(Tommaso Merlo) – Altro che pavoneggiarsi tra i trulli, alla politica serve una tregua olimpica per affrontare la profonda crisi della democrazia. In paeselli paradisiaci come l’Italia, il partito di maggioranza assoluta non si schioda dal divano perché ritiene la politica indegna. E come dargli torto. Son decenni che si passa da una rissa elettorale all’altra e poi non cambia una beata mazza, si susseguono le stagioni ma ci ritrova sempre impantanati tra facce e parole ormai nauseabonde. Ma c’è di più. Oggi in politica non c’è nessun progetto davvero riformatore e tantomeno rivoluzionario e questo mentre il popolo è insoddisfatto e preoccupato per la deriva autodistruttiva in corso ed ambisce ad un cambiamento radicale. Una situazione molto pericolosa e non si capisce se i reggenti facciano i finti tonti oppure lo siano. Servirebbe una tregua olimpica per far luce ed allargare le vedute oltralpe, perché è da là che provengono segnali preziosi. L’estrema destra ha sfondato a Berlino ma anche in Francia dove quella femminuccia di Macron ha perso la trebisonda. Teme l’assalto alla Bastiglia e aizza il popolo a preparare barricate in vista delle elezioni. Povero tontò. Da noi la cosiddetta estrema destra ha trionfato da mo’ e sembra che governi il Pd. Già, il vero potere risiede nei mercati finanziari e nelle lobby anche tecnocratiche e chi vince le elezioni è irrilevante. Grigi o rosa che siano, i reggenti non vanno al di là di qualche provocazione per rinverdire identità giurassiche mentre al popolino non resta che accontentarsi dei dettagli. Basta guardare fuori dalla finestra. Rischiamo un conflitto mondiale, siamo sempre più poveri e nemmeno l’aria è più respirabile, ma le strade sono piene di frociaggine come direbbe Sua Santità mentre al G7 si bisticcia sulla parolina aborto su qualche inutile pezzo di carta. Realtà ed esseri umani da una parte, parrucche partitocratiche e brioche gourmet dall’altra. Ma è da oltreoceano che giungono i segnali più interessanti perché oggi comandano danaro ed armi e quindi gli Stati Uniti. Ad essere incaprettati dalla tirannia del profitto sono loro per primi e se il turbocapitalismo soffoca da loro farà altrettanto da noi. I segnali sono confortanti. Il sogno americano si è trasformato in un incubo, una lobbycrazia in cui tutto si è fatto business e che si appresta a votare. Biden ci ha lasciato, ma la casta democratica alle sue spalle rimane la più detestata dai tempi di Buffalo Bill. A sfidarlo quell’ego altamente tossico e criminogeno di Trump che però è adorato dagli odiatori del sistema e sostenuto ciecamente da frange neofasciste che invece di limitarsi alle chiacchiere come da noi, hanno assaltato davvero la Bastiglia a stelle e strisce causando pure morti. Molti insorti si son già beccati anni di galera e lo stesso Trump è sotto processo, ma il cosiddetto movimento MAGA è in testa ai sondaggi e corre. Nazionalismo d’altri tempi, violenza ed all’intimidazioni da far-west, insofferenza verso le macchinose prassi democratiche, odio verso le diversità e tensioni al punto che si parla apertamente di guerra civile. Ed eccoci all’utilità della tregua olimpica e alla lezione utile per il nostro paesello paradisiaco. I milioni di cittadini che oggi schifano la politica hanno tre alternative. O fanno il segno dell’ombrello e pensano ai fatti loro che tanto non si sta al mondo per sempre e conta il quieto vivere. Oppure attendono democraticamente che vi siano proposte politiche all’altezza delle loro consapevolezze e magari danno una mano per costruirle. Oppure si fanno venire brutte idee fuori dal perimetro democratico. È questo il neofascismo che bisogna temere, non le finte destre estreme europee che una volta nei palazzi si mettono a cuccia delle lobby e dei mercati. Invece di lanciare allarmi ideologici da secolo scorso, bisogna affrontare alla radice le ragioni per cui a furia di far marketing e di rinchiudersi nei palazzi a chiacchierare sul nulla, la politica non rappresenta più i popoli ed ha perso credibilità mettendo addirittura a rischio la democrazia. Impensabile che i reggenti siano talmente tonti da non esserne accorti, ma serve urgentemente una tregua olimpica per far luce anche su quello.