
(Gioacchino Musumeci) – Mentre in Italia la vicedirettrice di Rai uno, per cui i cittadini pagano il canone, propaganda che l’aborto non è un diritto ma è delitto, trasformando cum gaudio magno dei conservatori cattolici le donne in carnefici potenziali di classe inferiore, in Francia l’aborto diventa diritto costituzionale.
Il vaticano interviene con una nota strumentale: ” non esiste il diritto di sopprimere la vita” .
Certo e ci foste arrivati prima, ci saremmo risparmiati guerre di religione e scontri sul Dio migliore e legittimo a cui rivolgere preghiere.
A parte questo la Chiesa basa la propria idea di diritto sull’esistenza di Dio. Da questo deriva, in relazione all’aborto, che ” non esiste il diritto di sopprimere la vita”. Cosa non quadra: sembrerebbe che un entità estratta in qualità di Dio, evocato sul piano del diritto, regoli non solo gerarchie vaticane ma perfino le società cosiddette laiche.
Ci sarebbe una domanda a cui rispondere: Dio è un soggetto giuridico? Non risulta sia così. Pensiamo in termini democratici: chi rappresenta, giuridicamente parlando, Dio? Nessuno. Nonostante imponga regole attraverso l’azione vincolante della chiesa, non è un soggetto eletto, deriva da una dichiarazione biblica autolegittimante, e da ciò deriva la sua autorità.
Adesso entriamo nel piano giuridico e scopriremo che l’aborto deve essere necessariamente diritto costituzionale ma non lo è in una società che controlla subdolamente le donne.
La nostra Costituzione difende la libertà di culto, e questa è un corollario della libertà di coscienza. Tale libertà consente all’individuo di coltivare ed esprimere le proprie convinzioni. La tutela della “libertà di coscienza” non permette che i comportamenti individuali siano oggetto di nessuna forma di imposizione vincolante in quanto la dimensione della coscienza di ciascuno non può essere in nessun caso violata dall’autorità dello Stato. A questo spetta solo l’obbligo di garantire a tutti il libero esercizio delle libertà, purché non si concretino attività illecite o contrarie al buon costume, ciò al netto dell’ambiguità prodotta dall’assenza di una norma che definisca il perimetro del buon costume. E qui casca l’asino.
Dio non rappresenta lo Stato Italiano, le limitazioni sull’aborto espresse dalle note del Vaticano sono forzatamente in aperto contrasto con l’esercizio della libertà di coscienza delle donne e non degli uomini, i quali non dovranno abortire mai.
La differenza di genere crea una grave discriminazione nell’esercizio della libertà di coscienza. Tuttavia tante donne non pensano in termini giuridici poiché la loro libertà di coscienza, nell’ambito dell’aborto, è irrilevante agli occhi di Dio. Perciò tante donne pensano in termini di senso di colpa. A quelle libere dal senso di colpa si attribuiscono comportamenti delittuosi. In definitiva le donne sono così condizionate da far discendere la loro libertà di coscienza da interferenze di un Dio la cui sfera giuridica dovrebbe essere NULLA. Tutto ciò con l’aggravante che la parola di Dio è sempre espressa da uomini.
Non ho altro da aggiungere vostro onore.
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Dio … non è un soggetto eletto, deriva da una dichiarazione biblica autolegittimante, e da ciò deriva la sua autorità.
E se così non fosse sarebbe un Musumeci qualsiasi, quest’ultimo legittimato da chi? Da quelli che hanno legittimato Pinochhietto sull’Arno? La tigre Letta? Di Magno? Dragon ball? La psciconana? Lo psiconano? Devo continuare?
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… Mi sono dimenticato Masticabrodo: imperdonabile!
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La possibilità di avere due gemelli omozigoti esiste fino al 12° giorno dalla fecondazione, pertanto fino ad allora lo zigote (ovulo fecondato) non è neppure potenzialmente un singolo individuo ma un semplice “aggregato di cellule” che potenzialmente può dare origine a uno, due o nessun individuo in caso di aborto spontaneo.
Se questo ragionamento non fosse sufficiente si dovrebbe anche ricordare che la gastrulazione, ovvero il processo che porta alla formazione dei tre foglietti embrionali: ectoderma, mesoderma ed endoderma (il foglietto che darà origine al sistema nervoso) inizia dopo 18 giorni. Fino ad allora non è neppure iniziata la costruzione di qualcosa che permetta di definire il concetto d’individuo.
Definire l’aborto un delitto, almeno entro i primi 18 giorni, è una semplice “fallacia logica”… un’idiozia insomma.
Ma questi sono ragionamenti logici e non sono pertanto alla portata di chi crede nella “favola di Dio” o in quella di Babbo Natale!
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La possibilità di avere due gemelli omozigoti esiste fino al 12° giorno dalla fecondazione, pertanto fino ad allora lo zigote (ovulo fecondato) non è neppure potenzialmente un singolo individuo ma un semplice “aggregato di cellule” che potenzialmente può dare origine a uno, due o nessun individuo in caso di aborto spontaneo.
Se questo ragionamento non fosse sufficiente si dovrebbe anche ricordare che la gastrulazione, ovvero il processo che porta alla formazione dei tre foglietti embrionali: ectoderma, mesoderma ed endoderma (il foglietto che darà origine al sistema nervoso) inizia dopo 18 giorni. Fino ad allora non è neppure iniziata la costruzione di qualcosa che permetta di definire il concetto d’individuo.
Definire l’aborto un delitto, almeno entro i primi 18 giorni, è una semplice “fallacia logica”… una idio@@a insomma.
Ma questi sono ragionamenti logici e non sono pertanto alla portata di chi crede nella “favola di Dio” o in quella di Babbo Natale!
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Definire l’aborto un delitto, almeno entro i primi 18 giorni, è una semplice “fallacia logica”…
E perché mai definire omicidio l’uccisione di una persona (dopo il 18° giorno?) visto che, prima o poi, dovrà morire? L’indianetto mangiapreti augh, degno rappresentante di questa mentalità subumana, riduce, come tutto del resto di questi tempi, la vita ad una mera condizione quantitativa, facendo finta di non sapere che niente che non sia qualitativamente in potenza può attualizzarsi in seguito. Ergo, è esattamente dal momento in cui l’ovulo viene fecondato che si ha a che fare con un essere umano. E non è certo prendendo arbitrariamente condizioni iniziali di sviluppo per incipriare quella poca coscienza ancora rimasta, che le cose cambino di un millimetro. Ma per quelli che sono infarciti di nozioni a base di Equazioni di Campo della Relatività Generale e di calcolo tensoriale (cit.) d’e stiqaatsi, che altro aspettarsi? Che capiscano che se la loro madre avesse ragionato come loro non sarebbero qui a pettinar bambole? E il tutto, semplicemente dal mero punto di vista biologico e non spirituale, per cui qui Dio, tirato per la giacchetta, a proposito e a sproposito, non c’entra un bel nihilum!
Sovvengono le sagge parole di Santo islamico, Jalad-ud-din-Rumi (il fondatore della Tariqa dei Dervisci rotanti):
“Un re aveva affidato il figlio ai sapienti affinché gli insegnassero le scienza astronomiche e altre mirabolanti cose, così era diventato maestro malgrado la sua incapacità e scarsa intelligenza. Un giorno il re prese in mano un anello e, volendo mettere alla prova il figlio, gli domandò: ‘Dimmi, che cosa ho in mano?’ Quello rispose: ‘Nella mano tieni un oggetto rotondo, giallo e cavo. Il re disse: ‘Questi indizi sono esatti, ma dimmi dunque, di che cosa si tratta in effetti?’ ‘Deve essere un setaccio, rispose il principe. Il re allora replicò: ‘Hai enumerato tanti indizi esatti che la ragione rimane stupefatta di fronte alla potenza dei tuoi studi e della tua scienza. Come mai non capisci che un setaccio non può essere racchiuso in una mano?’. Allo stesso modo gli scienziati della nostra epoca [quella di allora, figuriamoci oggi! ndr.] spaccano il capello in quattro nel corso delle loro ricerche; conoscono perfettamente quel che non li riguarda e abbracciano qualsiasi genere di scienze. Tuttavia, per quanto concerne la loro stessa persona, ne ignorano tutto… Che un oggetto sia cavo, giallo, rotondo, questi sono solo accidenti… così gli scienziati parlano di tutte queste cose, le spiegano e alla fine esprimono un giudizio, vale a dire che il re tiene in mano un setaccio, perché ignorano il principio di ciò di cui parlano.”.
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e..c.: di un Santo islamico
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fa molto caldo e, probabilmente, Musumeci lo soffre. In caso contrario, non scriverebbe cose contraddittorie, In Francia esiste il “diritto all’aborto” che origina, secondo lui dalla ” libertà di coscienza. Tale libertà consente all’individuo di coltivare ed esprimere le proprie convinzioni. ” Pertanto, si potrebbero esprimere frasi che indicano che i campi nazisti per Ebrei erano luoghi di villeggiatura. Notoriamente, nel Paese transalpino vigono norme severe contro il cosiddetto negazionismo. Pertanto, la libertà di coscienza, cioè di opinione è conculcata. Si informerà, prima di scrivere? In ogni caso, a mio parere, l’argomento è troppo grave per parlarne come di una festa ( mi risulta sia un’esperienza traumatizzante) e su cui gli uomini farebbero bene a lasciare ogni decisione alle donne.
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