(Tommaso Merlo) – A causa di fogne e rifiuti, a Gaza siamo all’emergenza pandemica oltre che alimentare. Un genocidio di umanità oltre che di onestà intellettuale. Ma si sa, dodici bambini uccisi da Hezbollah valgono dodicimila bambini uccisi da Israele perché è un paese alleato e baluardo della civiltà occidentale. Come no. Ennesimo giorno di ordinaria follia. Netanyahu è accorso sul luogo della strage di bambini per esprimere solidarietà e si è beccato una manica di insulti. Si tratta infatti di un villaggio di siriani o almeno che lo era prima che Israele occupasse quelle loro alture dette del Golan. Un pezzo di Siria rubato da Israele per ragioni strategiche ed economiche, altro esempio di come una democrazia modello gestisce i rapporti coi paesi limitrofi. Scornacchiato a dovere, Netanyahu ha dovuto tornare in fretta e furia in ufficio perché nel frattempo era scoppiata un’altra grana. Israeliani che irrompono in caserme dell’esercito israeliano. Roba mai vista. Siamo al caos con la violenza che rimbalza ovunque. I fatti sono incresciosi. Sempre a proposito di democrazia modello, Israele arresta da decenni i palestinesi a piacere. A seguito del 7 ottobre sono oltre quattro mila questi prigionieri o meglio dire ostaggi che finiscono in centri di detenzione dove vengono maltrattati e torturati. Nulla di nuovo sotto il sole senonché i carcerieri hanno esagerato con un detenuto facendolo finire in ospedale con il fondoschiena devastato. Notizia che chissà come è arrivata ad un giudice che chissà come ha avuto il coraggio far arrestare nove soldati israeliani responsabili delle sevizie. Apriti cielo. Cittadini ma anche parlamentari israeliani, hanno pensato bene di assaltare le caserme per rivendicare il diritto di torturare i palestinesi come e quanto gli aggrada. Toccagli tutto ma guai se osi impedirgli di sfogare il loro odio viscerale verso i palestinesi. Diritti disumani. Davvero tempi caotici per la democrazia modello israeliana. A Gaza ormai non sanno più dove bombardare e così si consolano con l’altra fetta di Palestina rimasta e nella notte si contano oltre trenta morti nei pressi di Nablus. Bombe lanciate a caso sui civili nella speranza che nel mucchio vi sia qualche terrorista. Se poi non c’è pazienza, son sempre trenta palestinesi in meno e chissà mai che quelli sopravvissuti decidano di sottomettersi. Nel frattempo continuano imperterriti gli insediamenti abusivi, altra specialità democratica della casa, ma soprattutto si attende l’escalation col Libano. Netanyahu promette sfracelli ma sono mesi che fa solo chiacchiere nonostante gli Hezbollah martellino la Galilea ogni santo giorno. Il piano è noto, invadere il Libano fino al fiume Litani per garantirsi una fascia di sicurezza. Nulla di nuovo nemmeno qui, la prima operazione del genere risale addirittura al 1978 e visti gli ottimi risultati pensano al bis. Secondo molti analisti Israele non ha i mezzi e le forze per sostenere una guerra su due fronti, servirebbe prima un cessate il fuoco a Gaza che però Netanyahu sta impedendo in tutti i modi. Vuole liberare gli ostaggi con la forza ed occupare tutta Gaza per dimostrare al mondo intero che aveva ragione lui e dettare le condizioni sul dopo da vincitore. Che ONU e tribunali internazionali vadano a farsi fottere e che la solita barzelletta dei diritti umani la raccontino ad altri, Netanyahu ha in tasca la democrazia modello più potente al mondo e fin che riesce ad ottenere armi, dollari e copertura politica da Washington, tira dritto. Vedremo quanto resisterà anche perché oltre ai nemici islamici di sempre, la sua democrazia modello deve affrontare una crescente esasperazione intestina con ondate di caos violento. Davvero giorni di ordinaria follia mentre a Gaza tra fogne e rifiuti siamo all’emergenza pandemica.