KAMALA HARRIS SEPPE vincere con una gran bella risata quando nettamente sfavorita nella corsa per la carica di procuratore generale della California sbeffeggiò il suo avversario Steve Cooley che costrinse a un clamoroso autogol […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – “Una risata vi seppellirà”. Slogan del maggio francese. Frase attribuita all’anarchico Michail Bakunin
KAMALA HARRIS SEPPE vincere con una gran bella risata quando nettamente sfavorita nella corsa per la carica di procuratore generale della California sbeffeggiò il suo avversario Steve Cooley che costrinse a un clamoroso autogol durante un faccia a faccia televisivo. Gli chiesero se intendeva cumulare la pensione da procuratore distrettuale con lo stipendio da procuratore generale e lui rispose serafico: “Me lo sono guadagnato”. Dopodiché la Harris (ha ricordato Siegmund Ginzberg sul “Foglio”) produsse un breve filmato dove sotto l’ingenua riposta del malcapitato Cooley appariva la scritta: “150.000 dollari all’anno non gli bastano?”. Con l’avversario sommerso dal ridicolo la vittoria fu sua, sia pure per un soffio. Accadeva 15 anni fa anche se, mediaticamente, sembra trascorso un secolo: nelle varie mutazioni del messaggio social, tramontata l’epoca della indignazione e della suscettibilità siamo infatti entrati a vele spiegate nell’era perculante della presa in giro, dello sghignazzo, della messa alla berlina. E non si capisce come sia possibile che questo governo della destra rimpinzato com’è di portavoce, uffici stampa, addetti all’immagine e alla comunicazione non riesca a mettere sotto protezione costante i ministri più tenacemente esposti alla barzelletta.
Che fanno danni. Tanto che oggi appare perfino imbarazzante maramaldeggiare su Lollo (ex) cognato d’Italia o sullo sciupafemmine “Genny” Sangiuliano alle prese con una biondissima consulente fantasma. Fatti loro si potrebbe dire se non ricoprissero ruoli apicali di grande responsabilità nelle istituzioni del nostro spensierato paese dei campanelli. Come parzialissima attenuante per il ministro dei Beni culturali va ricordato che neppure alcuni suoi predecessori seppero sottrarsi all’ilarità generale, come se in quelle stanze agisse il demonietto maligno della vanagloria. Filippo Ceccarelli ha ricordato che il pur mite Sandro Bondi s’inventò una targa ad hoc al Festival di Venezia “per accontentare una intraprendente amichetta, nel caso aspirante cineasta, con una proiezione semiclandestina con ministri che scivolavano via nel buio”.
E non va neppure dimenticato quell’indegno successore democristiano del coltissimo Alberto Ronchey, che invitato a rappresentare il governo del tempo al Festival di Cannes, chiese di poter visitare il luogo della famosa battaglia di Canne convinto che la guerra punica si fosse svolta nei pressi della Croisette. Tornando al caso della sedicente (oppure no) consulente molto personale di nome Boccia, oppure ai treni fatti fermare in aperta campagna per disposizione di sua eccellenza, temiamo che con questo andazzo a seppellire il governo Meloni potrebbe essere una cascata di risate, e meno che mai la polemicuzza agostana sullo ius scholae. Così come nel prossimo scontro televisivo per la corsa alla Casa Bianca (se si terrà) sogniamo un sonoro scoppio di risa della candidata democratica direttamente sul grugno di Donald il platinato. Una risata lo seppellirà?
DE PIRLIBUS- Viviana Vivarelli
Il termine pirla indica una rinomata categoria di gente poco intelligente, tutti accomunati dal dire cazzate come se piovesse.
Il tipico pirla è uno che si rende conto di essere tale, perché è intenzionale, ma, continuando a farlo, dà ancora di più la prova di quanto sia pirla.
Ma più pirla del pirla è quello che crede al pirla. In questo caso la pirlaggine non è doppia ma esponenziale.
Si crede a torto che le Nazioni siano rovinate dai nemici esterni, invece sono rovinate dai pirla interni, quelli che comandano e quelli che li votano.
In Itaglia i pirla sono eletti a parlamentari, il più delle volte anche a Premier, il famoso PPP, “Premier Pirla Pazzesco”. In realtà il vero Pirla non è lui ma lo sono quelli che lo hanno votato.
Il fenomeno è stato studiato dagli scienziati perché è presente solo nella specie umana e non nelle altre specie che scelgono come capo il più bravo, il più forte, il più intelligente, il più utile al gruppo. Nella specie italica no. Nessuno è riuscito a spiegare la cosa.
Il pirla è un esemplare di uomo così antico che quando nel mondo c’era un solo uomo, era un pirla, tant’è che aveva la quota di maggioranza del Paradiso terrestre e si fece sfrattare, perché anche Dio, nella sua infinita misericordia, non sopporta i pirla.
Al pirla si può dire una sola cosa: “Prendi una corda, mettitela intorno al collo e sp@rati!”
Ci sono forti dubbi che Adamo fosse un grillino. Ma i piddini lo sono di sicuro.
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Vabbé, però anche tu…
“Prendi una corda, mettitela intorno al collo e sp@rati!”
Mo’ spararsi con una corda al collo…il mio asc vergine, pibinchissimo, mi impone la sostituzione di “sparati” con “impiccati”!
🤭😆🤣
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Come spesso sembra accadergli, Padellaro si allinea all’ordine di scuderia DEM: Kamala vinse perché il povero Codey non si era preparato (l’art. di times.com è del 23 luglio 2024 )
Harris earns $218,000 per year as Vice President, and her net worth stands at an estimated $8 million, Forbes reports, due in large part to a multimillion dollar home in California that her husband Doug Emhoff bought in 2012. The home’s value has surged from about $1 million in 2021 to an estimated $4.4 million in 2024, according to Forbes. Harris has also earned more than $500,000 in advances from books she published before taking office.
Pertanto la “poveretta” – che all’epoca non era una indigente sottoproletaria di colore – oggi vale solo 8 mln di dollari e, com’è normale, ne vuole guadagnare di più. Ah Padella’, nun fa’ ride pe’ gnente.
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