Gentiloni mette in riga Giorgetti: “Il nuovo Patto Ue è anche opera tua”. Il ministro all’attacco dell’Europa anche sul Pnrr.

(di Raffaella Malito – lanotiziagiornale.it) – A sistemare per le feste Giancarlo Giorgetti ci ha pensato Paolo Gentiloni. Tanto il ministro dell’Economia quanto il commissario Ue erano ieri presenti al meeting di Rimini. Invitati a intervenire in due panel differenti. Il primo a parlare, sfortunatamente per lui, è stato Giorgetti.
Che ha offerto a Gentiloni la possibilità di replicare a dovere. Giorgetti, buttandola in caciara come spesso gli capita, è partito all’attacco dell’Europa su due terreni per l’Italia meloniana scivolosissimi, vale a dire il Patto di stabilità e il Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Partiamo dal primo. Nel nuovo Patto di stabilità Ue, dice Giorgetti, “il pensiero lungo e il concetto di investimento non sono adeguatamente valutati” e “questo costringe gli Stati nazionali a fare valutazioni, inevitabilmente, di breve e corto respiro”.
Eppure, quando a dicembre dello scorso anno l’Ecofin ha dato il via libera al nuovo Patto, Giorgetti aveva diffuso un comunicato sostenendo che le nuove regole contemplavano “alcune cose positive e altre meno”. E che “l’Italia ha ottenuto però molto e soprattutto quello che sottoscriviamo è un accordo sostenibile per il nostro Paese volto da una parte a una realistica e graduale riduzione del debito mentre dall’altra guarda agli investimenti specialmente del Pnrr con spirito costruttivo”. A ricordare al ministro le sue parole, e soprattutto che quel Patto che ora critica lo ha sottoscritto, non sono solo le opposizioni.
La memoria corta di Giorgetti sul Patto Ue
“Domandina semplice semplice a Giorgetti: ma allora perché ha votato per un Patto di stabilità che per l’Italia sarà una camicia di forza? E domandina semplice semplice anche a Giorgia Meloni: ma non era finita la pacchia per l’Europa?”, chiede il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S.
Ma glielo ricorda anche Gentiloni che di quel Patto è un po’ il regista e il guardiano. “La collaborazione con il ministro Giorgetti è sempre stata ottima. Posso dire che abbiamo lavorato insieme molto bene e che Giorgetti ha avuto un ruolo importante nella definizione del nuovo Patto di stabilità, rappresentando l’Italia e sostenendo il nuovo Patto a nome dell’Italia”, punge Gentiloni.
Che poi, contestando le parole di Giorgetti nel merito, aggiunge: “Io penso che il nuovo Patto abbia in realtà l’impulso a lavorare sul medio e lungo periodo: parliamo di un piano pluriennale di 4 o addirittura 7 anni che i diversi Paesi devono presentare alla Commissione nelle prossime settimane, cioè adesso. Quindi penso che sia una prospettiva di lungo periodo”.
Altro tasto dolente pe ril governo: il Pnrr
Secondo tema. Il Pnrr è un tasto dolente per il governo di destra-centro, dal momento che finora l’esecutivo non ha certo brillato per lo sprint impresso ai progetti che il Piano contiene. “Potrei riempirvi di titoli di piani e progetti che ricordano i piani quinquennali dell’Unione sovietica, scusate la battuta”, dice il ministro dell’Economia sulla parte del Pnrr relativa alla formazione. Gentiloni fa fatica a crederci.
“Che il Pnrr sia fatto di interventi sovietici mi pare una battuta, del resto conosco bene il ministro Giorgetti e le sue battute. È una cosa molto importante per l’Italia, sono 190 miliardi di Eurobond: qui vicino c’è il Rubicone, c’è stato l’attraversamento del Rubicone da parte dell’Unione Europea sull’emissione di Eurobond e sapete che l’Italia ne è il principale beneficiario”, nota Gentiloni.
“Certo, – osserva – se non riuscissimo a spendere questi quattrini, attuare questi investimenti, allora ci sarebbe un problema di burocrazia, ma da parte nostra, non da parte di chi ha immaginato i progetti, cioè i governi italiani e chi li ha autorizzati, cioè la Commissione europea”.
A buon intenditor poche parole. Ma le punture di spillo del commissario Ue non finiscono qui. Se in Europa c’è chi per crescita economica fa peggio di noi (la Germania), l’Italia ha ben poco da rallegrarsi per qualche decimale in più anche perché il suo vero tallone d’Achille rimane il debito pubblico, che sfiora i 3000 miliardi, e non si intravede al momento alcuno sforzo per ridurlo.
La puntura di spillo di Gentiloni sul debito e sulla crescita
Negli ultimi periodi, “l’Italia ha avuto dei buoni livelli di crescita, non mi metterei a fare grandi elucubrazioni sulla differenza tra la crescita in Italia e la crescita in Francia, perché sono veramente molto simili, una cosa è certa e cioè noi abbiamo in particolare più di altri Paesi da tenere insieme la necessità di spingere la crescita e la necessità di controllare il debito pubblico”, spiega Gentiloni.
“Quindi – osserva – se c’è un punto su cui l’Italia è particolarmente esposta è quello di un debito pubblico che dopo quello greco è il più alto dell’Unione europea e a differenza di quello greco non ha ancora imboccato come deve imboccare nei prossimi dieci anni una via sicura di graduale riduzione”.
E non è finita. Il partito di Giorgetti è la Lega, partito sovranista e anti-europeista per eccellenza. “Qualcuno dice che scommettere sul ruolo maggiore dell’Ue alla fine vuol dire ridimensionare il ruolo dei Paesi”, ma invece “scommettere sull’Unione europea e sovranità Ue non è assolutamente ridimensionare il ruolo di un Paese come l’Italia, anzi, i veri patrioti sono i veri europeisti”, conclude Gentiloni.
cioè questo firma il PATTO DI STABILITA’ che incatena l’Italia eppoi chiagne davanti alla platea di Comunione e Fatturazione.
Adesso capisco perchè ha sempre quella faccia trasandata, assonnata, appena alzata dal letto senza passare dal bagno:
è per nascondere la faccia di qulo.
Lui è quello, NEGLI ULTIMI 6 ANNI, che ha passato PIU’ DI TUTTI più tempo al MEF, e si lamenta delle caxxate fatte dal MEF gestito proprio da lui.
E’ proprio il degno vice del CAZZARO VERDE.
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Ma cosa ti vuoi aspettare da questo “budino” padano? Lo hai guardato in faccia? E’ un poveretto, un bauscia fallito come direbbero a Milano
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E’ anche il più draghiano dei leghisti, dicono…
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Il bue che dice ” cornuto” all’asino.
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Nel 92 abbiamo privatizzato Eni e le ferrovie
nel 93 Agip Snam Enel Inam Stet e Credito Italiano
nel 94 tutto il mercato telefonico
poi le autostrade, poi le banche, le acciaierie, il gas, i gasdotti e tutta l’energia
Dal 1992 al 2000 ci siamo venduti TUTTO !!!!
Era il piano di Draghi sul Britannia, il piroscafo della regina d’Inghilterra, assieme ai grandi dell’Occidente, il 2 giugno 1992, che anticipava il saccheggio dell’Italia che sarebbe avvenuto poi negli anni successivi, così come avevano deciso di fare con la Grecia, e che avverrà grazie allo stesso Draghi, votato dal Pd come dal M5S: la distruzione progressiva del nostro Paese, in nome del neoliberismo più spietato contro ogni principio di libertà e di democrazia, quel piano che la Meloni sta proseguendo, con l’aiuto del semidormiente Giorgetti, un bocconiano che persegue solo l’arricchimento delle classi più ricche con la spogliazione assoluta delle classi media e bassa, un Giorgetti anche in stato confusionale, tanto che al meeting di Rimini Giorgetti ha attaccato quello stesso Patto di stabilità e Piano nazionale di ripresa e resilienza che ha contribuito lui stesso a fare, insomma è come uno che si spara sui piedi.
A dicembre Georgetti ha sottoscritto questi patti elogiandoli, ora li critica. E glielo ha fatto notare anche Gentiloni.
A questo punto il 5 stelle Mario Turco ha chiesto a Giorgetti: “Se ora dici che questo patto sarà una camicia di forza per l’Italia, ma allora perché lo hai firmato? Ma la Meloni non aveva detto che l’Europa aveva abusato dell’Italia e ora con lei era finita la pacchia??” Ma Giorgetti dorme o è sveglio? Ora Giorgetti sembra svegliarsi dal suo coma permanente che lo fa sembrare come sempre appena alzato dal letto ed esce a dire che i tempi sono stretti per realizzare questo piano. E Gentiloni è costretto a contraddirlo perché è un piano pluriennale di 4 o addirittura 7 anni, dunque di lungo periodo. Peccato che Giorgetti sia del tutto incapace di organizzare qualcosa o lo sarebbe se pure gli dessero un secolo. Del resto non smentisce l’infimo livello di capacità di tutti i Ministri del Governo meloniano che sembrano usciti da un libro di barzellette o scelti per massima incompetenza. Dunque anche sul lungo periodo Giorgetti mette le mani avanti.
L’Europa ha dato 190 miliardi di Eurobond all’Italia, grazie alla perseveranza di Giuseppe Conte, ed è la massima beneficiaria. Ora il Governo deve dire come vuole spendere questi soldi. Ma probabilmente Giorgetti non ne ha la minima idea. Gentiloni invece lo dice senza peli sulla lingua: “L’Italia ha il secondo debito pubblico più alto d’Europa (3.000 miliardi), il secondo debito pubblico dopo la Grecia ma a differenza della Grecia non ha ancora imboccato una via sicura di graduale riduzione”. Anzi la Meloni non fa che distribuire soldi a caso ad amici e parenti o a corporazioni come giornalisti, banchieri e multinazionali, da cui si aspetta appoggio politico, mentre distrae i suoi elettori con falsi complotti e battutine demenziali.
Gentiloni sottolinea anche un’altra contraddizione di Giorgetti. Giorgetti è della Lega e la Lega si dichiara antieuropeista. Però lo stesso Giorgetti vuole il rafforzamento dell’Europa e reclama gli aiuti europei. Insomma, deciditi! Non puoi sputare sulla stessa mano a cui chiedi aiuto. O sei sovranista, o sei europeista. O sei solo uno che blatera a vuoto!
Intanto l’Italia muore, la gente sta sempre peggio, schiarite non se ne vedono. E continuiamo ad avere l’opposizione più fiacca e inutile che si sia mai vista nella storia italiana. E già dire opposizione è una parola grossa, visto che finora ha votato tutte le porcherie che sono state proposte, quando non ha partecipato a proporle proprio lei, ed è stata la quarta gamba di questo sciagurato governo. Persino la prossima canaiata che verrà dopo le ferie dell’autonomia differenziata parte dalla modifica del Titolo V della Costituzione che è stata fatta proprio dal Pd.
Dunque già sul Britannia Draghi e gli altri padroni dell’Occidente nel 1992 decisero di fare a pezzi l’Italia e svenderla un pezzo alla volta, cosa che poi è successa col progressivo impoverimento del nostro Paese, che un tempo era la settima potenza industriale del mondo e che, grazie a questi squali, è stato ridotto progressivamente a Paese da terzo mondo, non solo grazie alle destre ma anche grazie alla collusione dei partiti di centrosinistra, in primo luogo del Pd. Il famigerato discorso del Britannia fu il 2 giugno, un giorno che si piazza tra due stragi in cui morirono Falcone e Borsellino, a indicare come grande capitalismo e mafia sono sempre andati di pari passo (non a caso è ancora aperto un processo in cui Berlusconi è indagato come mandante di stragi di mafia, compresa quella dei Georgofili a Firenze). Vi sembra ora col Governo Meloni che qualcuno parli di lotta alla mafia?
Sul Britannia Draghi ordì il feroce piano di privatizzazioni che a poco a poco avrebbero spogliato il nostro Paese di tutti i suoi beni, col suo seguito di inefficienza burocrati, mancati investimenti, mancata innovazione, aumento dell’inefficienza, corruzione, diminuzione dello stato sociale, blocco di stipendi e salari, tagli agli aiuti ai più poveri, svendita agli stranieri, licenziamenti e chiusure di stabilimenti produttivi.Fu tutto deciso nel 1992 e attuato in 30 anni anche grazie ai voti della sinistra e purtroppo del Movimento. Conte fu l’artefice dei 190 miliardi prestati all’Italia a bassissimo tasso di interesse o dati (90)a titolo gratuito ma poi votò tutti gli orrori comandati da Draghi, ed è inutile dire che non aveva nemmeno un titolo di parlamentare, ordinò al Movimento perché ne era capo e il Movimento obbedì (salvo i 50 che si rifiutarono di dare la fiducia a Draghi e che furono cacciati per ordine di Grillo che aveva truffato i suoi stessi elettori con un referendum farlocco in cui fece credere che Draghi era grillino e Cingolani ecologista, una truffa che coinvolse innocenti ed ignoranti e da cui non ci siamo ripresi mai più, perché il M5S perse ogni credibilità e valore, bruciando per colpa di una persona sola quel patrimonio inestimabile di entusiasmo e partecipazione che era la sua maggiore ricchezza e che Conte da solo non potrà mai più ricostituire., perchè un bravissimo amministratore ma non ha le capacità di un visionario e nella melma in cui siamo sprofondati solo un uomo illuminato da una grande visione potrà risollevarci)
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Penso che l’ autunno in arrivo con tutte le decisioni serie da prendere mettera’ a nudo tutta l’ inadeguatezza di questo personaggio,del suo partito e dell’ intero governo.Se ne accorgeranno anche tutti quegli italioti con gli occhi foderati di prosciutto
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Scaricheranno tutto sul fantomatico buco lasciato dal Superbonus.
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Condivido anche se una buona parte della colpa la daranno alla Raggi🤔
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