Non si tratta della donna citata da Michele Emiliano e non ha alcun legame con quell’episodio: l’immagine postata il 7 maggio 2023 sui social da Annalisa Milzi la ritrae con il sindaco e la madre Lisetta Capriati davanti al loro negozio. “Gli abbiamo chiesto noi la foto mentre passava con la scorta. Il sindaco è stato gentile, non abbiamo alcun rapporto con lui ma siamo finite ovunque”. La replica di Decaro: “Non c’entrano con il resto della famiglia. E posso immaginare ora la loro difficoltà”

(di Gennaro Totorizzo – repubblica.it) – Una foto del sindaco di Bari Antonio Decaro con una delle sorelle del boss Antonio Capriati finisce al centro di una nuova polemica innescata dalla destra. L’immagine è stata pubblicata sul Giornale e sulla Verità. “Sui social gira una foto in cui il sindaco è a braccetto nel maggio 2023 con la sorella del boss Capriati e una donna giovane” – scrive il Giornale – spiegando che l’immagine, postata su Facebook, era stata commentata sulla bacheca virtuale anche da Vincent Capriati: “Roba nostra”. Ma Decaro non ci sta: “Scatto decine di foto in quella strada, non c’entrano con il resto della famiglia. E posso immaginare ora la loro difficoltà”.

Antonio Decaro con Lisa Capriati (a sinistra) e Annalisa Milzi nella foto pubblicata da Milzi su Facebook il 7 maggio 2023
Antonio Decaro con Lisa Capriati (a sinistra) e Annalisa Milzi nella foto pubblicata da Milzi su Facebook il 7 maggio 2023 

L’immagine però non ha alcun legame con la frase di Michele Emiliano finita al centro delle polemiche e pronunciata dal palco della oceanica manifestazione di piazza contro la mafia e a sostegno della città e dell’amministrazione del 23 marzo. Si tratta infatti di un’immagine scattata e pubblicata da Annalisa Milzi, figlia di Lisetta Capriati (con lei nell’immagine), nei giorni della festa di San Nicola del 2023 a Bari. Le due donne gestiscono un negozio di abbigliamento a Bari vecchia a pochi passi dalla basilica, nel giorno in cui il sindaco era nel borgo antico per i tradizionali eventi legati alla festa patronale.

“Abbiamo una reputazione da rispettare, questo negozio è qui da 26 anni. Siamo finiti ovunque – dice Milzi, immortalata con sua madre Lisa – Abbiamo scattato una foto con il sindaco prima della festa, è una persona gentile e ce l’ha concessa, non vedo cosa ci sia di male. Non abbiamo altri rapporti con lui. Fra i Capriati ci sono 11 figli, non si può fare di tutta l’erba un fascio”.

Mentre sul “roba nostra” è un’altra cugina a spiegare il senso nella videointervista a Repubblica: “Lui fa foto con tutti perché è una persona del popolo: è questo che si intendeva con quel ‘roba nostra’, che il sindaco è dei cittadini”.

E poi anche lo stesso sindaco ha replicato con una diretta su Facebook: “Stamattina mi sono chiesto chi fossero – ha detto Decaro – poi con don Franco Lanzolla (parroco della Cattedrale) lo abbiamo capito, sono parenti del boss Capriati ma non hanno nulla a che fare con il resto della famiglia. Immagino la difficoltà di queste persone. Ho fatto decine di foto in quella strada, non capisco poi quale sarebbe la trattativa Pd-Mafia”, continua leggendo il titolo di un giornale.

Bari, lo sfogo di Decaro: “Le donne con me nella foto? Non c’entrano nulla con i clan”

La donna ritratta sulla sinistra dunque non è Lina, la sorella di Capriati a cui aveva fatto riferimento Emiliano nel suo aneddoto, smentito poi da Decaro; l’immagine risale a poco meno di un anno fa e testimonia non un incontro privato ma uno dei tanti ritratti con il sindaco per le strade della città.

La stessa Lina Capriati, intervistata dal Tg1, ha negato qualsiasi incontro con il sindaco: “Mai visto Decaro. Quando mai è venuto Decaro? Come fanno a dire che questa persona ci conosce?”. E anche sindaco ha confermato: “Mi è capitato nei primi giorni dell’istituzione della Ztl di incontrare persone che mi hanno maltrattato, qualche giorno dopo mentre stavamo andando in cattedrale con Emiliano le incontrammo di nuovo e lui, con i suoi modi di magistrato antimafia, disse loro ‘Decaro dovete lasciarlo stare, serve a me e al quartiere’. Questo è stato: non ho mai incontrato la sorella di nessuno”.

“Grande sindaco, non sei solo”. Firmato Pinuccio Fazio, papà di Michele, il 15enne ucciso per errore dalla criminalità organizzata di Bari vecchia nel 2001.Quello di Pinuccio Fazio è uno dei tantissimi commenti alla diretta Facebook. In quattro ore oltre 1.500 cittadini hanno scritto messaggi di vicinanza e solidarietà a Decaro. C’è chi scrive “grazie sindaco. Conferma ancora una volta la sua serietà e competenza. Dimostri fino in fondo che sono tutte illazioni e dicerie. Sempre dalla sua parte” e chi gli dice che “tutti dovrebbero prendere esempio da lei. Sei stato un grande, in tutto”, qualcun altro evidenzia che “ho fatto l’album con tutte le foto fatte insieme, ti seguo dappertutto, non sanno come rovinare il tuo operato”. In moltissimi gli scrivono “grande sindaco”, “siamo tutti con te” e “non mollare”.

Ma non è solo da Bari che arrivano i messaggi di solidarietà: “Dalla Calabria sono con te, Decaro non molli”, scrive un cittadino. Altri commentano da Barletta. Monopoli e atre città della Puglia. “Bari è diventata un’ altra con lei. Non sanno come fare per distruggerla, ma non ci riusciranno”, scrive un cittadino. “Sono in difficoltà e stanno giocando con il futuro della città. Non arretriamo di un millimetro”, commenta un altro riferendosi al centrodestra”. Infine un invito: “Ti vogliamo presidente di Regione”.

Sul caso dopo la pubblicazione della foto da parte del Giornale e della Verità era intervenuto anche il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Tommaso Foti, che su X ha scritto: “7 Maggio 2023: il sindaco di bari Decaro fotografato con due donne che sarebbero rispettivamente sorella e nipote del boss ergastolano Antonio Capriati. Vero o falso?”.

Mentre il centrodestra barese aveva già programmato per oggi una conferenza stampa per discutere della situazione barese dopo l’annuncio del Viminale di inviare una commissione di accesso al Comune per valutare lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, a seguito del blitz che il 26 febbraio ha portato a 130 misure cautelari tra cui una la consigliera comunale Maria Carmen Lorusso, eletta con il centrodestra e poi passata in maggioranza, e il marito ex consigliere regionale Giacomo Olivieri.