
(Andrea Zhok) – Ieri, salgo in treno a Milano alle 6 di mattina, è l’8 maggio e sono bardato come in gennaio. Sono 15 gradi e ha smesso di piovere da poco.
A memoria personale non ricordo una primavera più fredda. Fino a venti giorni fa accendevamo la stufa. Degli anni scorsi porto le foto di grigliate pasquali in canottiera. Mi risulta che questa sia stata esperienza comune in tutta Europa.
Ecco, come salgo sul treno, sullo schermo nel corridoio campeggia il titolo: “Dati Copernicus: E’ stato l’aprile più caldo della storia.”
Ecco, lo so che farò arrabbiare alcuni amici ecosensibili (lo sono io stesso), ma non posso fare a meno di notare che delle due l’una:
o mentre l’Europa andava in giro con il piumino, simultaneamente in Australia friggevano le uova sulla testa dei canguri, oppure questi dati sono affidabili quanto i dati sui vaccini, i debunking di Open, o la pubblicità dei dentifrici che sbiancano più bianco del bianco (lo assicura il 93,7% dei dentisti).
E qui sotto c’è naturalmente un problema serissimo, che metto giù schematicamente.
1) E’ certo che chi detiene il potere ama i meccanismi emergenziali, che consentono di avocare a sé poteri speciali, di abbreviare procedure operative, sacrificare la trasparenza, chiedere finanziamenti straordinari con destinazioni opache, implementare sistemi di sorveglianza e controllo, ridurre le garanzie e i diritti individuali, ecc.
2) Tra le varie forme di richiamo all’emergenza (terrorismo, guerra, epidemie, cataclismi naturali, spionaggio, ecc.) le emergenze che si richiamano a motivazioni che nessun individuo può accertare direttamente (con testimonianze, foto, ecc.) conferiscono un potere assolutamente straordinario a chi controlla le modalità di accertamento.
3) Tutte le emergenze che hanno alla loro radice variabili rilevabili soltanto con sistemi scientifici complessi (es.: minacce pandemiche o climatiche) sono totalmente nelle mani delle autorità che controllano le modalità di accertamento.
Ne segue che:
4) Quando vi sono ragioni per non avere piena fiducia nelle autorità, è legittimo sorga il sospetto che le minacce emergenziali che si rifanno a dati scientifici siano manipolate.
Inutile dire che questa situazione rappresenta un bel problema, perché di diritto è chiaro che possano esservi eventi realmente minacciosi per la collettività che realmente possano essere rilevati soltanto con sistemi di investigazione scientificamente complessa, non attingibili altrimenti (un simpatico modo di perculare questa dinamica sociologica la si trova nel film “Don’t look up!”).
Solo che questo fatto dovrebbe consigliare chi detiene il potere di fare uso dell’informazione scientifica di interesse pubblico con estrema acribia, cautela e trasparenza, consentendo la più vasta dibattibilità pubblica, perché perdere la credibilità in questioni del genere è un attimo, e le conseguenze sono gravi.
Purtroppo negli ultimi anni l’informazione scientifica di interesse pubblico è apparsa devastantemente asservita in mille forme ad agende politiche momentanee, agli interessi finanziari di influenti corporations, operando con l’opposto della trasparenza, e alimentando l’opposto della pubblica dibattibilità (con le sanzioni e la censura).
E questo ci conduce al momento presente in cui, spiace dirlo, ma oramai quando qualcuno ci porta un “dato scientifico ufficiale” a sostegno di una prospettiva catastrofista ed emergenziale l’impulso primario è, ragionevolmente, di cambiare canale, perché gli spot pubblicitari cerchiamo di saltarli.
Recuperare questo livello di discredito sarà un’impresa lunga e accidentata.
il termometro è una convenzione
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Le scale termometriche sono una convenzione; il termometro è uno strumento.
Nel momento in cui la scala è accettata e condivisa diventa uno standard di misura.
Vale per le termometriche e per tutte le altre; metro, Kg, Watt ecc ecc.
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e tu con chi ti metti? Guarda gli asini che volano
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Aiuterebbe moltissimo ad evitare confusione , che chiunque goda di una qualche notorieta’ od abbia un palcoscenico privilegiato dal quale esternare, si limitasse a farlo su questioni di stretta competenza e non si avventurasse in campi dei quali ha conoscenza poca o nulla. Se avete male al ginocchio andate dall’ortopedico o chiedete consiglio all’amico smanettone sul web ??
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Che pena!
Oltre all’esercizio di (vuota) retorica, il testo di Zhok, gronda una crassissima ignoranza su come funziona la scienza.
Confondere il METEO col CLIMA è da vero pivello. Vero, prof?
Il film “Don’t look up!” si focalizza sul micidiale rapporto tra informazione e decisore politico col contorno di umanissime ambizioni e tornaconti personali…
P.S.
Basta insegnare filosofia per essere appellati filosofo?
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Basta insegnare filosofia per essere appellati filosofo?
No, non basta, ma è necessario. Mentre non serve a niente del tutto chiamarsi Gufaccio (o ED) per permettersi di metterci il becco!
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Il punto che Zhock solleva, e per farsi domande basta smettere di delegare il cervello al Potere, è che dall’Illuminismo all’epoca pandemica abbiamo dogmatizzato la scienza, accettando qualsiasi “verità” calata dal potere politico-economico che ha sempre più veicolato settori di ricerca e risultati scientifici e ne ha imposto le narrazioni come assolute, incontestabili, inconfutabili e privando i cittadini o esperti con risultati differenti del diritto di dialogo, critica, approfondimento e persino di accesso a dati, protocolli, parametri, documenti, curricula e contratti.
È un dato oggettivo e esperito che, dopo un’ondata di caldo siamo tornati a una stagione più fredda e piovosa. Ritengo sia un errore su entrambi i fronti valutare solo questa breve finestra di tempo per compararla con un tendenziale di innalzamento delle temperature che va inserito in una finestra temporale comunque limitata ai dati raccolti solo dal 1880 (finestra assai breve rispetto all’età del pianeta per valutare un tendenziale e una proiezione). Andrebbe parimenti valutata l’incidenza delle politiche di cloud seeding e controllo climatico che sono ormai di dominio pubblico, pubblicizzate senza più segreto da organismi internazionali e Stati sovrani.
Il fatto che Biden ventili i pieni poteri per la gestione dell’emergenza climatica o che siamo in atto agende internazionali che puntano di fatto a una drastica riduzione dell’attività antropica (e quindi del numero di esseri umani?), fa sorgere più di qualche perplessità sulle modalità e sul fine ultimo delle politiche…..visto che nessuna decisione ha mai avuto fini umanistico-esistenziali….
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“…Volendo separare radicalmente le scienze da ogni principio superiore, col pretesto di assicurare loro l’indipendenza, la concezione moderna toglie ad esse ogni significato profondo e perfino ogni vero interesse dal punto di vista della conoscenza, e così facendo non fa che introdursi in un vicolo cieco, dal momento che le confina in un dominio irrimediabilmente limitato. Peraltro, lo sviluppo che si effettua all’interno di questo dominio non è certo un approfondimento, come immaginano certuni; esso resta invece del tutto superficiale e si sostanzia in quella dispersione nei dettagli che abbiamo già segnalato, nonché in un’analisi tanto sterile quanto penosa; ed un tale sviluppo può proseguire indefinitamente senza che si avanzi di un sol passo nella via della vera conoscenza. Ma in effetti, gli Occidentali, in
genere, una scienza siffatta non la coltivano certo per se stessa: ciò che loro
hanno soprattutto in vista non è certo una conoscenza, foss’anche di ordine inferiore, quanto le applicazioni pratiche che possono derivare da tale scienza, e per rendersi conto che le cose stanno effettivamente così basta vedere con quale facilità la maggior parte dei nostri contemporanei confonde scienza ed industria, e quanto sono numerosi coloro per i quali l’ingegnere rappresenta il tipo stesso dello scienziato…
…La civiltà occidentale ha, fra le altre pretese, quella di essere essenzialmente «scientifica»; sarebbe opportuno precisare meglio che cosa s’intenda con tale parola, ma di fatto questo generalmente non si fa, poiché essa è una di quelle a cui i nostri contemporanei sembrano annettere una
sorta di potere misterioso, indipendentemente dal loro significato. La
«Scienza», con la maiuscola, come il «Progresso» e la «Civiltà», come il
«Diritto», la «Giustizia» e la «Libertà», è anch’essa una di quelle entità che
è meglio non cercare di definire, e che rischiano di perdere tutto il loro
prestigio non appena si incominci ad esaminarle un po’ troppo da vicino.
Tutte le cosiddette «conquiste» di cui il mondo moderno va tanto fiero
si riducono così a grandi parole dietro le quali non c’è nulla, o molto poco:
«suggestione collettiva» abbiamo detto; illusione che, per essere condivisa
da tanti individui e mantenersi come fa, non può essere spontanea; [Ma] non è questo il punto che ci interessa maggiormente; ci limiteremo a constatare, ora, come l’Occidente attuale creda alle idee alle quali abbiamo accennato, se pure idee si possono chiamare, qualunque sia il
modo in cui questa credenza si è formata. Idee vere e proprie non sono, perché molti di coloro che pronunciano queste parole con la più grande convinzione non hanno nel proprio pensiero niente di ben definito che vi corrisponda; in fondo, nella maggior parte dei casi non si tratta che dell’espressione – si potrebbe addirittura dire della personificazione – di
aspirazioni sentimentali più o meno vaghe…“.
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di chi sono queste citazioni?
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Guènon?
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Guénon! Sì…
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Ed è molto interessante questa disamina risolutiva della finta opposizione tra sentimento e ragione, condizioni oltre alle quali, i moderni non sanno elevarsi, e nelle quali sgazzano come carpe in uno stagno limaccioso, credendosi dei delfini:
“…Si è prodotto infatti un fenomeno di una singolare ironia: coloro che hanno voluto rovesciare tutti i dogmi hanno creato, per loro uso e consumo, non diciamo un dogma nuovo, ma una caricatura di
dogma, che sono riusciti a imporre al mondo occidentale nel suo insieme;
così si sono affermate, con il pretesto dell’«affrancamento del pensiero» e
sotto la forma dei differenti idoli, i principali dei quali abbiamo enumerato
precedentemente, le credenze più chimeriche che si siano mai viste.
Di tutte le superstizioni predicate proprio da coloro che si fanno un dovere di declamare in ogni occasione contro la «superstizione», quella
della «scienza» e della «ragione» è la sola che, a prima vista, non sembri poggiare su un fondamento sentimentale; esiste però talvolta un
razionalismo che altro non è se non sentimentalismo travestito, com’è
dimostrato largamente dalla passione che i suoi fautori dimostrano e dall’odio di cui danno prova contro tutto ciò che contrasta con le loro tendenze od oltrepassa la loro comprensione. Ad ogni modo, poiché il
razionalismo corrisponde a un indebolimento dell’intelletto [quanti ancora che si professano degli intellettuali (o tra quelli che li definiscono tali) per il fatto che ragionano, sono coscienti della differenza specifica che intercorre tra ragione e intelletto? ndr.], è naturale che il
suo sviluppo vada di pari passo con quello del sentimentalismo, come abbiamo spiegato nel capitolo precedente; per altro, ciascuna di queste due
tendenze può essere rappresentata più particolarmente da certe individualità
o da certe correnti di pensiero, e, a causa delle espressioni più o meno esclusive e sistematiche che queste sono portate ad adottare, possono anche sorgere tra di esse dei conflitti apparenti, i quali, agli occhi degli osservatori
superficiali, dissimulano una solidarietà profonda.”.
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Titolo del trattato citato?
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Sono due incisi tratti da due libri diversi:
La Crisi del mondo moderno e Oriente e Occidente.
Nel caso non volessi il cartaceo ti metto i link dai quale potrai scaricarti gratuitamente i libri in formato pdf:
https://ia601005.us.archive.org/0/items/20simbolidellascienzasacra/04%20Oriente%20e%20Occidente.pdf
https://ia801005.us.archive.org/0/items/20simbolidellascienzasacra/07%20La%20crisi%20del%20mondo%20moderno.pdf
Purtroppo, in questo ultimo link manca l’ultimo capitolo, invero interessantissimo, “Qualche conclusione”.
Buona lettura.
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Grazie Gatto 🐈⬛ ❤️
Mi procurerò un cartaceo magari di seconda mano….sono vecchia scuola e i libri preferisco averli e consultarli nella mia piccola biblioteca.
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Acquistato dal tuo link. Ora attendo arrivi.
Per Oriente e Occidente procederò appena mi rispondono 😅
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I titoli dei capitoli a cui ho fatto riferimento sono rispettivamente:
“Scienza sacra e scienza profana”
e
“La superstizione della scienza”.
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Allora ti devo avvisare che la traduzione de “La crisi del mondo moderno”, edita dalle Mediterranee, è falsata dalla particolare “equazione personale” – come il traduttore amava definire il limite intellettuale di un individuo – di Julius Evola. Ti consiglio perciò la nuova edizione che da poco è uscita per i tipi di Studi tradizionali.
Ecco il link diretto per l’acquisto:
http://www.rivistadistuditradizionali.it/crisi-mondo-moderno-rene-guenon
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Ho trovato un’edizione Arktos – Oggero Editore (credo anni ‘80 ma sono in attesa di info) e un’altra di Luni Editrice (più moderna)
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No, Arktos lascia stare, prendi Luni. Ovviamente si sta parlando di Oriente e Occidente.
L’altra è un’edizione nuova quindi non credo la troverai di seconda mano, ma sono comunque 12 €, poca roba…
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«E questo ci conduce al momento presente in cui, spiace dirlo, ma oramai quando qualcuno ci porta un “dato scientifico ufficiale” a sostegno di una prospettiva catastrofista ed emergenziale l’impulso primario è, ragionevolmente, di cambiare canale, perché gli spot pubblicitari cerchiamo di saltarli.»
Ecco, l’hai detto, caro Zhok. Ci siam rotti le palle, non se ne può più di tutto. Per estensione del tuo ragionamento, che trovo corretto, uno accende il computer (o la TV o la radio se è per quello, ma non usandole mi riferisco dunque alle mie abitudini personali), va su qualsiasi portale di informazione (qualsiasi, anche il FQ insomma) e legge di guerra Russo-Ucraina e Terza Guerra Mondiale con le bombe nucleari, e/o di CoVid (per dirne due), ulula in silenzio “Eeeehhh, ma che ddu’ palle!” e mentre scaramanticamente si tocca per di sotto, clicca altrove… Certo, è la reazione di chi significa che se lo può permettere perché non stanno bombardando la sua casetta, non la sua terra, non stanno ammazzando i suoi vicini e i suoi amici e familiari son vivi e vegeti e non in qualche ospedale, ma è un peccato in genere, si perde la sensibilità, si perde l’interesse, si perde la capacità di mantenere tra le cose importanti una serie di avvenimenti essenziali (anche se preferirei dire “esiziali”) nella nostra vita, però è oggettivamente vero che la sopportazione non sia infinita. Son anni – sicuramente dal 2022 – che il anche il più scemo ha capito che ci stiano manipolando con informazioni costruite ad hoc – non dico necessariamente fasulle, ma quanto meno confezionate a modino per attrarre la nostra attenzione – tanto per mantenerci nell’ansia facendoci perdere la capacità critica e certamente quella analitica. Non puoi durare all’infinito, è fisicamente impossibile, a meno che tu non sia comunque dotato di simili capacità per natura, cosa secondo me rara. Come si dice a Firenze, “Un po’ e un po’, ma un po’ è un po’…», sicché a un certo punto molli. Col risultato che adesso, oggi, a quel che leggi, a quel di cui senti ragionare i cervelloni tutte le sere in TV su TelePollajo2000 e inizi pure a metter in dubbio i vari opinionisti e “divulgatori” sul Tube, non credi più a una parola che sia una e come per incanto, una mattina ti svegli alla Q-lo e ti ritrovi a esser un complottaro DOCG… Hai la pelle più spesssa, lo stomaco di ferro, il fegato una pietra e in generale sei diventato tecnicamente uno str0nz0 che si chiude nel suo bozzolo e pensa ai ca§§i propri sbattendosene di tutto e di tutti. Bella fregatura. 😕
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esiste però talvolta un
razionalismo che altro non è se non sentimentalismo travestito, com’è
dimostrato largamente dalla passione che i suoi fautori dimostrano e dall’odio di cui danno prova contro tutto ciò che contrasta con le loro tendenze od oltrepassa la loro comprensione.
Azz… questa frase si attaglia a più di qualche commentatore di questo sito.
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Uff…le vostre sono seghe mentali, di natura autoreferenziali.
Per “cambiamenti climatici” si intendono le variazioni a lungo termine delle temperature e dei modelli meteorologici.
Queste variazioni possono avvenire in maniera naturale; tuttavia, a partire dal 19° secolo, le attività umane sono state il fattore principale all’origine dei cambiamenti climatici, imputabili essenzialmente alla combustione di combustibili fossili (come il carbone, il petrolio e il gas) che produce gas che trattengono il calore.
Fonte: Nazioni Unite
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Nessuno nega il contributo dell’attività antropica. Si mettono in discussione le metodiche utilitaristiche e capitaliste utili solo al totalitarismo.
Non abbiamo bisogno della UN per vedere gli effetti deleteri e ignobili della tecnica e della scienza piegate al capitalismo schiavista e inquinante.
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Capitalismo schiavista e inquinante presente su tutto l’orbe terracqueo.
Gli Usa sono i maggiori responsabili per emissione procapite, la Cina in numeri assoluti, ma pesano troppo anche nazioni con meno abitanti in proporzione, Russia o in forte crescita economica, India e Brasile.
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Esiste un’enciclopedica produzione scientifica, nazionale e mondiale, prodotta da istituti di ricerca PUBBLICI e messa a disposizione gratuitamente del singolo cittadino che volesse consultarla.
La prima, ignorantissima, obiezione da rivolgere all’esibizionismo di Zhok verte sulle anomali escursioni termiche registrate nell’ultimo mese, con temperature attorno ai 30°C di inizio aprile precipitate ai 4/5° C in pianura a inizio maggio, accompagnate da copiose nevicate oltre i 1.000 metri di quota dalle Alpi agli Appennini.
Le trova normali?
Ritiene essere nella norma i sempre più frequenti uragani e trombe d’aria lungo le coste della nostra penisola?
Di seguito un articolo dell’ ISPI, corredato da grafici e risposte commentate agli interrogativi più pertinenti riguardo al cambiamento climatico.
È stato redatto con un linguaggio scorrevole e comprensibile da un qualsiasi Zhok di passaggio, per forma mentis allergico ai numeri (Pur essendo un filosofo).
https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/fact-checking-i-cambiamenti-climatici-10-grafici-32170
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“….Quando vi sono ragioni per non avere piena fiducia nelle autorità, è legittimo sorga il sospetto che le minacce emergenziali che si rifanno a dati scientifici siano manipolate.
Inutile dire che questa situazione rappresenta un bel problema, perché di diritto è chiaro che possano esservi eventi realmente minacciosi per la collettività che realmente possano essere rilevati soltanto con sistemi di investigazione scientificamente complessa, non attingibili altrimenti…”
Non ho capito in cosa consista la difficoltà a comprendere quello che scrive Zhok.
Che da filosofo ( lo è) e studioso di Filosofia Morale e Antropologia filosofica pone la questione sulla delegittimazione del Potere e delle conseguenze in tema di credibilità.
Il tema non è “ci credo”, “non ci credo”, ma quanto sia disarmante, diseducativo, sospetto e contraddittorio il pulpito che il Potere offre a coloro che in tema scientifico sostengono una vulgata. Mentre nel confronto tra tesi contrapposte, non di imbecilli Vs. persone intelligenti, ma di esperti e competenti di visioni diverse può emergere una salutare sintesi.
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In estrema sintesi, allora, e brutalmente si può dire questo: che il confronto è tra imbecilli sicuri di sé e imbecilli con dei dubbi.
Il problema, se hai letto quanto ho sopra riportato, non è esterno alla scienza, ossia di manipolazione della stessa da parte di interessi che dovrebbero esserle estranei, almeno non lo è che marginalmente e come mera conseguenza di qualcosa di molto più profondo .
No, il vero ed unico problema è intrinseco ed è esclusivamente di natura epistemologica (più che altro nel senso antico del termine che era equivalente a gnosi e non solo come “teoria della conoscenza”).
E anzi, è proprio la sua impotenza conoscitiva che fa sì che si possa, non solo facilmente, ma inevitabilmente manipolare.
Lo stesso autore che ho citato, profeticamente, così si esprimeva in una lettera privata ad un suo interlocutore nel 1949:
“Oggi tutto è falsificato; si vogliono obbligare le persone a vivere artificiosamente per trasformarle più facilmente in delle specie di macchine, e la medicina ha sicuramente un grande ruolo da svolgere nella realizzazione di questo piano diabolico”!
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“A memoria personale non ricordo una primavera più fredda”
Io vivo in provincia di Taranto e a memoria non ricordo una primavera più calda.
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Leggo alcuni commenti e mi domando se manchi la capacità di comprensione del testo…..
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O incapacità di comprendere IL CONTESTO, più che il testo.
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Molte persone pensano che i cambiamenti climatici significhino essenzialmente temperature più elevate.
Tuttavia, l’innalzamento della temperatura è solo l’inizio della storia. La Terra è un sistema in cui tutto è collegato e, pertanto, i cambiamenti in una zona possono influenzare i cambiamenti in tutte le altre.
Attualmente fra le conseguenze dei cambiamenti climatici figurano siccità intense, scarsità d’acqua, incendi gravi, innalzamento dei livelli del mare, inondazioni, scioglimento dei ghiacci polari, tempeste catastrofiche e riduzione della biodiversità.
Questa nota è contenuta in una pubblicazione dell’ONU che di seguito allego.
Tali conseguenze su descritte sono verificabili empiricamente anche dai filosofi concentrati sull’origine della rava e della fava. A meno di non essere composti di pura essenza spirituale avranno occhi per guardare, orecchie per ascoltare ed epidermide per provare gli effetti delle bombe di calore sconosciute, a noi abitanti di latitudini storicamente temperate, fino a qualche decennio fa.
Gli eventi meteo estremi stanno diventando la regola, come le precipitazioni pluviali mensili che si concentrano in poche ore. Oppure temperature con picchi che si avvicinano pericolosamente ai 50°C anche sul territorio italiano.
https://unric.org/it/che-cosa-sono-i-cambiamenti-climatici/
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La temperatura più alta mai registrata in Italia è di +48,8°C, registrata il 10 agosto 2021 a Floridia, in provincia di Siracusa, in Sicilia.
Nota di colore:
Floridia è il comune di nascita di Gaetano Auteri, allenatore della mia squadra del cuore.💛❤️
Fine ricreazione.
Commento tecnico-scientifico
Stica, Meco, Anve.
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ripeto e rafforzo la mia impressione circa la comprensione del testo di Zhock: si discute di aver appaltato ogni diritto e capacità critica a una scienza al soldo del Potere; non ci leggo un negazionismo preconcetto circa gli oggettivi disastri ambientali causati dall’attività antropica.
A mio avviso però stiamo chiedendo a Barabba di salvare l’umanità e stiamo, di nuovo, crocifiggendo Cristo (per i religiosi: non è mia intenzione essere blasfema); e la scienza è finanziata dai Barabba moderni. Nessuna soluzione “ambientalista” può giungere da capitalismo e industria, tantomeno dalla tecnica e dalla tecnologia che sono l’antitesi della vita.
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Continuate a vivere nella vostra bolla.
Alla fine la vostra critica di principio a quale cambiamento reale approderebbe?
Le colpe sono equamente divise all’ interno del G20. Capisco che il disprezzo venga canalizzato verso gli USA, primi produttori di inquinamento procapite, ma sulla Russia abitata mediamente da straccioni che è prima per inquinamento rapportato al Reddito procapite disponibile nulla da contestare?
Gli abitanti delle due maggiori metropoli, Mosca e Pietroburgo, vivono e consumano all’occidentale maniera. Gli altri sono pezzenti che sopravvivono con un’ Agricoltura di sussistenza e di espedienti. Poi si alcolizzano per crepare prima e mantenere bassa l’età media della popolazione, soprattutto quella maschile.
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Buona continuazione.
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Avendo avuto in passato il patentino per la manipolazione dei gas tossici ( nel mio caso anidride solforosa, ammoniaca e acido fluoridrico, bestia veramente brutta l’ultimo) facevo le visite mediche aziendali con cadenza semestrale.
Quando ricevetti l’ultimo referto vidi che il colesterolo totale nel sangue era un pò sopra i limiti; c’era l’asterisco.
Siccome ritengo di avere una memoria alquanto buona mi ricordai del penultimo referto; andai a fare il confronto e mi accorsi che in valore assoluto il colesterolo non era cambiato, erano cambiati i limiti; andai a vedere i referti passati e mi accorsi che il colesterolo, nel corso del tempo era passato da 220 a 180 mg/dl.
Perchè racconto questo piccolo aneddoto? Per dire che i soldi con cui si finanzia la ricerca, hanno un forte potere di condizionamento, le lobbies; su questo non c’è dubbio.
Cercando di capire il perchè di questi cambiamento dei limiti, scoprii che le aziende farmaceutiche avevano fatto azione di lobbing per ridurli in modo tale da vendere più prodotti contro il colesterolo, contando sulla paura della gente; poi c’è il problema di chi “detentore(?)” del potere ha accondisceso alla riduzione di tali limiti.
Tuttavia, se c’è un pò di senzo critico, l’ostacolo può essere superato.
Loro ci provano, sta a noi difenderci; avere conoscenze è utile, ma lo è anche non averne a condizione di sapersi porre delle domande.
Non tutta la scienza e/o la tecnica è corrotta; è da decenni che tanti addetti ai lavori dicono che l’uso intensivo dei combustibili fossili ha effetti avversi; le lobbies hanno provato a resistere, alla fine l’evidenza di tali effetti c’è e piano piano si sta cercando di porvi rimedio.
Anche la stessa teoria economica, nel suo insieme, non è di per se dannosa.
Le macchine del 1980, a parità di condizioni di marcia, non avevano gli stessi consumi di una vettura del 2000 o di quelle di oggi.
La ricerca sulla fusione nucleare a scopi energetici sta facendo passi notevoli
La concorrenza, quella vera, ha, dopotutto, i suoi lati positivi.
Come disse un Tale che appesero in croce un paio di millenni fa, il male non risiede nelle cose ma in come l’uomo le utilizza.
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“poi c’è il problema di chi “detentore(?)” del potere ha accondisceso alla riduzione di tali limiti.” Bravo, qui casca l’asino, facendosi assai male. In parlamento risulta ci sia una stanza dove rappresentanti delle lobbies possono parlare con i politici, lontani da occhi indiscreti e orecchie ancor più petulanti. Strano, eh? Però non c’è l’area riservata dove parlamentari possano incontrarsi con… Cipputi. Nemmeno una piccola stanza, che so, un ripostiglio, un gabinetto, inteso come “cesso”. Poi scopri, ovviamente si tratta di pura combinazione, che le leggi sono sempre a FAVORE dei primi a discapito del Cipputi. Naturalmente è il destino (cinico e baro), un fato (purtroppo non una fata…) che lo Stato abbia svenduto le nostre autostrade a privati che – sempre per precisione – non sono di Cipputi. Ed è sempre accidentale che abbiano sottoscritto con i privati un contratto capestro, con regole e commi tutti a vantaggio loro che, stranamente, non sono Cipputi.
Perché la vita è una cassapanca piena di soprese, per noi. Per altri, politici e lobbisti, piena di soldi.
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