(Tommaso Merlo) – La deriva narcisista dell’umanità sta distruggendo il mondo. Gli esseri umani si credono chissà chi, hanno costante bisogno di ammirazione e controllo e una radicata mancanza di empatia verso gli altri ed il pianeta. È questa la fonte di ogni male che ci sta portando all’autodistruzione. Lo si vede ovunque. Al bar come nei palazzi del potere. Tutti che parlano e nessuno che ascolta davvero. Tutti che gridano confondendo le loro opinioni con la verità e il tifo col ragionamento. Giudicando, aggredendo. Al solo scopo di celare le proprie debolezze e sentirsi vanamente superiori mentre andiamo tutti a fondo senza che nessuno faccia nulla. Una pandemia narcisista impressionante, con le altre persone ridotte a mezzi per i propri scopi oppure a nemici da cui difendersi. Al bar come nei palazzi del potere. Frasi fatte, automatismi mentali ripetuti fino alla noia, tutti rinchiusi nel proprio piccolo mondo incapaci di mettersi nei panni altrui e di mettere i valori prima dei propri interessi. Nessuno che chiede scusa, nessuno che ammette errori, nessuno che fa passi indietro. Tutti all’attacco convinti di essere indispensabili e nel giusto in attesa che cali il salvifico sipario. Una deriva interiore che si è fatta sistema. Egoismo che si è fatto capitalismo e che ha fagocitato tutto. Perfino i cuori delle persone. Rendendoli aridi e in balia di illusorie chimere materiali. Una deriva interiore diventata globale. L’erosione della democrazia dipende dalla perdita di credibilità della politica che a sua volta dipende da classi dirigenti narcisistiche che alla fine pensano solo alla prossima poltrona e a giocherellare col potere. Per sentirsi importanti e ammirati, per accumulare soldi e roba, per combattere assurde battaglie autoreferenziali. Una politica non come umile servizio, ma privilegio. Non come missione, ma carriera. Una politica pavida e senza empatia e quindi sempre più lontana dalla realtà e dal popolo che giustamente risponde ignorando in massa media e urne. Anche la folle brutalità della guerra è resa digeribile grazie alla pandemia narcisista che priva l’essere umano di empatia al punto da disumanizzare i presunti nemici. Così come la distruzione del pianeta in nome del profitto che si spiega con l’assenza di empatia verso la natura e chi verrà dopo di noi. Cocciuta autodistruzione narcisistica. La salvezza è rendersi conto della deriva in atto e cambiare modo di pensare e quindi di vivere. Dobbiamo smettere di cercare fuori risposte che possiamo trovare solo dentro, dobbiamo smettere di sfogare il nostro malessere all’esterno e piuttosto curarlo. Riscoprendo la nostra vera natura di esseri non solo materiali e l’umiltà che deriva dalla consapevolezza di non sapere in realtà nulla, nemmeno cosa sia questa vita. Riscoprendo il nostro misterioso destino comune e la fugacità del nostro passaggio sul pianeta. Restiamo a questo mondo un battito di ciglia e non ha nessun senso sprecarlo per qualche vano sogno di gloria, per accumulare roba che ci lasceremo alle spalle o peggio ancora per ferire i nostri compagni di viaggio. Nessun senso. Il mondo è la conseguenza di quello che l’essere umano ha dentro. La salvezza è quindi evolvere in modo che prevalga la nostra natura amorevole.