
(Tommaso Merlo) – I poveri cristi del pianeta si alienano alla catena di montaggio per permettere a noi di alienarci consumando. Un mondo di alieni infelici cocciutamente diretti verso l’estinzione. Qualcosa di profondo non funziona eppure nessuno ne parla. Nemmeno la politica. E questo perché non conviene e oggi la convenienza è tutto. Sfruttando i poveracci del pianeta, noi del nord abbiamo qualche soldo in tasca da spendere, eppure di persone felici in giro se ne vedono davvero poche. Questo perché il sistema neoliberista che ci domina si basa su una menzogna epocale. Contrariamente da come ci lavano il cervello, non è possibile stare bene dentro con roba che si compra fuori. Noi esseri umani non funzioniamo così. Siamo più complessi, più profondi. Per stare bene dentro, noi dobbiamo investire tempo ed energie per curare le nostre ferite, per riempire i nostri vuoti, per sedare le nostre paure. Per conoscerci ed esprimerci appieno. Non esistono scorciatoie ed è assurdo cercare fuori risposte che si possono trovare solo dentro. Noi esseri umani funzioniamo esattamente al contrario di quello che ci propina il sistema neoliberista. Meno siamo intossicati di chimere materiali, più abbiamo tempo ed energie per evolvere e quindi essere felici. Proprio così. Meno è meglio. Molto meglio. Puoi riempirti la pancia e la mente egoica fin che vuoi, ma se non riempi il cuore sei condannato ad una infelice alienazione esistenziale fatta di roba inutile, luoghi comuni e culto di te stesso. Pandemia egoistica aggravata da cluster di salute mentale. Funziona così. Il sistema ti spinge a consumare sempre di più facendoti vivere in un perenne stato di carenza, come se ti mancasse sempre qualcosa e potrai stare bene solo quando la comprerai, una sorta di felicità sempre rinviata e soprattutto del tutto falsa. Perché quando finalmente riuscirai a comprarla, quella cosa ti donerà un piacere effimero e superficiale senza risolvere nessuno dei tuoi problemi reali. Ma invece di ammetterlo e cercare altrove, il sistema stuzzica il tuo avido ego e ti spinge a lanciarti verso il miraggio materiale successivo martellandoti di pubblicità permanente e promettendoti sempre nuovi salvifici traguardi. Logiche inculcate al punto da diventare automatismi e spacciati come normalità. Logiche inculcate fin da bambini in modo da rimanere tali e passare la vita da un giochino all’altro compiacendosi se ne abbiamo di più belli dei nostri amichetti. Già, ci insegnano a consumare per impressionare il nostro ego ma pure quello altrui. Per imporci, per farsi accettare, per aderire a qualche fasulla identità sociale. Come se coi soldi si potesse comprare anche il proprio valore, le proprie qualità e il proprio posto nel mondo. Vi sono persone che passano la vita a risparmiare e spendere illusi che un giorno avranno abbastanza e potranno essere finalmente felici. Persone che accumulano roba che non sanno nemmeno più dove mettere, che passano la vita a contemplare il conto corrente o che trasformano la loro esistenza in una carriera oppure che passano da uno svago all’altro in una fuga permanente dalla realtà e da se stessi. Alienazione esistenziale e automatismi consumistici che possono durare anche tutta la vita rovinandocela, ma che persistono perché rendono un sacco di soldi al sistema neoliberista che domina il mondo. Ed è per questo che nessuno ne parla. Nemmeno la politica ormai schiava dell’economia che delega al mercato il benessere dei propri cittadini anche se del tutto falso.
questi articoli di TM sono sempre simili e battono lo stesso tasto ma sono molto veri….io trovo tanta falsità, tristezza ed insoddisfazione intorno a me….io trovo il vero senso della vita solo nei bambini che ancora non sono stati corrotti da questo mondo materiale letale per le nostre anime umane….mi dispiace anche vedere che non sono minimamente commentati a differenza degli articoli su guerre, eccidi e follie umane varie, come se queste non fossero un semplice effetto ma la causa delle disgrazie umane….
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Quando si toccano certi argomenti nessuno commenta volentieri, ossia quando il “j’accuse” riguarda tutti (se non tutti, il 99,999999%), probabilmente è meglio tacere. Intimamente sappiamo che il nostro “benessere” dipende, anche, dal malessere altrui ma tutti – in un modo oppure altro – ce ne sbattiamo gli zebedei. C’è chi ci pensa e sarebbe anche disposto a rinunciare a qualcosa e chi – la stragrande maggioranza – no. Difatti non non c’è mai stata una “guerra” vera contro chi sta sopra che, avendo meno, potrebbe “bilanciare” le risorse, bensì verso chi sta sotto. Un mondo “giusto”, probabilmente non esisterà mai, però tra uno giusto e il nostro ci sarebbero miliardi di altre opzioni, tutte migliori. Dovrebbe far schifo a tutti pensare che al mondo ci sono famiglie che hanno risorse (ovvero denaro) superiori al PIL di molte nazioni, o far rabbrividire che nel mondo si passi dai “paradisi fiscali” all’inferno di molte periferie e intere regioni, soprattutto in Africa, Asia e Sudamerica. Infine, decoube, non è facile cambiare: conosco molto bene una persona, ex compagno di classe, che da giovane partì per… cambiare il mondo. E’ dovuto, 25 anni dopo, tornare sui suoi passi, perché è il mondo ad aver cambiato lui, ergo l’impossibilità di fare davvero qualcosa di concreto che non fosse aiutare la singola persona. Sì, certo, soddisfacente ma non lenisce la ferita di vederne soffrire altre decine di migliaia.
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sicuramente è come dici ma io volevo sottolineare che cambiare il proprio modo di vivere per essere veramente felici, dando importanza alle vere priorità della vita e non sempre e solo alla prossima, effimera consolazione, contribuiremmo ad un, magari impercettibile, cambiamento verso un mondo più giusto…..quindi provare a cambiare non per cambiare il mondo ma per essere più felici….ma io sono il primo ad essere totalmente incapace di farlo eh, però almeno me ne rendo conto e TM mi turba sempre con questi articoli perché stimola questo disagio che ho dentro….
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@deocube in realtà penso di aver capito, difatti ho fatto l’esempio di chi provò a cercare ciò che (forse?) non esiste. E’ chiaro che dietro l’altruismo c’è sempre una forma, magari inconscia, di soddisfazione personale: si aiuta per migliorare soprattutto se stessi, propria vita e… spirito. Fare del bene (o comportarsi bene) rende sicuramente migliori… ed è strano, in un modo dove sembrerebbe regnare il dolore. C’è un libro molto centrato, non facile e duro sull’argomento, “La banalità del male”. Nel titolo, purtroppo, trovo già la soluzione. Il male è banale, per il bene serve… “commitment”, in un mondo troppo frenetico per fermarsi a pensare, esempio lampante il commento al quale hai risposto. Quindi non credere che regole di buon comportamento siano panacea interiore per tutti: è il male ad essere… “banale”. Chi lancia un gattino (o un bambino…) giù dal viadotto, per filmare la bravata e metterla in rete, dove altre mer..le applaudono e ridono, proverebbe piacere nel tenere comportamenti diversi? I politici che, per interesse di pochi, dichiarano guerre dove moriranno centinaia di migliaia (o milioni) di persone, altre verranno torturate, massacrate, private dei loro affetti e beni, devastando intere nazioni…, pensi che facciano tutto ciò inconsapevolmente, non essendoci altre opzioni possibili? Citando Crozza/Razzi, “amico mio, questo io non creTo”. Ciao, buona giornata.
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Rileggendo il commento non posso che concordare, soprattutto per quanto riguarda la frase “trovo tanta falsità, …………………………, intorno a me”. Falsità, sinonimo d’ipocrisia, malattia (incurabile, nessun vaccino…!) che maggiormente colpisce gli esseri umani. L’ipocrisia di sentirsi esenti da ogni colpa, come se la parte più ricca del mondo non facesse miliardi con noi che, per avere ciò che abbiamo, sfruttiamo la “globalizzazione”, ossia il prodotto a basso costo, creato appositamente per i nostri bisogni, facendo sì che il prezzo possa essere sostenibile. Come il pollo da batteria che al supermercato costa… 5 euro al kilo, tagliato confezionato, con una filiera che prevede almeno 2 passaggi, infine scontrinato. L’esempio più eclatante sono gli smartphone che necessitano di coltan(1). Se in qualsiasi altro ambito dovessimo chiedere “chi è il colpevole, produttore o consumatore?” probabilmente gli stessi risponderebbero, “beh, certamente anche (o solo) il consumatore”. Esempio droga, alcol, tabacco. Non si tratta di un esempio privo di senso, perché anche la tecnologia provoca dipendenza, per questo ho deciso di eliminare quell’aggeggino che ogni 2 secondi viene guardato come fosse il messia (ne utilizzo altra, sempre a basso costo – pc – consapevole di partecipare allo scempio morale che stiamo vivendo). La stessa ipocrisia per la quale se una persona si pone dubbi rispetto un problema e facesse determinate domande, verrebbe additato come “complottista” dalle stesse persone che – in ambito diverso – parlano di “complotto per non farci andare alle urne” che avviene con messaggi subliminali atti a farci credere “sono tutti uguali”. Non sono loro ideologizzati nel sostenere la “fanfara” del momento, perché votano secondo coscienza, mentre chi si astiene lo fa in quanto manovrato dai poteri forti (però non esistono quando si pone dubbi su qualcosa che per loro è certezza🤔), ergo sono gli altri ad essere adepti. Ipocrisia crassa e spessa che si respira nei forum. Nello specifico il voto alle Europee non serviva a nulla, premier sarebbe rimasta Meloni e proprio ieri, sentito un brevissimo stralcio del TG1 dal pc, la NATO (non Meloni, tanto meno Conte!) avrebbe deciso nuovo invio d’armi, come i Samp-T all’Ucraina e mi sembra di aver capito anche prodotti in Italia. Citazione: “L’Ucraina può e fermerà Putin”, ha evidenziato Biden (strano non l’abbiano chiesto ad un politico italiano!). Ma per farlo, Kiev deve avvalersi del necessario supporto occidentale e della Nato in particolare.” Ergo, non contiamo una mazza, salvo per gl’ideologizzati che pensano di aver capito tutto, persino che una milionata di voti possano spostare equilibri che nemmeno Superman riuscirebbe a cambiare.
(1) “Il coltan è un minerale piuttosto raro e l’80% viene estratto nella Repubblica Democratica del Congo. Paese ricchissimo di risorse come ad esempio oro, cobalto, diamanti ma che, proprio per questo motivo, è sfruttato da più di un secolo, restando uno dei 10 Paesi più poveri del mondo.”
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Avevo appena ordinato 3 Ferrari e 5 Lamborghini, ma dopo aver letto questo articolo ho disdetto perchè ho finalmente capito le grandi verità per evolvere.
Scherzi a parte, qualcuno avvisi il buon Merlo che il 99,99% di chi legge i suoi articoli non fa shopping in via Monte Napoleone, ma è gente che riesce ad accocchiare il pranzo con la cena senza nessuna frenesia consumistica che, anche volendo, non ci possiamo permettere. Quindi basta con questo voler farci sentire in colpa per i poveri e la fame nel mondo. Non sono quelli che fanno una vita normale i responsabili.
Piuttosto ci dica la propaganda pro astensione che cosa ha risolto. Avevamo un sussidio per i poveri in Italia, ma gli “evoluti” han detto che Conte e Meloni sono uguali e il sussidio non c’è più.
Fatti un esame di coscienza, invece della solita retorica della “felicità è dentro di te”. Vallo a dire a quelli che han tolto il sussidio che tanto son felici uguali. Fai sapere che ti rispondono.
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secondo me non hai capito nulla, ma proprio in generale….mi dispiace per questa continua e aggressiva voglia di rivalsa rivendicando sempre qualcosa contro qualcuno….con gente come te è impossibile discutere visto le granitiche certezze che avete, il mondo è diviso tra ricconi cattivi e disgraziati sfruttati, non c’è via di mezzo, pochi in ferrari ed il resto tutti indigenti….ma Merlo si riferiva a quelle centinaia di milioni di persone, se non miliardi, che per te non esistono….quelli tra la ferrari ed il RdC.
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Son sempre gli altri che non capiscono, ci mancherebbe. Tu invece capisci tutto al volo.
Ho scritto:
“Non sono quelli che fanno una vita normale i responsabili“
Frase che il tuo ego ha scartato per venire a farmi la lezioncina con tanto di retorica buonista che serve solo a credersi migliori.
Non sarò Einstain, ma ci arrivo a capire che al mondo non ci sono solo super ricchi e super poveri. Che dici? Ti pare?
Ho capito a chi si riferiva Merlo tant’è che gli ho risposto che non siamo noi che facciamo una vita normale i responsabili. L’articolo parla del “nostro benessere”, casomai ti fosse sfuggito.
Se non l’hai capito, o il tuo ego si rifiuta di capirlo, è un problema tuo.
Vai a guardarti i grafici della distribuzione della ricchezza nel mondo, che forse cominci a capire quanto sia sbagliato il Merlo pensiero.
Ho la granitica certezza che il club “non votate son tutti uguali” siano, almeno in parte, responsabili dell’abolizione del sussidio ai poveri in Italia.
Se questa mia certezza ti da fastidio è un problema tuo, non mio.
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Ladis, secondo me Merlo intende un’altra cosa.
Anche se non hai la ferrari sei comunque ricco (paragonato a un africano medio, o anche a un faraone d’Egitto di migliaia d’anni fa).
Quindi intende, credo, o almeno così intendo io, che potresti rinunciare comunque a qualcosa di non essenziale ( anche piccolezze, tipo il cellulare che fa meglio le foto, o la maglia tecnica per la bici, o il lampadario di marca) ed essere un briciolo più libero. Se diventa un’abitudine, ti allontani dal sistema consumistico e ti accorgi che per miracolo invece che stare peggio (hai meno cose) stai meglio.
E questo non per far star meglio l’africano medio o per smorzare sensi di colpa verso gli altri, ma per te stesso.
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bravissimo, evidentemente non sono bravo come te a spiegare le cose 😉
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fabriziocastellana
“intende, credo, o almeno così intendo io, che potresti rinunciare comunque a qualcosa di non essenziale ( anche piccolezze, tipo il cellulare che fa meglio le foto, o la maglia tecnica per la bici, o il lampadario di marca) ed essere un briciolo più libero”
Indipendentemente da cosa sia la libertà, che per ognuno di noi è soggettiva, non capisco cosa c’entri con lo sfruttamento che consentirebbe a “noi del nord” di avere soldi da spendere nel non essenziale. Perchè è di questo che si parla nell’articolo. Ed è su questo che ho avuto da ridire.
Se i soldi te li guadagni onestamente, senza sfruttare nessuno, non c’è niente di malvagio nel comprare ciò che ti piace. Nessuno pensa che ciò che ti piace debba necessariamente renderti felice, ma di certo non ti renderà più triste.
Discorso diverso è se compri per APPARIRE un vincente e quindi ti senti “obbligato” a comprare sempre l’ultimo modello top di smartphone. Ma questo è un problema psicologico di una piccola minoranza di persone che di certo non rappresenta “noi del nord”.
Questi articoli, TUTTI UGUALI (guerre, fame nel mondo, povertà estrema e sfruttamento terzo mondo) servono solo per convincerti che è inutile votare, perchè col tuo voto non risolverai i drammi del mondo, attraverso banale retorica per farti sentire in colpa.
Non l’hai capito che gli “evoluti” (cit.) sarebbero quelli che non votano?
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Intendevo libero da un’abitudine indotta dal sistema sociale nel quale siamo immersi che ci spinge a consumare con il miraggio di poter così essere felici, mentre la felicità si raggiunge con altre strade, e questa falsa promessa serve solo a spingerci a lavorare e guadagnare più possibile per comprare prodotti che sennò resterebbero invenduti. E’ un inganno consapevole, una manipolazione a loro vantaggio. E’ il modo che hanno trovato per piazzare la sovraproduzione che l’industria sforna a ritmi folli. Quando si sono accorti che i consumatori avevano già tutto, si sono inventati di creare nuovi bisogni dal nulla con la pubblicità. Se uno esce dallo schema (e non è facile visto che ci siamo nati dentro), secondo me è più libero. Per es può lavorare un po’ meno e avere più tempo per se stesso e per ciò che veramente lo rende felice.
E è anche vero che abbiamo un benessere che poggia sullo sfruttamento di altri popoli, non ci piove direi, ma non credo che uno si debba sentire in colpa, anche perchè se esistesse un feliciometro scopriremmo che incredibilmente popolazioni che non hanno quasi niente rispetto a noi, sono però più felici.
Ho riletto l’articolo per vedere cosa dicesse di “noi del nord”.
Io non penso che volesse farci sentire in colpa, e mi pare dica quello che cercavo di spiegare anch’io: noi abbiamo più soldi (grazie anche allo sfruttamento secolare di colonie e paesi poveri) ma questo non ci rende più felici. Certo che se uno lavora tanto e ha soldi poi non deve sentirsi in colpa per quello che ha, però il punto è che questo non lo rende felice che per pochi attimi, e poi passata l’ebbrezza del nuovo acquisto torna infelice come prima.
Prova a rileggere l’articolo magari due o tre volte, perchè secondo me spiega bene tutto, e sono cose importanti credo, che non senti mai dire in tv perchè sono controproducenti per il sistema capitalista che ci domina sfrutta e schiaccia, con amore. Come noi facciamo coi polli in batteria, non per bontà, ma per profitto.
Sono argomenti controintuitivi però, che nessuno propone mai, per cui uno li sente e si sente come criticato e li rifiuta, invece secondo me non sono fatti per criticare, ma per risvegliare.
E i drammi del mondo secondo me non li risolvi nè votando nè non votando, sono irrisolvibili. L’unica cosa che puoi tentare di risolvere è il TUO mondo, e se ci riesci anche un minimo, è come se avessi migliorato tutto il mondo, perchè se stai meglio lo vedi diversamente, e poi un po’ lo migliori anche, col tuo esempio, perchè qualcuno vedrà la tua vita e magari lo farà riflettere sulla sua.
Pillola blù o pillola rossa?
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Si nasce e paghiamo, si muore e paghiamo, per vivere compriamo anche l’aria che respiriamo. E come i dannati di Dante, ci affanniamo per essere più in alto possibile, schiacciando che sta sotto. Pedine di un meccanismo fasullo e inutile
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“Sfruttando i poveracci del pianeta, noi del nord abbiamo qualche soldo in tasca da spendere”
E c’è pure gente che prende sul serio sta colpevolizzazione di “noi del nord”.
Gente che appena annusa un qualcosa di pseudo spirituale buonista in un articolo va in brodo di giuggiole e comincia a commentare nella speranza di sembrare un Buddha evoluto, mica come i “perfidi materialisti non evoluti” che cercano, nel possibile, di migliorare le cose.
Per quelli che non ci arrivano: “noi del nord”, la stragrande maggioranza, abbiamo ben poco da spendere oltre il necessario. Quindi non siamo noi ad avere i soldi derivati dallo sfruttamento altrui.
Bussate ai vertici della piramide.
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poveretto, confermo che non hai capito proprio un c@zzo…io son d’accordo con te sulla piramide e che non siamo noi che dobbiamo rinunciare a quello che abbiamo per rendere più giusto il mondo MA, nella tua patetica ed aggressiva frenesia di trovare sempre colpevoli sui quali vomitare la tua rabbia, non ti sei accorto che si sta parlando di altro: noi, quelli incolpevoli ma che stanno comunque bene, siamo veramente felici? La nostra vita è costruita perché si possa essere felici ed appagati giorno dopo giorno o è fatta di obbiettivi materiali da inseguire e conseguire quotidianamente? Ci si chiede se invece di comprarsi un’auto da 20.000€, non una ferrari, non sarebbe meglio prenderne una da 10.000€ e col resto comprarsi dei libri, passare più tempo con tuo figlio o fare un regalo a tuo padre…la nostra soddisfazione purtroppo tende sempre più ad essere rappresentata dall’acquisizione di nuovi beni materiali seguendo lo stesso meccanismo di appagamento infantile dato dal nuovo giocattolo….e quello che volevo sottolineare io è che non si cambierà il mondo lasciando un giorno casa (per poi magari tornarci, dopo anni, sconfitti) ma restandoci ed assumendo ogni giorno comportamenti virtuosi che, rendendoti veramente felice ed intimamente appagato, possano contribuire, magari impercettibilmente, a migliorare il mondo (risposta a pinolucino)….quello che invece non capisco è cosa c’entri Merlo e quelli che hanno tolto il RdC e quegl’altri che non lo prendono più con la solita tiritera da Zorro di ‘staminkia che dovete infilare dappertutto, anche a commento dell’impollinazione ad opera dei bombi…
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Sono d’accordo su tutto, in modo particolare sull’impollinazione dei bombi 😁 🐝🐝, animali che godono di tutta la mia simpatia e non solo per l’utilità che ricoprono nella catena alimentare ma perché osservarli mentre “s’impollinano” è pura poesia. Buona serata.
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“noi, quelli incolpevoli ma che stanno comunque bene, siamo veramente felici?”
Non esiste nessun “NOI”. Siamo tutti diversi. Ognuno con la sua verità, la sua morale e la sua idea di felicità.
Non so se tutti quelli “che stanno comunque bene” siano felici, ma so per certo che lo sarebbero meno se poveri e pieni di debiti.
So anche che stai volutamente spostando il discorso su “soldi/felicità” mentre io, nel commento a cui hai risposto, avevo avuto da ridire su chi beneficia dello sfruttamento di “loro del sud”. L’argomento “soldi/felicità” non l’ho tirato in mezzo io, ma tu. Se ci sei o ci fai è un problema tuo, non mio.
“è inutile imbrogliare i poveri”
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Ce lo hanno venduto come benEssere, ma era soltanto benAvere.
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Tantissime situazioni, da quando sono giovane, le hanno vendute descrivendole in modo ben diverso rispetto quello che si sono dimostrate essere: merito dei ns. piazzisti politici, ognuno con il proprio copione da recitare, prima delle elezioni, ovviamente. Dal milione di posti di lavoro, alla rottamazione, passando per “faremo una legge sui conflitti d’interessi”. Ma finché al circo andranno persone, i tendoni saranno sempre in piedi. Due soli esempi: la globalizzazione venne descritta come una panacea che avrebbe fatto avvicinare gli ultimi ai primi. Ovviamente si fa per dire, diciamo… i terz’ultimi ai terzi, invece è successo l’esatto contrario; i terzi adesso si trovano al… penultimo posto. Stipendi medi e condizioni di lavoro, anziché migliorare nelle zone depresse, sono nettamente peggiorati da noi (chiaramente non quelli dei dirigenti).
L’Europa unita, l’Europa dei popoli che avrebbe dovuto darci forza, politiche condivise e una moneta che (cit.) “consentirà di lavorare un giorno in meno guadagnando come si lavorasse uno in più”. Poi, al primo “allarme” l’Europa dei popoli, senza più confini, ha alzato barricate e messo gendarmeria ai confini e di condiviso oggi abbiamo solo una guerra, cui diamo sostegno e armi per conto terzi. Anche se – per la verità – in quanto primi produttori in Europa, non è che siamo così vergini, tutt’altro. Eppure c’è chi pensa di cambiare dinamiche incancrenite con una “milionata” di voti a Tizio anziché Caio, come se la storia insegnasse che il cambiamento sia mai avvenuto attraverso le gentili richieste del popolo… sovrano. Insomma, vota Antonio La Trippa.
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