(Giancarlo Selmi) – C’è un bel pensiero di Charlie Chaplin sulla malizia. In esso il grandissimo Charlie sosteneva che l’Umanità avesse iniziato il suo lento, graduale declino quando ha cominciato a confondere i valori dell’onestà con quelli della malizia, quando si è cominciato a trattare gli onesti come fessi e a rispettare i disonesti.

È un antico vizio quello di asservire la propria persona ai più scaltri, con la convinzione che nella vita, per avere vantaggi, occorra essere furbi piuttosto che sinceri e onesti.

Nella politica tutto ciò è avvenuto da tempo immemore, trovando poi, nel salto sul carro berlusconiano, la magnificazione di tale furbizia. E, da allora, è facilissimo catalogare le adesioni politiche. Non più bandiere, né collocazioni ideologiche. Ma neppure divisioni sulla base di ideali o convinzioni, bensì contrapposizioni fra comitati di affari. Ideali e convinzioni non esistono più, soppiantati da convenienze. A questo si devono le giravolte della meloni anziché salvini, ma anche di qualche cacicco della finta sinistra.

E così hanno finito per vincere gli interessi delle minoranze agiate, contro gli interessi, sempre più calpestati, delle maggioranze che soffrono sempre di più. Con l’agevolazione di un’informazione, soprattutto televisiva, manipolatrice di fatti e di coscienze, avente l’unico scopo di acchiappare il consenso di quelle maggioranze. Che, annichilite intellettualmente da un tifo privo di logica, hanno finito per aderire al progetto e votare per chi fa esattamente il contrario dei loro interessi.

Il Movimento 5 Stelle non ha aderito a quello schema, non è saltato sul carro di alcuno, non si è fatto comprare. E quando qualcuno, al suo interno, lo ha fatto o intendeva farlo, è stato respinto con perdite. Ha espresso come leader un uomo integerrimo, preparato e fedele all’unico obiettivo del perseguimento del bene comune. Per questo è stato lapidato, attaccato, dileggiato. Giuseppe Conte è diventato il nemico pubblico numero uno.

Per loro. Amico però di un’idea di Paese migliore, degli ultimi, dei disabili, dei malati, dello sviluppo sostenibile e della qualità della vita. E chiunque voglia abbracciarne il progetto, offrendo collaborazione e condivisione di tesi e programmi, dando forza al progetto complessivo per mandare a casa questa destra infame, nemica dei poveri e distributrice di risorse a poteri forti, finanza, razza padrona e mafie, sarà il benvenuto. Nell’Assemblea Costituente la vera sfida sarà sul decidere come potremo noi insieme a Giuseppe Conte, fare trionfare le nostre e le sue idee. Su struttura, organizzazione, regole e strumenti. Eliminando sofismi fondamentalisti, aumentando elasticità mentale e capacità di strategia politica.

Per offrire, finalmente, una speranza a chi non ne ha più.