
(di Michele Serra – repubblica.it) – Poche cose al mondo sono emozionanti come i video delle donne afghane che cantano per disobbedire alla tirannia dei talebani. È la vita che disobbedisce alla morte, né più né meno. Alcuni sono opera di donne esuli, alcuni realizzati in patria clandestinamente.
Cercateli in rete, durano pochi secondi ma contengono i secoli. I secoli della sottomissione e anche della sopravvivenza, dell’ordine patriarcale e anche della sua inevitabile, sacrosanta effrazione. C’è il dolore della violenza subita, c’è l’esultanza della ribellione. Guardatemi, lo sto facendo: canto. Canto e nessuno me lo può impedire.
Cantano. Ed è contro la legge. Mi chiedo quanti dei nostri ragazzi sappiano, e lo sappiano per davvero, che in alcune parti del mondo per le donne cantare, ballare, sciogliere i capelli, andare a scuola, uscire di casa da sole, è reato capitale.
Rischiano la galera e la morte. Sono proprietà del padre, dei fratelli, del marito, non esistono come persone, sono solo fattrici. Forse saperlo li aiuterebbe a capire un po’ meglio il valore della libertà e dei diritti, e la costante minaccia di perdere l’una e gli altri.
L’umanità sa essere di una ignoranza e una ferocia che definire bestiale è riduttivo — le bestie non sono malvagie e perverse, gli uomini sì. La voce delle donne può spaventare solo i malvagi e i perversi.
È la voce dalla madre che ninna il bambino, è la voce dell’eros, ha frequenze profonde e leggere al tempo stesso, le donne che cantano sono una delle meraviglie della vita. Calpestarle tutte, ingabbiarle tutte è impossibile, vinceranno sicuramente.
era bianco o nero?
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Se i talebani hanno resistito 20 anni ai più potenti eserciti del mondo e hanno finito per cacciarli a pedate, caro Serra, non ti viene in mente che la maggior parte della popolazione preferisca loro?
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Michele Serra esprime in queste poche righe l’arroganza che la cultura occidentale (altamente minoritaria e più giovane) con le altre culture più antiche quali quelle dell’Oriente, dell’Africa.
Questa modernità rivoluzionaria di stampo illuminista-americana l’ha subita anche l’Italia soprattuto dal 1945 alla fine degli anni ’80.
Molti usi e costumi italiani tramandati nei millenni da generazione in generazione sono stati sostituiti da usanze consumistiche, niente di male se ci fosse stata consapevolezza della gente, questa stessa gente oggi si trova sì con un lavoro, libera di viaggiare e scrivere sui social, ma ha perso quei valori millenari fondati sulla famiglia, sul rispetto delle persone e della vita altrui, della sapienza, della ricerca della pace, della lotta per dei valori profondi che sentivano nel cuore come la repubblica e la democrazia e su questi si ragionava e si parlava vivendo al piano terra in slarghi o in piazza e non in grattacieli di 15 piani.
Tutto questo pian pianino sta scomparendo lasciando le persone deboli e fragili in preda alla condizione umana più miserevole: alla solitudine, alle illusioni, alla povertà, al vuoto esistenziale, alla irrazionalità nelle scelte, alle tragedie familiari, ai suicidi, ad adolescenti che invece di mettere a fuoco e fiamme ciò che li circonda sono pompieri confusi, ecc. ecc.
Questo mondo occidentale che a noi tanto piace perché, e come, propagandato dai media, al resto del mondo può fare schifo: ad esempio alla stragrande maggioranza delle donne iraniane può piacere portare il burla, lo fa per tradizione, per rispetto e noi dovremmo rispettare queste loro scelte, capirle, invece noi propagandiamo modelli che ci sentiamo in dovere di imporli ad altri.
Da qui si origina quel pensiero mostruoso di esportazione della democrazia e della libertà in altri stati: per aiutarli ad essere come noi!
Su questi valori occidentali fanno leva gli USA e l’Europa per incitare la popolazione dell’ Iran alla guerra civile.
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Egregio Matteo, è mai stato in Iran ? Conosce ragazze e signore di laggiù? Ha avuto occasione di scambiare opinioni con loro ? Comunque, il ” burka” si usa in Afganistan. Infine, lei saprà che in Iran esiste una minoranza di Zaratustriani la cui fede non ha nulla a che dividere con l’Islam, eppure anche le seguaci di Zoroastro debbono indossare il velo, così come le turiste occidentali cristiane o atee.
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