle quali ci si può rivolgere per ottenere protezione, nel caso si abbia l’intenzione di ribellarsi alla mafia attuale (dato che in questo scenario, purtroppo, non esiste uno Stato centrale o un altro organismo superiore al quale rivolgersi).
Se invece lo paragonassi ad un teorico mondo “giusto” (che, sfortunatamente, esiste solo nelle favole della buonanotte), allora anche la valutazione cambierebbe radicalmente, e in quel caso anche il prezzo più lieve risulterebbe essere un abuso intollerabile.
Ma esistono anche delle valutazioni intermedie, dipende tutto da dove tracci il solco.
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@smsparviero no, direi che è vivo è vegeto! ;-)) Però non sta a me entrare nelle diatribe da forum, ho già dato (non qui su Infosannio), quindi le conosco bene. Ai tempi di “Affari italiani” (2005/2012 all’incirca) arrivai persino all’appuntamento rusticano; poi – per fortuna – prevalse il buon senso. Che dire? Ognuno idee proprie, quello che posso rimproverare è il dover difendere a tutti i costi qualcuno o qualcosa (malattia diffusissima). Al sottoscritto, “qualcuno” o “qualcosa” non hanno mai dato da mangiare, dunque mi sento e sentivo libero, ad esempio, di criticare Grillo anche e soprattutto quando ero iscritto al movimento e litigare – di brutto – con chi lo difendeva quando dava della meretrice ad una novantenne. Oggi, molti degli stessi, al mio contrario, lo vorrebbe vedere morto ed hanno trovato nuovo idolo da beatificare. C’est la vie, ma sono “vie” davvero particolari, direi Via Pré e vicoli adiacenti (consiglio Vico del Pelo, nomen omen😉). Saluti.
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@jonnydio, diciamo che trovo più di una ragione in quanto affermi, però nella vita non sempre vince il più forte. Non sto a tediarti con racconti d’infanzia e gioventù, dove il bulletto o, successivamente, il presunto “caporione” si ritrovò con un bacco nel cubo… però avrai capito il senso. Non so di che leva tu sia ma io ricordo Sigonella (avevo da poco finito il militare); parliamo di 40 anni fa (ops, 39!!😉), eppure nessuno bombardò l’Italia. Si può essere sottoposti senza per questo doversi mettere ogni sera a 90° per soddisfare il capo mafia sodomita, non pensi? Poi è chiaro che se pensi a Mattei e i tanti dubbi rimasti, beh, meglio non tirare troppo la corda, ma tra non tirarla troppo e nemmeno prenderla in mano ci sono scale di grigi che si potrebbero…. tentare di salire. Di sicuro far parte di un’Europa prona e assoggettata non renderebbe facili eventuali prese di posizione in contrasto con le politiche USA, soprattutto considerando la classe politica inguardabile che abbiamo da qualche decennio, su questo non ci piove.
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750 basi militari in giro per il mondo, tutte direi in un’ottica offensiva, mai difensiva. La Cina ne ha una sola. La Russia non so, credo un ventina.
C’è da aggiungere qualcosa o si capisce già così come va il mondo?
Poi ci sono le basi non militari, quelle che portano avanti gli interessi USA, ma senza l’elmetto in testa (travestite da ONG, associazioni culturali …), quindi meno immediatamente riconoscibili come facenti parte dell’apparato bellico, e quindi forse più pericolose. Quando queste non riescono a mettere in piedi una rivoluzione colorata di solito partono i militari, che però costano di più, attirano critiche, sono meno efficaci ecc ecc.
In cambio la cioccolata della vignetta sopra, ma non per sempre, solo per comprarti, poi se serve da un’altra parte, fine della cioccolata (e questo è anche legittimo), e prima o poi arriva anche il conto.
Demoniocrazia in pratica (tu mi vendi l’anima e io …), ma bella infiocchettata e ben promossa dal marketing. Poi ti risvegli nel paese dei Balocchi.
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Rhgdhgdhgg
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A JD: Si sono anche mangiati le basi nucleari americane, te l’ha ricordato Pinolucino. E ora dobbiamo magnarcele noi, pensa un pó.
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Questa tua secondo me l’hai davvero sparacchiata, tanto per buttarla un pó lí.
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Té, un pó di luce nelle tenebre.
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