
(Tommaso Merlo) – Mentre in Italia siamo alla telenovela trash, la Cina ha appena invitato 50 paesi africani contemporaneamente ed ha lanciato un piano per confermarsi padrona di un continente che conta 1,3 miliardi di persone. Robe titaniche. Sta cambiando il mondo e noi rischiamo di dissolverci se non reagiamo. In questi giorni sono stati annunciati passi avanti anche del Brics, un’unione commerciale ma anche un blocco geopolitico che include la Cina e l’India che insieme contano 2.7 miliardi di abitanti oltre che la Russia con le sue immense risorse. Roba che se riuscissero a rimpiazzare il dollaro nel mercato internazionale, potrebbero dare il colpo di grazia al fatiscente impero americano e ai suoi vassalli come noi. Ma non è solo una questione di soldi, il declino occidentale è anche morale. Una leadership tutta basata su portafoglio e pistola che sta implodendo sotto il peso delle sue ipocrisie e paturnie belliche. La Cina propone invece una leadership più pacata e saggia. Ai suoi ospiti africani, il presidente Xi ha detto chiaramente che la Cina sta cercando di porre rimedio alle ingiustizie storiche della modernizzazione occidentale ed ha affermato che Cina ed Africa devono unirsi e diventare una forza potente capace di scrivere un nuovo capitolo di pace, prosperità e progresso. Ha usato la parola pace che da noi non si sente nemmeno più e questo anche se tra i miliardi di aiuti annunciati vi sono anche armamenti. La Cina non è una santarella, non fa nulla gratis nemmeno lei e alla fine è stata anch’essa infettata dal capitalismo anche se interpretato in salsa rossastra, ma è altrettanto vero che non ha un passato coloniale orrendo come il nostro e rappresenta una sana novità. Quello che fa tremare le gambe sono le dimensioni, la Cina da sola ha il doppio degli abitanti dell’intera Europa e degli Stati Uniti messi insieme. E anche come capacità ci sta superando. Di recente noi musi pallidi abbiamo tartassato di dazi delle macchine elettrice cinesi perché molto migliori e più economiche delle nostre. I soliti liberisti a chiacchiere. Ed è notizia altrettanto recente che la Cina abbia fatto saltare il duopolio Boeing e Airbus e produca già aerei molto migliori ed economici dei nostri. Fanno tutto e anche meglio. Bravi e anche furbi. Ci hanno aperto le porte, noi siamo accorsi acciecati dal profitto per sfruttare la manodopera a basso costo, loro ci hanno studiato pazientemente fino pian piano a raggiungerci e mettere la freccia ed oggi possono anche contare su una reputazione nettamente migliore. Ma le belle notizie non sono finite. Noi musi pallidi europei ed americani siamo una minoranza intorno al 10% della popolazione mondiale e sforniamo talmente pochi figli che siamo destinati a scomparire. Allo stesso tempo sfruttiamo la grande maggioranza delle risorse planetarie ed accumuliamo immense ricchezze che però finiscono nelle mani di una manciata di paperoni col risultato che i nostri poveri cristi lottano per una vita decente mentre quelli del resto del mondo sono alla fame. Livelli di ingiustizia sociale e di miopia che hanno raggiunto livelli sconvolgenti. Una polveriera insostenibile e destinata a detonare quando i nuovi leader del pianeta dagli occhi a mandorla pretenderanno equità. Il mondo sta cambiando e se non reagiamo siamo destinati a dissolverci. Il primo passo scontato sarebbe quello di smetterla con le telenovele e rendersi conto che nazioncine come quella italiana non hanno politicamente più nessun senso politico, serve lanciare al più presto un processo costituente per fondare la Repubblica Federale Europea. Una massa politica ed economica di 450 milioni di cittadini è il minimo indispensabile per non venire schiacciati dai nuovi titani. Quando poi crollerà del tutto il malconcio impero statunitense, bisognerà raccoglierne i cocci e costituire una Repubblica Federale Occidentale fondata però sul riconoscimento degli orrori del passato, sul rigetto dei deliri guerrafondai ed imperialisti e sulla riscoperta dei genuini valori democratici e sociali alla base della nostra civiltà. Una Repubblica Occidentale che usi il capitalismo invece di venirne usata e che ambisca ad una leadership basata sulla bontà del proprio modello e sulla qualità della vita che garantisce a tutti i suoi cittadini. Senza una reazione, le future generazioni di musi pallidi saranno costrette a subire la storia invece di scriverla e vivranno da vassalli dell’impero cinese.
“…. la Cina sta cercando di porre rimedio alle ingiustizie storiche della modernizzazione occidentale…..” questa e’ comica quanto “esportare la democrazia”. Due ridicole menzogne equivalenti , ottime scuse per fare i propri comodi. Naturalmente ciascuna ha i suoi tifosi piu’ o meno in malafede, ma c’e’ comunque sempre una buona fetta di boccaloni disposti a crederci gratis, come quelli convinti che l’Urss difendesse gli interessi dei lavoratori di tutto il mondo (risate). Per referenze sui metodi coloniali cinesi pregasi citofonare Tibet e Hong-Kong.
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Appunto. Occorre proprio essere dei … “merli” per credere che il sorriso della sfinge cinese sia del tutto disinteressato.
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Prendere atto che la Cina sta costruendo relazioni forti, non solo economiche, direi anche culturali ( con la narrazione di partnership non più di ispirazione coloniale), in tutta l’Africa significa capire che gli equilibri da “fine della Storia” e quindi di un solo Padrone sono, quelli sì, finiti. Il Mondo multipolare è realtà e in questo multipolarismo gli USA giocheranno solo una parte. Essere i paggetti di un attore solo, non protagonista, ci costerà l’irrilevanza.
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