Famiglia e maternità rappresentano da sempre punti qualificanti la proposta politica della premier che, nel recente viaggio in Cina, ha sottolineato spesso sui social la presenza della figlia Ginevra. Ma non si tratta di una novità. In politica, anche prima dell’avvento dei social, la dimensione privata ha avuto un peso

(Edoardo Novelli – editorialedomani.it) – «Ovunque insieme. Ti amo topolina mia». Questa dichiarazione d’amore senza confini è comparsa alcuni giorni fa sull’account Instagram ufficiale di Giorgia Meloni sotto una fotografia che la ritraeva assieme alla figlia Ginevra all’arrivo all’aeroporto di Pechino, tappa del suo viaggio in Cina.
Che famiglia e maternità rappresentino punti qualificanti della proposta politica della premier italiana è noto, tanto da essere presenti nelle sue triadi identitarie «Dio, patria e famiglia», «sono una donna, sono una madre, sono cristiana».
Non è la prima volta che Meloni posta un’immagine di sé insieme alla figlia. Ma il post segna indubbiamente un passo in avanti nella strategia di esibizione dei sentimenti e della vita privata della premier.
Ritorno agli affetti
Meloni, che anche per ragioni anagrafiche fa parte assieme a Matteo Salvini e Matteo Renzi della nuova generazione di leader digitali italiani, ha più volte usato i social per affrontare questioni e diffondere immagini familiari e personali.
La foto con la madre, durante la campagna elettorale del 2022, la pubblica lettera di benservito al compagno Andrea Giambruno dopo i fuorionda di Striscia la notizia. E addirittura un sondaggio per decidere il nome da dare al gatto.
In molte occasioni la premier ha invocato privacy e riservatezza, soprattutto a tutela della figlia Ginevra. Ma evidentemente, davanti alle molteplici difficoltà registrate nelle ultime settimane sul fonte europeo (elezioni di Ursula von der Leyen, nascita del nuovo gruppo di estrema destra Europa delle nazioni sovrane, la relazione della Commissione Ue sullo stato di diritto in Europa) e internamente alla maggioranza, la strategia social della premier ha deciso di virare sulla dimensione affettiva e intima a discapito di quella istituzionale.
Una dimensione che, al contrario, aveva contrassegnato la recente campagna elettorale europea nel corso della quale i responsabili della sua comunicazione avevano attivamente lavorato per costruire una visual identity da statista, con foto ufficiali, posture austere, atteggiamenti istituzionali, arrivando a costruire un brand visivo di Meloni, giocando su dettagli del suo volto quali i capelli, gli occhi, il sorriso.
Prima dei social
È verto che, anche prima dell’avvento dei social network, non erano mancati casi di uso politico degli affetti e di esposizione della famiglia. Il primo, risalente addirittura agli albori della nostra Repubblica, è il manifesto di casa Savoia per il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, con la fotografia in bianco e nero della famiglia reale al completo.
Nello scatto di Federico Patellani, uno dei maestri del fotogiornalismo italiano, il re d’Italia Umberto II, compare in abiti civili assieme alla moglie Maria Josè del Belgio e ai 4 figli informalmente seduti su un prato nei giardini del Quirinale. Niente troni, stemmi né, tantomeno, corone, divise o uniformi. Un sereno ritratto familiare per cercare di cambiare l’immagine della monarchia uscita malconcia dal Ventennio fascista e dalla guerra.
Al di là di questa clamorosa eccezione, l’austera morale e i rigidi i codici comportamentali della Prima repubblica non consentivano ai politici l’esibizione degli affetti e della famiglia. Una linea di condotta rispettata sia sul fronte comunista sia su quello democristiano.
Così quando ad Aldo Moro è stata proposto uno scatto ispirato a una famosa immagine del fotografo Alan Stanley Tretick, con John Kennedy nello studio ovale e il figlio John junior che faceva capolino da sotto la scrivania, Moro ha rifiutato sostenendo che i figli dovevano essere lasciati fuori.

Palmiro Togliatti compare brevemente in compagnia di Nilde Iotti e della figlia adottiva Marisa Malagoli in un cinegiornale degli anni ’50 dedicato alle vacanze dei politici. Ma è noto che la vicenda familiare del Migliore creò mugugni anche all’interno del partito. Dal che meglio non esibirla.
I presidenti della Repubblica
Anche i presidenti della Repubblica, figure che istituzionalmente sarebbero state più legittimati a mostrare la loro dimensione familiare, se ne sono sempre ben guardati. A eccezione di Giovanni Leone, la cui consorte Vittoria e i figli vennero mostrati con una certa continuità e finirono per fare notizia, anche se non sempre nella direzione voluta.

La maggiore visibilità della famiglia Craxi negli anni 80 è il segnale che qualcosa sta cambiando. Ma sul finire di quel decennio le foto di Elisabetta Catalano degli appassionati baci fra l’allora segretario del Partito comunista Achille Occhetto e Aureliana Alberici nella “dacia di Capalbio” pubblicate sul Venerdì suscitano un putiferio. Per nulla placato dalla dichiarazione che si trattava di scatti rubati.
Con il crollo della Prima repubblica si varca la soglia e si entra nel retroscena. Famiglia e affetti iniziano a essere esibiti dai protagonisti della politica a fini elettorali. Berlusconi con mamma Rosa, papà Luigino, mogli e figli nel rotocalco familiare politico Una Storia italiana, inviato in occasioni delle elezioni del 2001 a 18 milioni di famiglie italiane.

Sergio Chiamparino ritratto con il figlio in un manifesto per le comunali di Torino del 2001, il candidato alla presidenza della regione Puglia Nichi Vendola con la madre nel 2005, il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini per le elezioni europee del 2009, ritratto in bianco e nero mentre gioca con il suo bambino seduto su un prato di una villa romana. Quando si dice il caso.
Tutto cambia con l’avvento dei social network, che impongono un netto cambio di stile e registro comunicativo a tutti gli abitanti della nuova sfera pubblica digitale. Siano sportivi, cantanti, politici o signor nessuno. È il tempo delle affective audiences. Comunità virtuali aggregate e tenute assieme a colpi di like, affetti, emozioni e la condivisone della sfera personale. Cosi quando lo standard istituzionale e il fronte politico risultano un po’ problematici, si vira rapidamente sul privato.
Per la cronaca, nonostante i suggerimenti a favore di Benny o Almy alla fine il gatto di Meloni si è chiamato Martino.
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E qui ? Nessun commento? Come mai?
Non dobbiamo disturbare il con-duce-nte !
Che schifo!
Anche certi morti hanno una funzione…solo quelli che si sono imolati per la nostra libertà…..DIMENTICATI!
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Non è così che farai guadagnare voti al partitino progressista woke ztl di conte.
La forza distruttiva di conte sovrasta, per portata, ogni tuo genuino tentativo di metterlo sotto una buona luce.
Su infosannio poi gli utenti sono per lo più ex 5S(90%?) e piddocontiani(0,1%), ovvio che gli articoli sull’ex M5S siano i più commentati.
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della serie che ca22o me ne frega di quello che sta succedendo agli italiani, a voi interessa solo il M5s che si estingua presto!
Cosi avrete mano libera per completare la distruzione delle democrazia Italiana.
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Semmai non frega un ca**o a conte di quello che sta succedendo agli italiani. Cosa sta facendo concretamente? Ha esposizione mediatica e si è appropriato di un partito, ma a parte quattro ca**atelle sulla democrazia, la Co2, la regola dei due mandati, che non interessano a nessuno, non dice o fa altro di notevole.
Il “m5s” lo sta estinguendo conte.
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Sei così tanto convinto delle proporzioni tra ex m5s e “piddocontiani” (ma è sbagliata la denominazione… diciamo attuali 5s, al limite “contiani”, ma “piddo” ti direi dove mettertelo… magari lo votavi tu! ) su Infosannio?
Come mai, allora, voi ex avete sempre non più di 2 o 3 voti(I famosi 3 gatti) e noi molti di più?
Non dovrebbe essere il contrario e con enormi differenze, se siete il 90% e noi lo 0,1?
Ma poi, se siete ex, per vostra stessa ammissione, che cz volete dal M5S e dai suoi elettori?
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Accanimento terapeutico sul M5sLa stampa sul M5s
19/7 – Giuseppe Conte – 51 commenti
29/7 -Di Maio – Non c’è pace fra gli onesti – commenti 27
29/7- Selmi – Conte-Grillo cazzimma – commenti 20
30/7 – M.T.- Un grillo al bivio – commenti 151
01/8 – M.T.- L’ultimo pirla – commenti 49
02/8 – Bella- M5s la crisi di consensi commenti 36
02/8 – M.T.- Sola dell’avvenire- commenti 27
02/8- De Carolis- Così rivoluzioniamo i 5s- commenti 23
03/8 – Merlo – Il fu movimento- commenti 31
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La maggior parte di questi articoli sono pro conte, come quelli di Travaglio e Selmi.
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Sta nascendo un nuovo leader : comm. 1
Meloni B. comm. 7
Su Brugnaro : comm. 3
Maledetta stampa (meloni) : comm. 4
La staffetta (Meloni -Elly) comm. 7
Il tracollo della politica estera(meloni) comm 6
Le facce di renzi e meloni : comm.1
Meloni in Cina : comm.2
Tutto torna(meloni-carini) comm.5
Strage di Bologna (meloni) comm.1
Fazzolari(meloni) comm. 1
La staffetta (Meloni-elly) comm:7
Antonio di Pietri-Borsellino: comm. 0
Liste di attesa(sanità) : co,mmm.:0
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Come vedi interessa solo il M5s che poi siano tutti commenti positivi … si vede che non presti attenzione.
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nessuno e tutti, ho provato a darti una spiegazione. Sito frequentato per lo più da delusi del M5S, quindi inca**ati e iper-critici.
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Ho scritto che gli articoli sono pro-conte, non i commenti.
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evidentemente non hai capito …io ho sempre inteso il nr dei copmmenti…altrimenti facciamo a non capirci.Dei post che siano a favore o meno me ne può fregar di meno ….quello che contano sono le presenze dei commenti e volendo quelli positivi e quelli negativi.Dei negativi saprei dirtelo a priori che sono , ma non mi interessa… tanto quello che conta è il risultato in cabina!
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