(di Massimo Gramellini – corriere.it) – Nella prima uscita pubblica dopo l’elezione, Ilaria Salis rivendica «con orgoglio» il suo sostegno a chiunque occupi le case degli altri, pur mantenendosi sul vago riguardo all’accusa di averne occupata una lei. 

L’occupazione abusiva è un reato, però c’è chi ritiene che in determinate circostanze sia giusto infischiarsene: per esempio, ogniqualvolta il mercato spinge troppo in alto il costo degli affitti.  Ma quando è consentito violare una legge e sostenere «con orgoglio» chi lo fa? Da sempre gli uomini si arrovellano su questo punto e una delle conclusioni a cui sono giunti è che sia lecito non rispettare i codici solo se si vive in un sistema autoritario. 

Ora, il nostro sistema avrà tutti i difetti del mondo, tra i quali l’incapacità di correggere le disfunzioni del mercato è uno dei più evidenti, ma non è autoritario. Se lo fosse, Salis sarebbe ancora nelle carceri ungheresi, da cui è uscita proprio grazie al fatto di appartenere a una società libera che ha acceso su di lei i riflettori dei media, ha sostenuto con forza la sua causa e infine l’ha candidata e votata all’Europarlamento.

L’onorevole Salis ha tutto il diritto e forse anche il dovere di battersi per cambiare le leggi che disciplinano il mercato degli affitti. Non ha però quello di calpestarle. L’Italia è davvero una democrazia meravigliosa, l’unica dove gli esponenti del governo parlano come se fossero all’opposizione e quelli dell’opposizione come se fossero in una dittatura.