Efraín Campo Flores e Francisco Flores furono arrestati nel 2015 dall’antidroga americana ad Haiti

(di Roberto Saviano – corriere.it) – Era il 10 novembre del 2015 quando Efraín Campo Flores e Francisco Flores, trentenni, furono arrestati dall’antidroga americana ad Haiti dove erano andati a ritirare una prima trance di un pagamento di 11 milioni di dollari per spedire 800 chili di coca in Honduras, diretta al mercato che ne richiede di più al mondo: New York.
I cugini Flores sono i nipoti della moglie di Nicolás Maduro, Cilia Flores, figli delle sue due sorelle. Efraín viene definito figlio adottivo della coppia, spesso vive nella residenza presidenziale ed è vicino alla gestione del potere politico dei Maduro. I «narcosobrinos» — i narco nipoti, come ora sono chiamati — avevano accesso all’hangar presidenziale situato sulla rampa 4 dell’Aereoporto internazionale Simón Bolívar di Maiquetía, e usavano aerei privati per far decollare la cocaina in tutto il Sudamerica.
Furono scoperti grazie a un infiltrato. Quegli 800 chili di coca pura tagliata al 25% (di qualità maggiore) diventavano 3.200 chili, che venduti a Manhattan avrebbero fruttato tra 89 e 100 milioni di dollari. I nipoti di Maduro però tutto questo lo avevano fatto per 20 milioni di dollari e, prima d’essere arrestati con le mani nel miele, ne stavano ricevendo solo una fetta da 11 milioni. L’anticipo che chiedevano prima dell’invio.
Chi è stato ad aver cantato? Un uomo del cartello che in questi anni si è legato al regime di Maduro più di tutti: quello di Sinaloa comandato dalla diarchia di El Chapo Guzmán e El Mayo Zambada (appena arrestato dopo anni di latitanza). Il narco José Santos Peña era l’uomo che rimpinzava i Maduro di soldi dei narcos. Una volta arrestato sperava, dando tutte le informazioni sulla politica venezuelana, di veder la sua pena ridotta. In tribunale porta prove e l’infiltrato della Dea porta soprattutto audio in cui i due raccontano di come il governo venezuelano gestisca la coca dei cartelli, di come servano soldi per sostenere le campagne elettorali, comprare voti, pagare i militari. Efraín faceva riferimento a Cilia Flores come «sua madre».
Alla fine del processo Efraín Campo Flores e Francisco Flores furono condannati a 18 anni carcere. Diosdado Cabello, presidente dell’Assemblea costituente, secondo solo al capo del governo Maduro, iniziò a parlare di «sequestro dei ragazzi» da parte degli americani, ma durante il processo emersero informazioni che lo ritenevano capo del Cártel de los Soles (cartello dei soli), un gruppo di alti ufficiali dell’esercito venezuelano accusati di controllare i traffici di cocaina.
I due nipoti hanno trascorso in prigione meno di 5 anni su 18, perché Maduro ha iniziato ad arrestare pretestuosamente cittadini americani. Cinque solo nel 2017: erano a una conferenza della società petrolifera nazionale venezuelana e furono arrestati per furto. Poi arrestarono a un posto di blocco un ex marines e un uomo che era andato a trovare la fidanzata. Alla fine Biden decise di graziare i due nipoti in cambio della liberazione dei cittadini americani. I narco nipoti sono a casa.
Non esiste tabarro migliore in grado di nascondere traffici e corruzione che quello della rivoluzione. Parlare di giustizia sociale sposta l’attenzione lontanissimo dagli affari criminali e il modo migliore per poter costruire una rete di trafficanti è proprio quello di portare attenzione sulla pace, la solidarietà, la lotta all’imperialismo. Porta vantaggio strategico ma anche una protezione mediatica, una volta scoperti, poter proclamare al mondo che è tutta una manipolazione degli yankee.
Così funziona questo mondo, ne siamo consapevoli. Risulta davvero singolare però che in tutti questi anni, soprattutto a sinistra, qualcuno abbia davvero creduto che il sistema bolivariano venezuelano, corrotto in ogni sua parte, fosse qualcosa davvero che andasse oltre il suo reale profilo, quello di uno Stato-Mafia. Mentre raccontava al mondo la sua opposizione alle guerre, dando solidarietà a Putin e ai popoli sfruttati, Nicolás Maduro rendeva il Venezuela l’hub mondiale del traffico di cocaina, il luogo in cui stoccare e far partire cocaina in ogni angolo della terra.
Dalle indagini della Dea emerge che i porti venezuelani sono ormai completamente in mano ai cartelli e la gestione delle spedizioni è diretta emanazione dell’autorità politica. La risposta dinanzi alle prove è sempre la stessa: tutta propaganda americana. Eppure sono diversi i pentiti — su tutti Leamsy Salazar, capo della sicurezza di Chávez — che hanno fornito prove di come il Venezuela sia un narco Stato. Salazar si è pentito dopo esser stato scoperto dalla Dea e, quando si è scoperti e non si è parenti di Maduro, si finisce in carcere per permettere al governo di dire che si tratta solo di una mela marcia, non di un sistema.
Il Venezuela è un narco Stato, la cocaina permette un ingresso dei soldi perduti con la crisi del prezzo del greggio. Gli uomini di Chávez erano tutti legati al petrolio, gli uomini di Maduro sono maggiormente vicini al narcotraffico. Rispondendo a Barack Obama, il braccio destro di Maduro Diosdado Cabello ha detto: «Sì, siamo una minaccia perché siamo socialisti, siamo una minaccia perché siamo rivoluzionari, siamo una minaccia perché siamo chavisti, siamo una minaccia perché vogliamo che il popolo viva in pace!».
Tutta fuffa retorica da parte di chi ha distrutto un Paese e manipolato e usato gli ideali socialisti. Chi crede davvero a questi trafficanti in nome dell’ideologia sta solo creando una cortina fumogena per difendere i loro affari.
Ma un punto di vista sul Venezuela si può leggere in Italia o siamo costretti per forza a sorbirci la propaganda di Miami?
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Se vai nella Home del sito del FQ troverai a sinistra il blog di Fabio Marcelli, uno degli osservatori internazionali inviati per seguire da vicino le elezioni venezuelane. Uno di cui ci si può fidare.
Quanto a Saviano… stendiamo un velo pietoso sulle baggianate che scrive e dice. E’ il prototipo del sedicente intellettuale filoliberista de sinistra di fede americana, per giunta autodefinitosi “progressista”. E ho detto tutto!
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e te pareva se il mitico Saviano non si accodava alle direttive del Dipartimento di Stato IUESEI?
con le mega mafie che abbiamo in Italia, tra cui quella più potente e ricca, punta il dito sul Venezuela?
Guarda caso sotto costante sanzioni e minaccia di colpo di stato organizzato da IUESEI.
Trovami uno stato sudamericano che sia esente dai traffici di droga per rifornire il Nord-America, dove l’uso smodato è quotidiano.
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Tutto l’ oppio afgano non interessa al campano d’oro ? Sto signore ha la fissa per gli americani pensandoli santi e padroni della verità oltre che dispensatori di libertà e benessere . Ma dove è rimasto, ai telefilm con Fonzie e rintintin ? Le mafie di tutto il mondo hanno un rapporto privilegiato con gli stessi dai tempi dello sbarco in Sicilia e molto prima.
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J.macfarlane
Il Venezuela è stato un bersaglio perché offre una visione alternativa di come la società dovrebbe essere organizzata. Sotto Hugo Chavez, il Venezuela ha nazionalizzato la sua vasta industria petrolifera e ha utilizzato i profitti per finanziare massicci programmi di assistenza sociale, tra cui assistenza sanitaria gratuita, istruzione e alloggi. Sotto Chavez, la povertà è stata ridotta della metà e la povertà estrema è stata ridotta di tre quarti. L’analfabetismo è stato sradicato e la popolazione studentesca è cresciuta fino a diventare la quarta più grande al mondo. Il Venezuela è diventato un’ispirazione in tutto il mondo, soprattutto perché ha guidato il movimento per un mondo più multipolare, ha offerto un supporto incondizionato alla liberazione palestinese e ha distribuito gratuitamente il suo petrolio a paesi e comunità povere, tra cui popolazioni nere e native americane negli Stati Uniti che hanno avuto le loro case riscaldate gratuitamente o a prezzi fortemente scontati per gentile concessione del governo venezuelano.
Naturalmente, per gli Stati Uniti il governo del “popolo” rappresenta una sfida.
Il “modo” americano è “o la mia strada o l’autostrada”.
Oppure George W. Bush amava dire: “O sei con noi o sei contro di noi”.
E questo significa guerra di un tipo o dell’altro.
Gli Stati Uniti hanno fatto tutto il possibile per sovvertire il processo democratico in Venezuela, da Chavez a Maduro: sanzioni, propaganda, furto di beni, sovversione, sabotaggio e violenza.
Gli USA hanno sostenuto molteplici tentativi di colpo di stato contro Maduro e il suo predecessore, Hugo Chavez. Hanno anche speso decine di milioni di dollari per finanziare gruppi di opposizione, tra cui ONG, organizzazioni studentesche e partiti politici. Marina Corina Machado è un esempio lampante. Il gruppo per i “diritti umani” del leader dell’opposizione, Súmate, è stato finanziato dal gruppo di facciata della CIA, il National Endowment for Democracy.
Ho parlato di bugie?
Maduro ha affermato che la sua elezione è stata il trionfo della verità sulle bugie e aveva ragione.
Ciò è stato molto evidente nelle ultime elezioni.
Prima che i voti fossero espressi e subito dopo, la macchina della disinformazione statunitense stava producendo ogni genere di distorsione e disinformazione, inclusi falsi video e foto, falsi sondaggi e simili. Ci sono voluti un sacco di tempo, sforzi e denaro.
Si è detto che l’elezione è stata “contestata”, come se ci fossero dubbi su chi avesse effettivamente vinto, quando in realtà non ce n’erano.
Come dice Putin, gli USA sono l’Impero delle Menzogne. Satana non era il Grande Ingannatore, quello è il MSM.
Nonostante i milioni di dollari spesi dagli USA per cercare di influenzare i risultati, Maduro ha vinto con un sano 6%, forse di più, nel sistema elettorale più equo, trasparente, affidabile e verificabile del mondo, che gli USA dovrebbero copiare. La democrazia funziona se la si fa bene. Gli USA la fanno male.
Ma gli Stati Uniti sono andati oltre la propaganda.
Come previsto, il giorno dopo l’annuncio dei risultati, c’era violenza nelle strade, per lo più da parte di gang che probabilmente erano finanziate con denaro americano. Sì, si possono fare soldi dal caos. Negli Stati Uniti non si è mai stati troppo timidi nell’usare gruppi criminali o terroristici per raggiungere obiettivi politici. Nicaragua, Honduras, Ucraina, Libia, Siria… è una lunga lista.
Al giorno d’oggi, la violenza è solitamente mascherata da “rivoluzioni colorate”.
La violenza a Caracas è una ripetizione del 2014 e del 2018. Alla fine rafforzerà la legittimità del governo Maduro, che ha raccolto la sfida di superare le sanzioni.
Le sanzioni statunitensi hanno devastato il paese. Ma l’amministrazione Maduro sembra aver superato con successo il peggio della tempesta. I negozi sono di nuovo pieni, l’inflazione è stata domata e il Venezuela ora produce il 96% del cibo che consuma. Oltre a ciò, la politica abitativa distintiva di Maduro, Misión Gran Vivienda Venezuela, ha appena festeggiato la costruzione del suo cinquemilionesimo appartamento. “Il Venezuela sta guarendo” è uno slogan comune in tutto il paese.
Questo è ciò che gli USA non possono tollerare: una democrazia di successo che migliori realmente la vita delle persone comuni. E se l’idea prendesse piede negli USA?”
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