
(Tommaso Merlo) – Bambini e donne fatti a pezzi e carbonizzati. Un orrore infinito. Netanyahu liquida tutto come incidente ma si tratta dell’ennesimo crimine di guerra di cui risponderà. È in corso un genocidio svenduto grottescamente come diritto a difendersi. È in corso un genocidio attuato con armi prodotte e vendute da noi occidentali, paladini dei diritti umani e della democrazia. Le classi dirigenti occidentali si nascondono dietro vuote parole ma non stanno facendo nulla per fermare l’orrore. E anche loro ne risponderanno perlomeno nelle urne. La furia omicida del governo israeliano non si fermerà finché rimarrà senza armi e soldi. Ed è questa l’unica cosa da fare. Bloccare ogni fornitura al governo di Netanyahu, un embargo economico e militare che li costringa a cedere. Inutile infatti appellarsi a valori morali che hanno sempre ignorato o ad istituzioni o leggi internazionali che hanno sempre calpestato e non serve a nulla nemmeno illudersi che daranno retta agli appelli di politicanti che hanno sempre comprato. Un regime militarizzato capisce solo il linguaggio della guerra, devono rimanere senza rifornimenti, devono rimanere senza mezzi sia per offendere che per difendersi. Solo quando la loro sicurezza sarà a rischio, si placheranno. È in corso un genocidio di fatto. Da mesi. Un orrore che sta avvenendo con armi prodotte e vendute da noi occidentali. Già, siamo tutti complici. I cittadini che se ne fregano come i cittadini che tifano, ma soprattutto coloro che hanno il potere di fare qualcosa e non lo fanno, i politicanti che si nascondono dietro insulse frasi fatte, che sminuiscono, che chiacchierano d’altro. Una vergogna epocale che potrebbe essere il preludio di profondi cambiamenti. Il destino ha infatti voluto che in pieno genocidio vi siano le elezioni negli Stati Uniti e in Inghilterra, i due paesi maggiormente responsabili del disastro israelo-palestinese oltre che in Europa. Biden è un dead men walking anche politicamente e con lui verrà sepolta un’intera generazione di tecnocrati democratici per la sua viltà su Gaza. In Inghilterra il leader laburista Keir Starmer sembrava galoppare verso il trionfo dopo il disastro del miliardario indiano ed invece per la sua ambiguità zoppica vistosamente. Anche per le Europee lo spettacolo è vergognoso. Gli illustri candidati avrebbero preferito parlare delle solite fregnacce in attesa dell’ennesima poltrona ed invece sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi per coprire di fatto la propria complicità omissiva. A Bruxelles si parla di indagini e di incriminazioni per complicità della Van der Leyen, altro che confermarla. Appena sale su un pulpito viene contestata per la sua viscida inerzia. Il parlamento europeo è profondamente spaccato e le capitale delle democrazie più evolute sono in subbuglio. Da una parte Gaza dove è in atto un orrore senza fine, dall’altra una nuova coscienza globale che non vuole più assistere a certe porcherie e tantomeno esserne complice, in mezzo una classe politica ipocrita e del tutto inadeguata, una classe politica in balia di lobby e carrierismo che blatera sul nulla mentre bambini e donne finiscono a pezzi e carbonizzati sotto le bombe israeliane made in Occidente. Una vergogna epocale che potrebbe essere il preludio di profondi cambiamenti.
oggi il Merlo è stato superlativo,
i nostri politici si dicono scandalizzati dalle barbarie perpetrate dagli ebrei ma compatti votano a favore della missione Aspide per contrastare i tentativi dello Yemen di bloccare il commercio verso Israele,
pagliacci, solo pagliacci in cerca di poltrone
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Grazie T.M.,
è certo:
il DOPO non sarà “archiviabile”, nel modo “storico”, “perdonismo” di facciata, “le guerre ci sono sempre state”, ” a che servono i tribunali internazionali”, “commercio prima di tutto” and so on.
Ma dipende da noi se sapremo “non perdonare” o nella versione “paracula” limitarci alla sola denuncia o strillo o post o commento magari in un social network .
Sapremo farlo.
PS:
la missione Aspides (non Aspide) non serve a proteggere il commercio fi Israele ma l’argomento richiederebbe una trattazione profonda.
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I primi responsabili sono quelli del club “ma tanto son tutti uguali”.
Gente che ha barattato la verità per poter “indossare” il ridicolo costume di Neo di Matrix, unica cosa che gli interessa.
https://www.fanpage.it/politica/opposizioni-unite-contro-lattacco-a-rafah-conte-e-schlein-fermiamo-la-follia-di-netanyahu/
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Se pace e prosperità delle nazioni dipendessero dagli eletti dal popolo, dovremmo vivere in un mondo quasi perfetto. La storia si ripete (chi ha fatto il militare nel mio periodo, ad esempio, si ricorderà del Libano…), ma l’italiano dimentica facilmente, soprattutto quando si parla di politica. I politici che parlano di “pace” ci sono sempre stati, più o meno votati; peccato che una volta al governo (anche dall’opposizione, fosse vera, potrebbero farsi sentire), nulla faranno – ad esempio – per convertire una ricchissima produzione di armi in altro. In questo senso vorrei ricordare agli smemorati che l’Italia è primo Paese europeo (articolo del 6 marzo 2024) per fatturato, con Leonardo* al tredicesimo posto assoluto con 13,5 miliardi di euro. Magari per altre situazioni siamo ben oltre il 50imo posto, però nella produzione armi risultiamo davanti a nazioni come Francia, Uk, etc… Insomma, come “inquinamento”, sostenibilità, etc., sono argomenti sulla bocca di tutti in campagna elettorale. Poi, una volta sulla cadrega, trovano ostacoli insormontabili. Anch’io convinto che “non tutti siano uguali”, peccato che poi, la strada maestra, porti sempre nella stessa direzione: soldi.
* Leonardo, per chi non lo sapesse, è un colosso controllato al 30% dallo Stato.
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Se in Europa il terrorismo islamico anti israeliano (e non solo) conoscerà un’altra stagione, non lo sappiamo con certezza ma temo probabile che quest’immenso dolore palestinese, peraltro in aumento, cercherà di trovare un canale di sfogo. Naturalmente la situazione esistenziale in Palestina peggiorerebbe senza l’indignazione popolare che ha finora suscitato in tutto il mondo. Netanyahu si farebbe ancor meno scrupoli nel perseguire “la soluzione finale”(sic!) della popolazione di Gaza e Cisgiordania, allo scopo di realizzare il sogno sionista di una Palestina TUTTA israeliana. Sarà solo un dettaglio se la popolazione palestinese verrà espulsa oppure sterminata (forse una via di mezzo). Ormai abbiamo capito che la cinica determinazione della classe dirigente israeliana e dei suoi complici internazionali non conosce limiti e ostacoli.
Mi chiedo se la situazione avrà un riflesso positivo sulle elezioni. Il realistico pessimismo dell’intelligenza non mi lascia ben sperare. Chissà se l’ottimismo della volontà…
Cmq, qualcosa di imprevedibile succederà. Non si sa cosa, ma succederà. La STORIA non ne è mai stata avara.
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Potenti schiavi complici ignavi di più o meno occulti poteri superiori che lasciano nei fatti perpetrare i peggiori orrori a decretare le sorti di indifesi derelitti lasciando impuniti i delitti compiuti da coloro, “democratici amici” ritenuti e tali sbandierati. Pare però che in molti ci si sia svegliati dinanzi ad un’evidenza che rimorde la coscenza e ci lascia la speranza che finisca questa rivoltante e criminale disumana e vile mattanza.
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Magari così fosse poetastro,
e non vorrei fare il maestro,
però non finirà la mattanza,
i morti saranno mai abbastanza.
Il centro del mondo sono i soldi,
a vantaggio di pochi manigoldi,
ben difesi e sempre protetti
dai politici da noi eletti.
In eterna, infinita ipocrisia,
i contrari, Dio denaro, zittisce e… via.
Perché tra il dire e il fare,
ci starà, sempre, di mezzo il mare.
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