(Stefano Rossi) – Ci vorrebbe un pallottoliere per raccogliere le bugie di Michele Serra.

Ne ho ricordate tante: M5S, scie chimiche e le interrogazioni parlamentari che, in verità, sono  tutte della sinistra; il Vaticano e il CAI erano d’accordo affinché non vengano poste altre croci sulle vette di montagna (il Cai lo ha sconfessato e si è dimesso pure un alto associato e il Vaticano ha preferito tacere); quando se la deve prendere con le armi per la difesa personale, lui, come tutti, parlano degli Usa e mai della Svizzera, dove sono permesse quelle lunghe e non mi pare che ci siano problemi di sparatorie. L’elenco è lungo, quindi, vengo al dunque.

Michele Serra è ateo e, da tempo, non manca occasione per omaggiare papa Francesco. Lo ha fatto ieri su Repubblica.

Il motivo? Il papa avrebbe dato disposizioni per il suo funerale che dovrà essere il più semplice possibile, senza il catafalco; sarà chiuso nella bara “come in tutte le famiglie”, spiega Serra.

Sul catafalco mi trova perfettamente d’accordo, ma se dice che lo fanno tutte le famiglie sbaglia di grosso. Quali famiglie?

Quelle italiane certamente.

Eppure, uno come Michele Serra, tanto prono ai diritti degli immigrati lo dovrebbe sapere.

Ricordiamo tutti il catafalco, o meglio, la bara aperta di Pelè.

In Africa è notorio che il defunto è messo in bella vista affinché tutti lo possano vedere e piangere.

Nelle Filippine, addirittura, vengono sottoposti a pratiche di mummificazione per tenere il defunto alla vista dei parenti che lo pregano e piangono per giorni.

Segue tutta l’America Latina. Spesso è la miseria che impone l’esposizione del defunto non essendoci proprio una cassa di legno.

Mi cade proprio verso le popolazioni più umili e ultime della terra.

Siamo noi occidentali che abbiamo rimosso il defunto, il cadavere, la morte.

In altre parti del mondo la morte non può fare paura. È lì, appena fuori l’uscio di casa.

Ma Michele Serra omaggia Bergoglio perché, dice lui, è un uomo semplice; e scrive: “Chi detesta Bergoglio perché lo considera eterodosso e poco dogmatico, deve spiegare prima di tutto a se stesso che cosa c’entra Dio con i troni, gli ori, la forma (controriformista) che fa della religione una replica del potere”.

Cioè, Michele Serra, passa dal catafalco, al trono, a Dio, con la semplicità di un neonato.

Ma come si fa ad essere così banali?

Ma quest’uomo è consapevole che se non ci fossero stati i papi medievali a contenere, civilizzare, convertire, in alcuni casi, i vari barbari che si sono succeduti in Italia, oggi, saremmo tutti un’altra cosa da quello che siamo stati e siamo?

E’ consapevole che i papi del Medioevo non avevano eserciti ma una fortissima influenza spirituale che dominava in tutta Europa?

E’ consapevole che gli imperatori, con tutti gli eserciti sanguinari, facevano a gomitate per farseli amici e farsi incoronare dalle loro mani?

Quel  gesto è giunto sino a Napoleone che la corona se la mise in capo da solo per evitare quello che capitò a Carlo Magno.

Ancora oggi la Chiesa esercita un potere che lungi dal trarre origine da troni, ori o repliche di poteri, come vaneggia Serra.

Ma sono andato ben oltre le strambe parole del giornalista.

Rimane una sola domanda.

Ma, Michele Serra, è consapevole delle parole di Bergoglio sui diritti sociali tanto cari alla sinistra?

Sull’aborto, il papa ha scritto nella sua autobiografia: “E’ una sconfitta per chi lo pratica e per chi si rende complice: dei killer prezzolati, dei sicari!”.

È consapevole del pensiero del papa sui diritti Lgbt? Dopo ampie aperture è giunta la chiusura. “Benediciamo le persone, non le associazioni Lgbt. I tentativi di introdurre nuovi diritti, non sempre accettabili, producono colonizzazioni ideologiche”.

Ed ha pure aggiunto che in Africa non ci sarà alcuna apertura alle coppie gay. Strano che non abbia scritto nulla Michele Serra.

Che sia sensibile ai diritti degli africani solo se raggiungono le nostre coste?

D’altra parte, Michele Serra, durante i vari lockdown, mentre il governo Conte elargiva aiuti finanziari alle imprese, lui scriveva: “Ci si domanda chi abbia risarcito i nostri nonni, i nonni dei nostri nonni, e indietro nel tempo fino all’uomo di Cro-Magnon, dei lutti e del rovesci indotti dalla caterva di guerre e pestilenze che affliggono l’umanità da quando esiste. Ve lo dico io: zero risarcimenti, e un sospiro di sollievo se si era ancora vivi e con un po’ di pane in dispensa”.

Finalmente, ecco il vero Michele Serra. Niente aiuti a chi moriva di fame per colpa di una pandemia mondiale che, allora, sembrava potesse estinguere l’umanità.

Fantozzi gli avrebbe detto: “Come è umano lei”.

Ma solo se si trattava di immigrati.