
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Oltre all’orecchio destro di Trump e a quel che resta di Biden e del suo Secret Service, il proiettile esploso sabato sera da Thomas Matthew Crooks ha colpito anche Zelensky. Che ieri, tomo tomo cacchio cacchio, appena riavutosi dallo choc, ha dichiarato con l’aria di dire la cosa più logica del mondo (quale effettivamente è) […]
Oltre all’orecchio destro di Trump e a quel che resta di Biden e del suo Secret Service, il proiettile esploso sabato sera da Thomas Matthew Crooks ha colpito anche Zelensky. Che ieri, tomo tomo cacchio cacchio, appena riavutosi dallo choc, ha dichiarato con l’aria di dire la cosa più logica del mondo (quale effettivamente è) che, al summit autunnale di pace, “dovranno esserci anche rappresentanti russi”. Prima o poi, ne pronuncerà anche il nome (non è difficile: Vladimir Putin) e revocherà il suo decreto del 4 ottobre 2022 che proibisce a tutti gli ucraini, cioè anche a lui, di negoziare con i russi. In attesa che qualche atlantoide nostrano dia anche a lui del putiniano, non basta una Treccani per raccogliere gli insulti, le calunnie, le gogne, gli ostracismi subìti da chi osa dire la stessa cosa da due anni e mezzo: la guerra fra Russia e Ucraina si chiude solo con un negoziato fra Russia e Ucraina con i rispettivi alleati (Cina e Brics, Usa e Nato). L’avevano capito le stesse Russia e Ucraina già nel marzo 2022, cioè 28 mesi e centinaia di migliaia di morti fa, quando si accordarono con la mediazione di Erdogan e Bennet. Poi gli oltranzisti Nato paracadutarono Boris Johnson su Kiev per intimare a Zelensky di non firmare e di far massacrare il suo popolo per sconfiggere la Russia. Un’idea paranoica che era già costata cara a Napoleone e a Hitler. E ora ha condannato a morte l’Ucraina, precipitata da 44 a 28 milioni di abitanti, semidistrutta nelle infrastrutture, decimata nei suoi giovani, ancor più fallita economicamente e ora anche militarmente. Ma ha devastato anche l’Europa con le sanzioni che dovevano abbattere il sanzionato Putin e hanno rovinato i sanzionatori. E ha trascinato la Nato nell’ennesima sconfitta, come se non bastassero i disastri nei Balcani, in Libia, in Niger e dintorni e la fuga ignominiosa da Kabul.
Intanto Putin, che dovevamo isolare, ci ha isolati con tutti i Brics presenti e futuri. E assiste sadicamente alla disgrazia dei leader che puntavano sulla sua e cadono come birilli: Johnson, Truss, Sunak, Draghi, Letta, Marin, Morawiecki, Macron, Scholz, Biden… Resta da capire se potrà essere Zelensky, lo sconfitto, a convocare i negoziati dopo averli irrisi per due anni, o se l’Ucraina dovrà trovarsi un rappresentante più credibile per la nuova parte in commedia, anzi in tragedia. E si vedrà se Putin, il vincitore, aderirà al vertice autunnale o attenderà il 20 gennaio, quando la Casa Bianca avrà un nuovo inquilino che gli pare tanto di conoscere. Di certo nessuno chiederà un parere ai cani da riporto e da compagnia della cosiddetta Europa, che infatti, diversamente da Zelensky, non hanno ancora neppure sentito gli spari di Butler. Magari qualcuno li avviserà poi a cose fatte, come si addice alla servitù.
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Tutto assurdo. Per sintetizzare: tanti somari e migliaia di morti.
Mi viene solo in mente questa scena, di un grandissimo film di Leone: https://www.youtube.com/watch?v=AIALGh3MRAQ
Povera umanità.
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magari c’è una svolta, magari trovano un accordo, magari l’essere umano ritrova il piacere del dialogo e della pace, sperando che anche in Palestina avvenga lo stesso.
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zalenski, zalenski chi?
l’ex presidente dell’ucronazistan?
ma se, a parte la Melona urlatrice non se lo cag∆ più nessuno.
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Credo sia lecito ricomporre alcune tesserine 🎶per vedere di nascosto l’effetto che fa🎶
Dunque: Orban va a Kiev; poi Orban va a Mosca, sente Putin e riferisce ciò che gli ha detto Zelenski; quindi Orban va da Trump, spiega qual è la posizione di Zelenski, illustra la richiesta e la posizione di Putin e sente il verdetto del probabile e prossimo inquilino della Casa Bianca. Che avrà i suoi difetti ma non è rimbambito, e arrivare a Washington con una rogna enorme come quella piantata dal suo concittadino con la collaborazione degli sguatteri euro-atlantici, e farsene carico, non ci pensa proprio. Perciò è assai probabile che Orban abbia riferito al gestore momentaneo del pozzo senza fondo (ma pieno di anime di ucraini caduti nelle steppe ad est) a Kiev, che la storia è meglio chiuderla qui e ora, e non dopo, a gennaio.
Penso sia andata così. Resta da capire se i vasti strati di nazisti ucraini sono d’ accordo.
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Se non è vero, è ben trovato.D’accordissimo
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MILWAUKEE — Gran parte dell’Europa era già in preda al panico per una seconda presidenza Trump e le sue implicazioni per la politica estera degli Stati Uniti. Ora la decisione di Donald Trump di scegliere JD Vance come suo compagno di corsa ha reso gli alleati ancora più preoccupati che gli Stati Uniti possano tagliare gli aiuti all’Ucraina e abbandonare altre priorità transatlantiche. 👇
https://www.politico.eu/article/donald-trump-vice-president-nominee-jd-vance-republican-party-united-states-presidential-election-us-eu-relations-isolationism-foreign-policy/
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E subito dopo arriva uno e spara a trump.
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A chi mi trova un solo nome, uno solo, del gruppo dirigente del Pd che concordi con un solo rigo dell’articolo di MT… gli offro una cena, e non virtuale. Se poi mi trova anche uno solo tra costoro che ammetta di avere sbagliato linea politica fin dal primo giorno di guerra, di cene gliene offrirò due. E non è finita. Infatti se mi trova anche uno solo che dimostri di sapere che la guerra russo-ucraina è cominciata nel 2014 in Don Bass con 14 mila morti di russofoni e russofili di tutte le età a partire dal colpo di stato di p.zza Maidan ad opera principalmente di truppe filonaziste e relativi partiti al governo… beh, allora gli offro un intero abbonamento mensile al ristorante. Ed escludo a priori che mi trovi anche un solo nome che giuri solennemente di svincolarsi dalla sudditanza agli Usa, perché anche se lo trovasse (impresa impossibile), non saprei come fare a pagargli l’abbonamento, stavolta annuale, allo stesso ristorante.
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sta banda di guerrafondai si butterano come sempre sul carro , partito di infingardi
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😂
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vorrei proprio poter mangiare a sbafo a tue spese Gae, temo tuttavia che rimarrò affamato…
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ma l’articolo di leotard(o) diieri era pubblicato sul FQ?
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Così in effetti recava scritto il pezzo riportato qui.
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Mi sembra di averlo già scritto mesi fa, ma sono convinto (ovviamente non ho la controprova, è solo una mia sensazione) che se a Berlino ci fosse stata ancora la Merkel e Trump fosse rimasto presidente, tutto il casino Russia-Ucraina non sarebbe mai successo.
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È ovvio, per la Merkel quanto meno (ma sulla presidenza Trump concordo comunque). Mica per niente la Merkel è stata velocemente fatta accomodare fuori (dalle OO), no? Guarda un po’ tu che tempismo! Mentre scoppiava la guerra, fior fiore di imbecilli chiedevano “Ma perché non chiedono alla Merkel di andare a parlare con Putin?”, i quali, meschini, non si rendevano appunto conto che questa guerra s’ha da fare e dunque, cara Merkel “auf Wiedersehen”!
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al posto di zelesky, al vertice può andare benissimo l’obnubile J D. un comico vale l’altro.
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E niente, l’incompetente Travaglio continua a dare lezioni di geopolitica a mezzo mondo convinto che la realtà sia davvero quella che lui racconta. Tipo: siccome a lui gli piace un sacco l’immagine di Putin che resta in piedi mentre tutti i suoi avversari cadono come birilli, deve scrivere in continuazione che cadono come birilli anche quando o stanno ancora in piedi, o se cadono non è per la guerra in Ucraina ma solo perché fanno politica in Paesi democratici. Ma quello che mi fa andare fuori di testa, non sono tanto le furbizie dialettiche, i birilli, la trattativa di pace del 2022, quanto l’atteggiamento di fondo dei putiniani alla Orsini, dunque alla Travaglio: qualsiasi cosa sia successa in Ucraina, e qualsiasi cosa succederà, la colpa non è mai di Putin, ma dell’Occidente. La popolazione ucraina è precipitata da 44 a 28 milioni? La colpa non è di Putin, ma della Nato, dell’Occidente, nostra. Domani Putin lancia una bomba atomica su Kiev? Idem. Colpa di Macron, Scholz, Draghi… Pensate soltanto come Putin si possa sentire libero di fare quello che caxxo gli pare, ogni volta che legge un articolo di Travaglio sulla guerra in Ucraina.
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” Ma quello che mi fa andare fuori di testa, “
Dai, adesso calmati. Vatti a guardare la foto del tuo bomba al matrimonio e guarda come sta bene con l’abito indiano. Secondo me Agnese sarà stata invidiatissima!
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Ah ah ah!! E tu continua a sfogliare Novella 2000 in spiaggia, e a morire d’invidia.
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Sì muoio di invidia, ma non sono sfigata a differenza tua che hai pagato per partecipare alla sua sQuola di politica e ti sei pure fatto la corsetta col bulimico, corsetta immortalata dal fatto quotidiano e in mio possesso a imperitura memoria!
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Ah ah ah ah ah!! Corsetta?? Scuola politica?? Guarda, non perdo manco un secondo a commentare i tuoi deliri. Adesso poggia la rivista di gossip sulla sabbia e vatti a fare un bel bagno rinfrescante.
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Sì sì sì, non perde manco un secondo! PATETICO!!!
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“a lui gli piace”.
Ecco, per dire, non è intorcinato (cit.) come stile, però, però, eh, eh… Ovvio che è la fretta a fare brutti scherzi.
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Vero. Succede quando si scrive di pancia.
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No no, non è intorcinato.
Lui è solo renziano!
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Guarda Grad, mi spingerei anche oltre: non è lui ad essere renziano, ma Renzi ad essere L’ho Guastiano.
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Beh, detto da un uomo maturo, riflessivo, colto, come te, non posso che cospargermi il capo di cenere.
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Pensi di aver trovato la vena aurifera? Vorresti offendermi con Zagaria? Un onore!
paolapci
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No vabbè!
Vorrebbe offenderti col mio conterraneo Pasquale Zagaria, i cui panni tu vesti quando si tratta di investigare.
Ricordiamo inoltre che l’identità di L’ha guastato l’ha scoperta il caro Pirgopolinice!
Con tanto di foto, lavoro (?), città di provenienza, da cui il mio rinvenirlo sul giornale, doppia pagina, ovviamente presa per il Qubo da parte del FQ per la sQuola di Ollio a Pontida!
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“l’identità di L’ha guastato l’ha scoperta il caro Pirgopolinice!”
Uuahahahahahahahahahahahahah!!!!!
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Per chi sostiene che siamo in troppi, passare da 44 a 28 milioni è già un bel risultato.
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A guerra finita vorrei una Norimberga per i giornal(ai)isti!
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E l’altissima corte dell’ Aia ? Come la metteranno da quelle parti se il presidente della federazione russa metterà piede sul territorio del paese designato ad ospitare il convegno per la pace in Ucraina ? Lo arresteranno e gli metteranno le manette ai polsi e ai piedi e magari lo esibiranno come un orso del circo ? O, invece ,gli chiederanno scusa mettendogli per zerbino la mummia di Di Maio allo sbarco dall’ aereo e Draghi e la Meloni proni come gli adoratori di Allah alla moschea ?
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altissima corte dell’aia.
dove cavolo l’hanno collocata per farla diventare altissima?
su un dirigibile?
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L’alta coorte in un paese basso…e paradiso fiscale.
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Un GRAZIE alla redazione di Infosannio…
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OT. Non so se avete notato la metamorfosi contabile interessata della società di sondaggi de La7, che ogni lunedì Mentana offre, non senza orgoglio come fosse la parola di Dio, alla platea dei telespettatori. Premetto che da sempre i 5* hanno avuto risultati elettorali (quelli veri) nettamente migliori alle elezioni politiche nazionali rispetto alle europee. Ebbene, alla vigilia del voto europeo i sondaggi li collocavano al 15% nelle previsioni di voto per il parlamento italiano. Dal giorno dopo le europee in cui hanno preso il 10%, quel dato previsionale passò improvvisamente e stabilmente dal 15 al 10%. Praticamente è stato trasferito immediatamente in blocco il risultato del voto europeo alle previsioni di quello nazionale. Infatti da quel giorno il M5S è stabilmente arroccato al quel 10% del voto europeo anche se ci si riferisce al voto politico nazionale. Tutto nel giro di una giornata di elezioni: dal 15% al 10%, senza alcuna gradazione progressiva.
Questo per dire che le intenzioni di voto sono influenzate dagli stessi sondaggi. Fidarsi di quest’ultimi è bene MA… non fidarsi è meglio assaaai!
Cambiando discorso. Come la metteranno ora Mentana e il socio Dario Fabbri presunto esperto di geopolitica in ansia per la vendita della sua rivista DOMINIO, riguardo al binomio aggressore/aggredito e all’allora inamovibile, integerrima nonché giusta (per loro), posizione anti-negoziato di Zelensky?? Si convertiranno nel giro di 24ore dalla guerra senza se e senza ma fino alla vittoria… in agnellini pacifisti, visto che il loro beniamino ha cambiato idea contravvenendo, per giunta, alla di lui stessa legge, tuttora in vigore, che VIETA trattative di pace?? Anche i giornalisti, all’occorrenza, si trasformano in esperti campioni olimpionici di salto mortale carpiato… altrimenti detto volgarmente salto della quaglia?? Detto per inciso: costoro sono gli stessi che si inalberavano inorriditi se qualcuno citava che in Don Bass l’esercito ucronazi passava casa per casa a sgozzare coloro che continuavano a parlare fin dalla nascita la lingua russa appresa dai loro avi.
Saranno accusati anche loro di putinismo?? In caso… benvenuti a bordo!!!
PS Quello che mi fa girare come vortici i santissimi è il fatto che Putin mi è stato sempre sulle OO, in particolare da quando ha concorso, stra-arricchendosi, alla svendita dell’incommensurabile patrimonio pubblico sovietico, diventando per giunta un dittatore. Era uno si quelli che bombardò il Parlamento della Duma che si era schierato contro quell’ubriacone di Elsin.
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Gae
“Nel suo libro più bello e importante, Shock Economy, Naomi Klein racconta nel dettaglio le “avventure” di Jeffrey Sachs, giovane e brillante economista di Harvard che, dalla Bolivia alla Russia e passando per la Polonia, a partire dagli anni Ottanta dello scorso secolo svolge un ruolo di consulenza decisivo per l’esportazione dell’economia di mercato e l’affermazione del Washington Consensus.
In particolare, fu Sachs a sollecitare e sostenere la terapia shock che, di colpo di Stato in colpo di Stato (1991, 1993), Eltsin impose in Russia.
Terapia che, come noto, vide in Yegor Gaidar il protagonista politico decisivo al fianco di Eltsin, e che avanzò inarrestabile attraverso la svendita delle aziende pubbliche sovietiche (petrolio, nickel, gas, armi), la formazione dei famigerati «oligarchi» (che divennero tali acquistando a prezzi stracciati le ricchezze pubbliche con risorse altrettanto pubbliche), la disoccupazione di massa, un impoverimento drammatico («72 milioni di russi sotto la soglia di povertà in soli otto anni»), il drastico abbassamento delle aspettative di vita, il raddoppiamento del tasso di suicidi.
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L’America a fumetti: cosa cambia dopo l’attentato
Date: 16 Luglio 2024Author: ilsimplicissimus 0 Comments
Non tutto il male viene per nuocere: dopo l’attentato a Trump sono diventati più chiari alcuni segnali sul prossimo futuro. Non solo quello ovvio di un maggior vantaggio elettorale per il candidato repubblicano, ma soprattutto il fatto che quest’ultimo abbia rotto l’incertezza sul nome del candidato vicepresidente e invece del piccolo zoo di cui si parlava ha deciso di scegliere come proprio vicepresidente JD Vance, una delle pochissime voci che nel Senato hanno messo in dubbio l’opportunità di continuare con l’appoggio massiccio all’Ucraina e lo spreco di soldi nel buco nero di Kiev. Si tratta di un rischio perché parecchi decerebrati nel partito e soprattutto i bushisti sono per la guerra a tutti i costi, ma evidentemente Trump ritiene di aver acquisto abbastanza vantaggio da potersi permettere un buon vicepresidente e non una ballerina di fila della politica. Il messaggio implicito in questa scelta deve essere stato subito compreso perché contemporaneamente il pagliaccio di Kiev ha fatto sapere – bontà sua – che ora vuole la partecipazione di Mosca ai prossimi “colloqui di pace”. Si tratta dell’ovvio, ma è un passo avanti quando l’ovvio viene grottescamente negato da una Nato che palesemente è passata dalla cocaina al crack.
Più complessa la situazione nell’altro campo perché come ha detto qualcuno. il killer proveniente dalla “scuola modello” di Blackrock ha mirato a Trump ma ha colpito Biden. Ora l’ex presidente non è solo il favorito per la vittoria, è anche un martire e, come se non bastasse, un combattente, che agita il pugno in aria con aria di sfida, mentre i servizi segreti lottano, troppo tardivamente per non apparire sospetti o quanto meno incompetenti, di buttarlo a terra. L’ulteriore colpo a Biden avvicina il momento delle decisioni perché continuare adesso con il vecchio Joe di cui tutti hanno potuto constatare l’evanescenza mentale è un suicidio anche dotandosi di tutti i sistemi per alterare il risultato elettorale. Il fatto è che ora ci sono pochi candidati che vogliano bruciarsi ingaggiando all’ultimo momento una battaglia che finirà quasi certamente con una sconfitta. L’unica forse che potrebbe accettare è Kamala Harris ( sempre che Hillary Clinton non voglia sgambettarla) la quale comunque a questo punto non ha più nulla perdere. Dalla sua ha il vantaggio di essere un volto noto, di essere donna, di essere un po’ indiana, un po’ nera e un po’ bianca, cosa che fa molto chic, ma anche di essere così a corto di idee e così confusa da costituire una garanzia per quelli che già oggi burattinano Biden immerso nella nebbia. Non si sa mai che lo sghetto non riesca. Come dice Kamala con la sua nota saggezza: “Il domani di oggi diventerà ieri dopodomani”. Il mondo aspettava questa rivelazione (ahahah, ndr.).
Comunque vada la campagna elettorale, tentativo di killeraggio compreso, mostra a pieno le condizioni dell’ America: un presidente uscente che ha guidato per quattro anni il Paese in condizioni di demenza senile tenuta accuratamente nascosta benché la cosa fosse evidente a chiunque dotato di un sistema nervoso centrale, una vice a cui non si riesce a mettere un’idea in testa nemmeno col martello pneumatico, che tutti, amici e nemici, definiscono come un’arrogante svanita e Trump che riciccia aria fritta, anche se possiede una certa dose di pragmaticità, ma non ha un vero e credibile piano di azione non solo per rendere di nuovo grande l’America, ma nemmeno per tenerla a galla. Semplicemente sono persone che non comprendono il mondo, che escono fuori da una loro favola: anche il fatto che qualche idiota abbia tentato di sdoganare l’idea che il sicario fosse un cittadino cinese rende bene l’idea della confusione che regna sovrana e divide il suo regno con un’astiosa aggressività. L’auto mitologia americana, nel momento in cui non ci crede più nessuno, ha preso la strada dell’inferno. Gli Usa stanno diventando un fumetto di Howard Chaykin.
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JD Vance: speriamo le iniziali non portino male…
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Precisissimo. Chissà che a furia di insistere nel dire e scrivere certe cose, non si sviluppi un’epidemia di pensiero, che porti ad una svolta, per il bene di tutti. Anche di quelli che non capiscono un caxxo, purtroppo.
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Per chi volesse conoscere la biografia e il pensiero di JD Vance consiglio questo articolo NON DI PARTE del Foglio:
“Ci sono due modi per cercare di capire e giudicare J.D. Vance, il giovane senatore dell’Ohio che Donald Trump vuol portare con sé alla Casa Bianca come vicepresidente se vincerà le elezioni di novembre. C’è chi lo ritiene un trasformista, ambizioso, capace di reinventarsi più volte nel corso della vita pur di avere successo e visibilità. E c’è chi lo considera un personaggio complesso, da non ridurre a semplificazioni, disponibile a cambiare sponda per convinzione, non necessariamente solo per dare la caccia al potere. Da quando Vance è diventato una celebrità nel 2016 per il suo best seller “Hillbilly Elegy” (Elegia Americana), è accompagnato da detrattori e fan che dibattono su questa duplice lettura: trasformista o complesso?
Quel che è certo è che a 40 anni ancora non compiuti, J.D. Vance ha l’occasione di entrare alla Casa Bianca e diventare il protagonista del futuro del Partito repubblicano anche nell’era post-trumpiana. Trump non ha scelto solo un candidato vice, ma anche un erede politico. È per questo che vale la pena non ridurre Vance solo alle etichette, che sicuramente gli appartengono e lo accompagneranno nei prossimi quattro mesi di campagna elettorale: populista, avversario della globalizzazione, nemico delle élite (di cui è stato parte), guerriero culturale anti-woke, realista in politica estera con punte di isolazionismo, cattolico conservatore. C’è chi gli attribuisce anche l’etichetta di “filorusso”, ma anche in questo caso occorre non indulgere in semplificazioni.
Sicuramente J.D. Vance è un personaggio con una storia da film. E in quanto tale ricca di complessità. A partire dal nome, che è un’abbreviazione di James David, ma anche di James Donald. La D di Donald ha voluto cambiarla in David, assumendo nello stesso tempo il cognome materno Vance, non appena ha avuto l’età per capire che brutto personaggio fosse suo padre Donald Bowman, che abbandonò moglie e famiglia quando J.D. era un neonato.
Cresciuto a Middletown, in Ohio, con parenti provenienti dal Kentucky, è qui che Vance ha sperimentato la durezza della vita del mondo white trash che avrebbe poi documentato nel suo celebre libro di memorie. Dopo le scuole superiori, anche per lasciarsi alle spalle quella realtà, Vance entrò nel corpo dei Marines, facendo missioni in Iraq negli anni della guerra voluta da George W. Bush.
Rientrato in patria, dopo gli studi in scienze politiche all’Università dell’Ohio si è poi laureato in legge a Yale, cominciando quella che sembrava dovesse essere una carriera da ricco manager nel mondo della finanza. Per alcuni anni l’ambiente di Vance è diventato quello dei venture capitalist della Silicon Valley e la sua vita si è spostata dalla rurale Middletown dei bianchi poveri alla San Francisco dell’innovazione e dei miliardari tech. Qui ha lavorato per Peter Thiel, il controverso fondatore di PayPal e Palantir che viene dipinto spesso da sinistra con le stesse caratteristiche cospiratorie che la destra riserva a George Soros.
Tutto è cambiato per Vance nel 2016 con la pubblicazione di “Hillbilly Elegy”. Il libro fu uno straordinario fenomeno editoriale, perché arrivava nel momento in cui Trump stava per vincere le elezioni e una larga fetta d’America non riusciva a capire il mondo che era entrato in sintonia con lui e il messaggio del Make America Great Again (Maga). Vance divenne una sorta di interprete dell’America trumpiana, che leggeva però in chiave molto critica, cosa che fece di lui un beniamino del mondo progressista e radicale di sinistra. Hollywood contribuì qualche anno dopo, durante la campagna per la rielezione di Trump, trasformando il libro in un film di successo di Ron Howard con Glenn Close e Amy Adams.
violenza. Penso che molti di noi abbiano semplicemente detto: ‘Adesso basta. Non stiamo più a questo gioco e ci rifiutiamo di essere controllati in ciò che pensiamo e in ciò che diciamo’”.
Sono tre i fronti che Vance aprirà subito politicamente e che faranno più discutere. Il primo è quello delle tematiche sociali e culturali, prima tra tutte l’aborto, su cui il senatore dell’Ohio ha una posizione pro-life senza compromessi e mezze misure, che provocherà scintille nel dibattito televisivo che farà con Kamala Harris, diventata la portavoce della Casa Bianca nella battaglia per reintrodurre a livello federale il diritto all’interruzione di gravidanza.
Il secondo è quello del suo populismo economico, che andrà a rafforzare i messaggi antiglobalizzazione e isolazionisti di Trump.
“L’ordine globale imposto dall’America si è basato sul lavoro a basso prezzo”, ha detto a Douthat. “La questione commerciale e quella dell’immigrazione sono due facce della stessa medaglia: manodopera più economica all’estero per favorire il commercio, manodopera più economica in patria per favorire l’immigrazione, che esercita una pressione al rialzo su tutta una serie di servizi, dai servizi ospedalieri agli alloggi e così via. La visione populista, almeno per come ce l’ho in testa, è un’inversione: applicare quanta più pressione possibile al rialzo sui salari e quanta più pressione al ribasso sui servizi che le persone utilizzano. Negli ultimi 40 anni abbiamo avuto troppa poca innovazione e troppa sostituzione della manodopera con lavoro a basso costo. Dobbiamo fare di più con la forza lavoro nazionale”.
La posizione di Vance in politica estera, il terzo fronte, è strettamente collegata a quelle sulla globalizzazione e sulla lotta all’immigrazione. E si traduce in un disimpegno e in un approccio America First. Il senatore dell’Ohio appartiene a una generazione di giovani conservatori che prima ancora di essere ostili alle scelte della Casa Bianca di Joe Biden, lo sono a quelle della Casa Bianca di George W. Bush. Il grande nemico per loro è il pensiero neocon e l’idea di portare avanti una politica estera basata su un approccio morale e sull’esportazione della democrazia.
E qui si arriva all’Ucraina, all’Europa, al ruolo della Nato. Le scelte di Biden e dell’Ue, per Vance, sono state “motivate troppo dal moralismo e non abbastanza da un pensiero strategico”. Con la Russia secondo il candidato vicepresidente occorre invece realismo. La sua ricetta per l’Ucraina? Punto primo, “congelare la situazione dove è adesso”. Punto secondo, “garantire l’indipendenza di Kyiv, ma anche la sua neutralità: non voglio essere naif su questo, la Russia ha chiesto un sacco di cose in modo disonesto, ma la neutralità è chiaramente qualcosa che vedono come condizione esistenziale”. Punto terzo, “garantire un qualche tipo di assistenza americana nel lungo termine”. Secondo Vance, “con le nostre capacità non riusciremo a fermare i russi all’infinito. Abbiamo il vantaggio che loro non possono conquistare e tenere tutta l’Ucraina e non possono sostenere questa economia di guerra”.
Per questo, a suo dire, è il momento di un armistizio. E questo sarà un tema caldo nei prossimi mesi di campagna elettorale americana”.
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Si è perso un pezzo al centro, purtroppo. Questo:
“Dopo essere stato un ragazzo povero, poi un marine, poi un diplomato in legge in un’università dell’Ivy League, poi un finanziere d’assalto della Silicon Valley e infine uno scrittore, Vance a quel punto decise un’altra delle sue trasformazioni. Da critico di Trump, cominciò ad appassionarsi al personaggio – ha raccontato – quando era caduto in disgrazia e aveva lasciato la Casa Bianca. E cominciò a non soffrire più quelle che riteneva strumentalizzazioni da sinistra del messaggio contenuto nel suo libro.
Nel frattempo erano successe altre cose importanti nella sua vita. Nel 2014 aveva sposato Usha Chilukuri, una figlia di immigrati indiani conosciuta studiando insieme a Yale, dalla quale ha avuto tre figli, Ewan, Vivek e Mirabel. Il loro è stato un matrimonio interreligioso celebrato in Kentucky: Usha è indù, J.D. all’epoca era un cristiano di famiglia protestante in crisi spirituale. Nel 2019 la crisi è sfociata nella conversione di Vance al cattolicesimo.
Qualche settimana fa Vance si è fatto intervistare sul New York Times da un giornalista amico che lo stima, anche se non condivide molte sue posizioni, il columnist conservatore cattolico Ross Douthat. La lunga intervista è un perfetto esempio delle complessità di Vance e affronta, tra le tante cose, gli interrogativi sul suo cambio di giudizio su Trump: opportunismo o reale convinzione?
“Come molti altri conservatori e liberali delle élite – è il racconto di Vance – mi sono permesso di concentrarmi così tanto sull’elemento stilistico di Trump da ignorare completamente il modo in cui sostanzialmente offriva qualcosa di molto diverso sulla politica estera, sul commercio, sull’immigrazione. L’ho incontrato per la prima volta nel 2021. Una delle storie che mi ha raccontato riguardava come alcuni dei nostri generali quando era presidente cambiassero i tempi delle ridistribuzioni delle truppe in Medio Oriente in modo da potergli dire che i livelli delle truppe stavano diminuendo, quando in realtà li modificavano solo nel breve tempo, senza ridurli”.
Vance sostiene di aver capito in quel momento quanta resistenza avesse incontrato Trump da parte del “sistema”. I due hanno cominciato a incontrarsi più spesso e lo scrittore in breve tempo è diventato un acceso sostenitore di Trump e del movimento Maga, che in precedenza aveva deriso e descritto come pericoloso. L’ex presidente lo ha ricambiato appoggiando la sua candidatura come senatore dell’Ohio, che Vance ha centrato nelle elezioni di midterm del 2022.
A quel punto la trasformazione di Vance era completa e Trump ha trovato in lui un sostenitore da usare per combattere le guerre culturali che non scaldano molto l’ex presidente, ma che stanno a cuore a larga parte della sua base. A partire dalla controffensiva contro il cosiddetto “wokismo”, che per qualche tempo ha cercato di intestarsi Ron DeSantis mentre sfidava Trump, ma che Vance ha saputo interpretare meglio, diventando un beniamino del mondo Maga.
“La maggior parte di noi – sostiene – ha una voce in testa che ripete: ‘Non dovresti dire questo, non dovresti dire quello. Forse ci credi, ma dovresti provare a dirlo in modo un po’ più diplomatico’. E nel 2020 quella voce era diventata assolutamente tirannica. Non c’era niente che ti fosse permesso dire. Ogni giudizio era diventato un atto di violenza. Penso che molti di noi abbiano semplicemente detto: ‘Adesso basta. Non stiamo più a questo gioco e ci rifiutiamo di essere controllati in ciò che pensiamo e in ciò che diciamo’”.
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Intanto si scrive de Il Foglio. Poi: Il Foglio sarebbe NON DI PARTE? Infine: buon articolo. Grazie.
PS: spero di non essere stato troppo intorcinato.
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Ho scritto “articolo non di parte” Non “Il Foglio”. Saluti
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Questo è quello che hai scritto tu:
…questo articolo NON DI PARTE del Foglio…
Ci credi tutti renziani?
Saluti!
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Ciao @Gatto
Or bene, sei stato a scuola?
Ti ricordi fra i tuoi compagni e compagne di classe come era bello fare il secchione?
Ti ricordo che la conoscenza ha superato il paradigma della teologia come disciplina fondamentale e, sono stati superati i marchingegni e i pensieri diabolici e di satana .
Povero gatto.
Datti alla caccia delle streghe, fai prima, ma non ti illudere che nessuno dia la caccia ai reazionari di siffatto spessore che poi additano la pagliuzza del demonio nell’ sguardo Occhiuto e perplesso di insegnanti reprobe perché laiche , mentre le tue scialbe rimostrazioni della tua fesseria ti superano di gran lunga.
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@Saluti.
Quel tizio buca lo schermo, ah… Si fa notare, la colpa è di chi nota non di un sistema bestiale che tu avvalli perché di matrice dogmatica.
La scienza non è dogmatica e tu chiedi a coloro che bolli come eretici ? Non torna stanno bene i tuoi scienziati televisivi? Eppure @gatto sono della tua stessa sostanza: dogmatici.
Fatti un bagno al fiume, vah.n
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@scusami
Allora: tu stigmatizzi gli scienziati televisivi ma hai un problemino ad accettare la scienza come tale, sostanza del dubbio, ricerca delle cause vere e profonde, strutturazione matematica, logica fisica , della questione. Anche se nel caso dei vaccini Siamo nel pianeta della biologia cellulare, la stessa materia ha una struttura logica ferrea, struttura che si ritrova nell’etica di Spinoza, non nei romanzi , benché meno in quelli gialli e non si ritrova in tutte le astruserie dogmatiche.
La struttura logica non nasce dal caso, forse ha accelerato la corsa dopo il seicento, uno degli secoli più bui dopo il medioevo.
Ma tu di cosa vai blaterando?
Se parli di politica il sistema , di cui descrivi le componenti, le qualità e le quantità, tenderà ad essere un sistema massimo con un’ infinità di sotto insiemi, che non sono però infiniti, ma discreti, numerabili , finiti e con la possibilità di essere MANIPOLATI attraverso la LOGICA NUMERICA.
Se la tua logica non è numerica ma solo qualitativa su fondamenti teologici e dogmatici, e lasci al solo Dio biblico e a guenon , accentato giusto, di imprimere l’afflato ai peccatori umani, credi non partecipare al regno della Bestia? @gatto è Newton, @gatto è Cartesio, Redi, Torricelli Harvey, @ gatto è Volta, Copernico, mendelief, Mendel, @gatto è Einstein!
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Che noiaaaaaaaaa!!!!
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Perché Franceschina, ti alzi alla mattina, col piede sbagliato e scivoli sul bagnato?
PS: chiedo scusa @Poetastro!
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Per correttezza:
dei secoli più bui
Ah ah ah!
❤️ ❤️ ❤️
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FRANCESCHINA LO DICI AL TUO CANE O A TUA MADRE!
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Delinquente terrone. TERRONE, LADRO, LADRI.PUTTANIERI
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🖤 c’è San Donnino, non vai a fare festa dopo la scuola?
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”’fra6
FRANCESCHINA LO DICI AL TUO CANE O A TUA MADRE!”’
Notevole l’accostamento: cane o mamma? Uguali 😀
Franceschina ti lovvo ❤
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🐾❤️🐾
Il signor gatto espone molto bene le sue argomentazioni e offre un notevole contributo al forum ; la politica, .materia sensibile che fa vibrare le corde del mondo, andrebbe presa sul serio ma ancora non basta, molta della buona politica intravista a ventaglio nei provvedimenti orribili che imperversano per alimentare la forza e la potenza della Nato e dell’alleanza Atlantica con gli Usa come nazione capofila che orchestra le politiche del blocco a suo vantaggio, sono trasversali, nessun partito o coalizione è completamente da “gettare” come nessun partito o coalizione assomma su di sé le massime virtù che ci aspetterebbe.
La politica che tende ad alludere al sistema massimo, in questi paraggi, sarà solo in virtù del contenitore in cui siamo racchiusi , contenitore che ha saputo manovrare molto bene la politica interna per acuire il vassallaggio in ogni aspetto principe escluso la gestione primaria che di fatto è presa d’assalto da un sistema che di per sé protegge l’egemone.
Una situazione umana ed economica con caratteri che si avvicinano al sud Africa infatti, se arrivano gli americani c’è sempre uno stuolo di servi pronti a proteggerli e ci sarà sempre uno stuolo di servi che gli offrirà il mondo sul piatto d’argento, come la testa del Battista.
Proteggere al massimo grado chi vuole invertire questa nefasta rotta verso mari sconosciuti mi sembrerebbe sacrosanto anche perché, la ricchezza di una nazione subordinata com’è oggi quella italiana molte industrie strategiche sono di fatto già straniere perciò lavorano con cessioni di capitali esteri.
All’italiano restano i servizi base , il comparto agricolo, la pastorizia e neanche più la possibilità di usare e sfruttare le risorse sul suo territorio in quanto tali immense risorse servono o andranno a coprire il debito.
Il problema è che la politica interna non potrà reggere per molto questa montagna bluff: per ripopolare le montagne non si può aspettare che un investitore esterno poga cambiali nella cassa depositi e prestiti per far lavorare un popolo ibrido.
Manca la coerenza , manca anche la fede nel senso di credere che le persone valide possano essere una risorsa reale e concreta per ricostruire un futuro senza scempio , senza inquinare o devastare risorse sviluppatesi sin dagli albori del pianeta .
Ed è qui che anche oggi l’editoriale del fatto batte il dente : se la politica dei partiti e delle alleanze parlamentari è la prima a tradire gli elettori , è la prima a tradire le sue parole, è la prima ad attivare decreti anticostituzionali che proteggono le economie predatrice a solo svantaggio italiano, come sia possibile uscire da questo gravoso impiccio è assai fantasioso.
Cordialità alla redazione.
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È trasversale.
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Si, ma il discorso si allunga nel fiume presso il mare, l’Italia era un gioiello di paesi, paesini, città d’arte, una natura splendida in un clima generale temperato.
Le aree industriali dello sviluppo di questi ultimi 60 anni sono orribili, le prime industrie manifatturiere erano vicine al centro urbano divenuto preso sede di operai e signori, banche e scuole.
Il mosaico aperto della storia cambia , ha cambiato repentinamente le guide, le priorità creando una voragine di attività a familiari, micro attività, le partite Iva , su cui si è forzata la mana, le ditte , la ditta (?) Di Bersani è in parte un mondo che con la politica ha poco a che vedere, un’impronta economica già di per sé segnata dall’inflazione, dal costo della vita, e dai monopoli che hanno abbassato la qualità e reso standard le offerte, le ditte D appalti e sub appalti sono i luoghi di lavoro dove muoiono operai ma non ho mai sentito Bersani e Landini parlare di sicurezza e controllo se non in forma astratta e abbastanza vacua.
Nelle istituzioni si può morire per altro oltre alle cause naturali , il giallo entrato a guida turistica nelle nostre case , strade e ambientazioni , rende il quadro, tetro, gotico , dentro a scatolifici che di gotico artistico non hanno praticamente nulla, anzi , la volgarità di stile premiata è poi ciò che rimane.
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-presto
– la mano
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Di fatti, molte realtà italiane sono rimaste agricole e sul detto “contadino scarpe grosse cervello fino” sono state costruite molte teorie sociali , costrutti politici ed economici , a vantaggio dei gruppi umani che hanno portato o portavano l’emblema dell’imperialismo americano , gruppi contro chi osteggiava la ricchezza binaria che si era prefigurata anche nella mente di molti loschi figuri che hanno alimentato le trame occulte nell’ombra.
Non è possibile uscire da questo incubo, perché chi può farlo viene osteggiato in tutti i modi, chi non può farlo verrà premiato per la sudditanza che si traduce in onorabilità, come l’ultimo atto del figlio di Andreotti, Mattarella che ha premiato la Marina Berlusconi a cavaliere del lavoro. Un atto istituzionale che racchiude mezzo secolo di storia.
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Si è perso un pezzo, da “… Amy Adams” a “Sono tre i fronti…”.
“Dopo essere stato un ragazzo povero, poi un marine, poi un diplomato in legge in un’università dell’Ivy League, poi un finanziere d’assalto della Silicon Valley e infine uno scrittore, Vance a quel punto decise un’altra delle sue trasformazioni. Da critico di Trump, cominciò ad appassionarsi al personaggio – ha raccontato – quando era caduto in disgrazia e aveva lasciato la Casa Bianca. E cominciò a non soffrire più quelle che riteneva strumentalizzazioni da sinistra del messaggio contenuto nel suo libro.
Nel frattempo erano successe altre cose importanti nella sua vita. Nel 2014 aveva sposato Usha Chilukuri, una figlia di immigrati indiani conosciuta studiando insieme a Yale, dalla quale ha avuto tre figli, Ewan, Vivek e Mirabel. Il loro è stato un matrimonio interreligioso celebrato in Kentucky: Usha è indù, J.D. all’epoca era un cristiano di famiglia protestante in crisi spirituale. Nel 2019 la crisi è sfociata nella conversione di Vance al cattolicesimo.
Qualche settimana fa Vance si è fatto intervistare sul New York Times da un giornalista amico che lo stima, anche se non condivide molte sue posizioni, il columnist conservatore cattolico Ross Douthat. La lunga intervista è un perfetto esempio delle complessità di Vance e affronta, tra le tante cose, gli interrogativi sul suo cambio di giudizio su Trump: opportunismo o reale convinzione?
“Come molti altri conservatori e liberali delle élite – è il racconto di Vance – mi sono permesso di concentrarmi così tanto sull’elemento stilistico di Trump da ignorare completamente il modo in cui sostanzialmente offriva qualcosa di molto diverso sulla politica estera, sul commercio, sull’immigrazione. L’ho incontrato per la prima volta nel 2021. Una delle storie che mi ha raccontato riguardava come alcuni dei nostri generali quando era presidente cambiassero i tempi delle ridistribuzioni delle truppe in Medio Oriente in modo da potergli dire che i livelli delle truppe stavano diminuendo, quando in realtà li modificavano solo nel breve tempo, senza ridurli”.
Vance sostiene di aver capito in quel momento quanta resistenza avesse incontrato Trump da parte del “sistema”. I due hanno cominciato a incontrarsi più spesso e lo scrittore in breve tempo è diventato un acceso sostenitore di Trump e del movimento Maga, che in precedenza aveva deriso e descritto come pericoloso. L’ex presidente lo ha ricambiato appoggiando la sua candidatura come senatore dell’Ohio, che Vance ha centrato nelle elezioni di midterm del 2022.
A quel punto la trasformazione di Vance era completa e Trump ha trovato in lui un sostenitore da usare per combattere le guerre culturali che non scaldano molto l’ex presidente, ma che stanno a cuore a larga parte della sua base. A partire dalla controffensiva contro il cosiddetto “wokismo”, che per qualche tempo ha cercato di intestarsi Ron DeSantis mentre sfidava Trump, ma che Vance ha saputo interpretare meglio, diventando un beniamino del mondo Maga.
“La maggior parte di noi – sostiene – ha una voce in testa che ripete: ‘Non dovresti dire questo, non dovresti dire quello. Forse ci credi, ma dovresti provare a dirlo in modo un po’ più diplomatico’. E nel 2020 quella voce era diventata assolutamente tirannica. Non c’era niente che ti fosse permesso dire. Ogni giudizio era diventato un atto di violenza. Penso che molti di noi abbiano semplicemente detto: ‘Adesso basta. Non stiamo più a questo gioco e ci rifiutiamo di essere controllati in ciò che pensiamo e in ciò che diciamo’”.
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Uno cerca di dire la sua, contribuire al dibattito, e poi… Leggete un po’ l’andamento del forum e ditemi se non siamo in piena psicopatia… Sarà il caldo asfissiante di questi giorni.
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potrebbe essere colpa del caldo, perciò riguardati, non vorrei che il bomba di Rignano possa perdere un collaboratore
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Eccone n’artro 👇 Aiutoooooo!!
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È quassù 👆 🚑
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J.Vance ha definito i January Sixers, che hanno partecipato alle proteste del Campidoglio del 6 gennaio 2021, “prigionieri politici” in un tweet del gennaio 2022.
▪️Vance ha definito “assurda” l’idea che il presidente russo Vladimir Putin avrebbe attaccato un paese della NATO dopo aver vinto in Ucraina, mentre parlava alla CNN lo scorso dicembre.
▪️A metà febbraio ha dichiarato al Senato che la Russia “non perderà” nel conflitto in Ucraina, aggiungendo che il continuo finanziamento dell’impegno militare del regime di Kiev è un insensato spreco di denaro.
▪️A maggio, Vance ha criticato la politica israeliana di Joe Biden definendola “fondamentalmente incoerente” e ha invitato ad armare Tel Aviv in modo che possa eliminare l’esercito e la leadership di Hamas nella Striscia di Gaza.
▪️”Siamo troppo limitati”, ha detto alla CNN in aprile, insistendo sul fatto che gli Stati Uniti dovrebbero concentrarsi sulla ricostruzione della propria economia prima di erogare aiuti esteri.
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cavolo, siamo sotto censura, anche le cavolate vengono censurate
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“Il secondo è quello del suo populismo economico, che andrà a rafforzare i messaggi antiglobalizzazione e isolazionisti di Trump.”
Il problema per The Donald e il suo simpatico vice è che l’isolazionismo porta alla dedollarizzazione (per evidenti motivi, se tu ti isoli dagli altri anche gli altri si isoleranno da te) e la dedollarizzazione porterà alla bancarotta degli States.
Ora può darsi pure che il modo migliore per fare l’America great again sia mandarla in bancarotta, ma forse sarebbe il caso di comunicarlo agli americans (soprattutto quelli che vivono nel pubblico) per sapere che ne pensano.
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Se appena si manifestasse una valida e credibile alternativa al dollaro, vedremmo i Tesori di tutti gli Stati fare a gara per liberarne le proprie riserve valutarie. Atteso che il dollaro è ormai una moneta virtuale, molto meno sicura dei BitCoins: la stragrande maggioranza vive come una zecca nei computer di mezzo mondo, sotto forma di forme di investimento farlocche, ma anche prendendo in considerazione il circolante, nessuno sa quanta cartaccia hanno stampato e continuano a stampare e quanta ce n’è davvero in giro.
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