Che l’Italia di Giorgia Meloni non brillerà nella prossima Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen è cosa certa.

(di Giulio Cavalli – lanotiziagiornale.it) – Che l’Italia non brillerà nella prossima Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen è cosa certa. Resta da vedere quanto sarà fragoroso il tonfo, ma i voltafaccia di Giorgia Meloni di sicuro hanno affievolito il peso del nostro Paese a Bruxelles.
Di quanto costi in termini di credibilità che il vice presidente del Consiglio Matteo Salvini sia stato vicino a Vladimir Putin e fondamentalmente fatichi a rinnegarlo del tutto ancora oggi è sotto gli occhi di tutti. Se a questo ci aggiungiamo le carezze all’estremismo di destra del suo candidato di punta Roberto Vannacci il quadro è completo. Perfino Le Pen ha dovuto dire basta. La propaganda della destra contro l’odiosissimo Macron e l’odiosissima Merkel (e poi Scholz) ha accentuato l’isolamento dell’Italia nel quadro europeo.
Francia e Germania ritengono l’Italia un ineludibile partner commerciale, ma in ogni occasione utile rivendicano la divergenza politica con il nostro Paese. Per semplificare: non possono fare a meno dell’Italia ma farebbero volentieri a meno del suo governo. Ieri sulla facinorosa polemica olimpica è intervenuta l’Algeria in difesa della sua pugile. Per ora è poca roba. Sarebbe bastato conoscere lo stato dei diritti in Algeria per sapere che le transizioni sono punite dalla legge. Ma al nostro governo dell’Algeria interessano solo il gas a basso costo e i cereali.
Però se ad Algeri perdono la pazienza ci mettono un secondo a far saltare il cosiddetto Piano Mattei di cui sono irrinunciabile perno. La morale è semplice: la propaganda che si fa in patria poi costa là fuori. Solo che a pagarla non è Giorgia Meloni, sono gli italiani. Sempre.
La propaganda che fa più danni è quella del “tanto son tutti uguali”.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/08/03/ispezioni-sui-luoghi-di-lavoro-entra-in-vigore-il-decreto-che-abbuona-le-sanzioni-certifica-il-rischio-basso-e-avvisa-dei-controlli/7646331/
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Vero, e sembrerebbe anche molto efficace…
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Confesso di non aver capito la posizione di Cavalli e del suo giornale.
Per non essere isolata l’Italia ,Meloni doveva votare per La Vanderlajern? Ma se l’avesse fatto ci sarebbe subito pronta l’ accusa di incoerenza rispetto al suo sovranismo così redditizio in campagna elettorale.
E cosa avrebbe fatto il M5S se fosse stato al governo? Avrebbe ,per non isolare il proprio paese, votato per la “Hitler”in gonnella, l’aumento della spesa militare e la guerra ad oltranza con intervento dei propri soldati contro la Russia con annessa guerra commerciale contro i Brics ?
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E’ la motivazione che fa la differenza. Un conto è non votarla se uno è contro le sue politiche sulla guerra/armi, un conto è non votarla solo per far dire ai soliti media che è ribelle antisistema, mentre in realtà ha solo tentato di tenere un piede in due scarpe: se i miei voti sono irrilevanti (dopo la dichiarazione dei Verdi), forse la VdL non si incazza se non la voto.
Se non si sono messi d’accordo prima, ovvero non ti voto solo per propaganda in Italia, tanto i voti che ti servono già ce l’hai, allora è probabile che la VdL non abbia gradito la furbata di aspettare la dichiarazione di voto dei Verdi.
La scusa di non voler stare con la “sinistra” è ridicola. Mica avrebbe governato con i Verdi, dato che non esiste nessun governo in UE.
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