
(di Michele Serra – repubblica.it) – Di fronte a un bel po’ di giornalisti e di telecamere, Pier Silvio Berlusconi, l’altro giorno, a proposito di Malpensa ha detto sostanzialmente due cose. La prima è che ha giudicato l’intitolazione a suo padre inopportuna nei tempi e nei modi, «fonte inevitabile di polemiche». La seconda che non gli sono piaciute «le polemiche sulle polemiche», riferendosi al sindaco di Milano Sala.
Passi che i quotidiani di destra, curvaioli nello spirito e nel lessico, si siano buttati a pesce solo sulla seconda affermazione (polemica con Sala) e abbiano totalmente sorvolato sulla prima (polemica con Salvini). Ma che lo abbia fatto il Tg1 delle 20 (non ho visto le altre edizioni) è davvero madornale.
Lo è professionalmente — anche il più scadente dei reporter era in grado di capire che il giudizio negativo del figlio di Berlusconi su «tempi e modi» dell’intitolazione di Malpensa a suo padre era la notizia — e lo è eticamente, perché la Rai, almeno in teoria, non siede in curva, e in quanto servizio pubblico dovrebbe cercare di rappresentare, per statuto, l’intero stadio. O almeno fingere di farlo.
Stupirsi è ovviamente, da parte mia, una manifestazione di ingenuità: di che pasta sia fatto e che intenzioni abbia il direttore del Tg1 Chiocci, lo vedono e lo sentono anche i meglio disposti verso la povera Rai.
È un telegiornale militante, il suo, forse perfino più del Tg2. Ma ci saranno pure dei giornalisti in stato di veglia, alla Rai e anche al Tg1, in grado di manifestare disagio per questa maniera disonesta di raccontare le cose.
Disonesta è la parola giusta. Faziosi, capita di esserlo. Ma allora si va a dirigere uno dei tanti quotidiani di destra (c’è solo l’imbarazzo della scelta). Il Tg1 è cosa pubblica, non un bottino di guerra. Non refurtiva.
Sono anni che non vedo la RAI (Report a parte) e mi dispiace solo buttare i miei soldi nello sciacquone per il canone…..!!!! Chiocci…..chi….???
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E’ sufficiente gettare via anche il televisore e vedere tutti i canali, accedendo pure alle repliche e ad una vasta collezione di film, attraverso un PC. In questo modo non dovrai pagare il canone…
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Naturalmente l’unica rete che vale ancora la pena di vedere per le notizie è la 7 e la 9 per Crozza. La Rai si può riservarla ai documentari…
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Non è sufficiente gettare via il televisore.
Ogni anno va presentata all’agenzia delle entrate una dichiarazione di non detenzione. di apparecchi televisivi e che gli altri dispositivi elettronici di cui si dispone non siano dotati di sintonizzatore televisivo
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Ormai sono diversi anni che compilo l’autocertificazione di non possesso. Ma pure così sono felicissimo di non contribuire a nutrire simili zerbini.
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Naturalmente, il modulo è presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate oppure, in alternativa, è necessario inviare una PEC (oggi è possibile avere una PEC personale gratuita).
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