Lo storico e filologo in aula. È accompagnato dal suo avvocato, Michele Laforgia. Il docente aveva definito la presidente del consiglio «neonazista nell’animo». Il giudice si riserva

(di Rosarianna Romano – bari.corriere.it) – Luciano Canfora, 81 anni, ha varcato l’ingresso del tribunale di Bari alle 9.25 del 16 aprile con lo sguardo alto e stringendo il bastone, accompagnato dal suo avvocato, Michele Laforgia. Si è aperta stamattina l’udienza predibattimentale del processo in cui lo storico, filologo e professore emerito dell’Università di Bari è imputato per diffamazione aggravata nei confronti della presidente del Consiglio Giorgia Meloni difesa dall’avvocato Luca Libra che sostituisce Andrea Del Mastro, sottosegretario alla giustizia (per questo non può esercitare la professione forense). Per la pubblica accusa ci sono il procuratore aggiunto Giuseppe Maralfa e il sostituto procuratore Giuseppe Dentamaro, che hanno ribadito la richiesta di avviare il processo per Canfora.
Meloni parte civile
La premier si è costituita parte civile mentre la difesa del filologo ha chiesto il non luogo a procedere perché il fatto non sussiste «o comunque – spiega Laforgia – perché non punibile» tenuto conto dell’esercizio del «diritto di critica politica di cui all’articolo 51 del codice penale in relazione all’articolo 21 della Costituzione». Il giudice si è riservato di decidere e la Camera di consiglio dovrebbe terminare alle 14,20 con la lettura del dispositivo. L’episodio risale all’11 aprile 2022, quando la premier era parlamentare dell’opposizione e alla guida del governo c’era Mario Draghi.
Le parole durante il dibattito sull’Ucraina in un liceo
Canfora era stato invitato a parlare nel liceo scientifico Enrico Fermi di Bari in occasione di un incontro sul conflitto russo-ucraino. È qui che il filologo ha definito Meloni «neonazista nell’animo». Ma nel mirino ci sono altre parole pronunciate dal filologo verso la premier, definita «poveretta» e «trattata come mentecatta». Parole per cui Meloni ha deciso di querelare Canfora e nei confronti del professore la Procura di Bari ha chiesto la citazione diretta in giudizio. Davanti al tribunale in piazza Saverio Dioguardi, a sostegno del filologo, l’Anpi ha organizzato un presidio. «In bocca al lupo professore», hanno detto al filologo i rappresentanti dei comitati pugliesi di Bari, Santeramo e Altamura, presenti insieme a Cgil, Link, Unione degli Studenti, Zona Franka e l’Osservatorio regionale sui neofascismi. «Nella costituzione sono sanciti dei diritti e delle libertà che sono messe sotto attacco – hanno detto i rappresentanti dell’Anpi . Chi esprime un pensiero, chi critica è sotto attacco: dagli intellettuali sotto processo agli studenti manganellati. Il caso di Canfora è un esempio. E ci sono motivi per essere preoccupati e per essere presenti oggi».
In effetti ,se dai del nazista a uno che ammazza 35000 civili di cui la metà minori, ti becchi una bella denuncia per odio razziale e istigazione all’ antisemitismo . Quindi il caso “Canfora” non mi stupisce affatto,anche se la Meloni si è offesa più perché gli ha dato della mentecatta e non per essere accusata a “Azovsismo”.
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