MELONI, SUD POTENZIALE ENORME PRODUTTORE DI ENERGIA GREEN

(ANSA) – “Oggi l’Europa ha un problema di approvvigionamento energetico, si guarda a fonti di energia pulita: il Mezzogiorno d’Italia è un potenziale enorme produttore di energia pulita. Dalla crisi” in Ucraina “che ci ha portato a rivedere i nostri accordio, a diversificare la produzione energetica, nel Sud Italia, con i giusti investimenti sulla produzione di energia pulita, noi possiamo costruire il futuro e un pezzo di strategia del Paese”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Campobasso, prima della firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra Governo e Regione Molise.
MELONI, INFRASTRUTTURE DI CITTADINANZA MEGLIO DEL REDDITO
(ANSA) – “Ci sono due modi per tentare di combattere il divario Nord-Sud, c’è il Reddito di cittadinanza e le infrastrutture di cittadinanza”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Campobasso, prima della firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione con il Molise:
“Il reddito era la risposta di chi non poteva risolvere il problema e manteneva le persone in una condizione di marginalità. Le infrastrutture di cittadinanza sono le risposte di chi investe sul territorio per cambiare le opportunità, perché il territorio non è spacciato, il destino dipende da quanto può combattere a armi pari. È la risposta che cerchiamo di dare noi”.
MELONI, LA POVERTÀ NON SI ABOLISCE PER DECRETO
(ANSA) – “Noi ci dobbiamo ricordare che la ricchezza non la crea lo Stato, il lavoro non si crea per decreto, la povertà non si abolisce per decreto. Lo Stato deve mettere aziende e lavoratori nella condizione di lavorare al meglio”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Campobasso, prima della firma dell’Accordo per lo sviluppo e la coesione tra Governo e Regione Molise.
MELONI A CAMPOBASSO PER FIRMA ACCORDO SVILUPPO E COESIONE
(ANSA) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è arrivata alle 11.40 a Campobasso. Si è fermata a salutare la folla e a fare qualche foto, poi è entrata al teatro Savoia del capoluogo molisano per firmare con il presidente della Regione Francesco Roberti l’Accordo di Sviluppo e Coesione tra Governo e Regione. Alla cerimonia sono presenti i sindaci dei Comuni della regione, i parlamentari, assessori e consiglieri regionali di maggioranza e opposizione, rappresentanti di molte altre istituzioni locali. Nell’intesa sono previsti investimenti sul territorio molisano per quasi 445 milioni di euro, fondi che serviranno per realizzare un centinaio di progetti in dieci diversi settori.
“Con l’accordo – è scritto nel documento suddiviso in 9 punti – le parti si impegnano a sostenere un programma unitario di interventi sul territorio della Regione Molise, finalizzato allo sviluppo infrastrutturale, economico e sociale del territorio”. La maggior parte dei fondi, oltre 155 milioni, andrà al settore Trasporti e mobilità, segue poi la Competitività delle imprese (76 milioni); 58 milioni e mezzo andranno alla Riqualificazione urbana, 40,7 all’Ambiente e alle Risorse naturali, 35,6 milioni alla Cultura, 17,4 per l’Energia, 16,8 per la Capacità amministrativa, 11,6 alla Ricerca e all’Innovazione; ci sono infine il Sociale e la Salute (9 milioni) e la Digitalizzazione (5 milioni).
Il sacco del Sud
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E’ vero, per decreto non si elimina la povertà, ma sicuramente si protegge la ricchezza …di chi c’è l’ ha ., cara populista de sto c….
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morta¢¢i tua e de chi nun te lo dice a mano alzata fosse pure quella destra🤚🤚🤚 morta¢¢i tua🤚🤚🤚
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Questa visita è stata un gigantesco spot al voto clientelare.
il Molise è nei fatti una regione FALLITA.
Decenni di amministrazioni di destra l’hanno dissanguata, in special modo la sanità. Mi ricordo quando, in periodo COVID, tanti pazienti ricoverati per insufficienza respiratoria nel più grande ospedale regionale, il Cardarelli, vennero di fatto uccisi dall’ inadeguatezza dell’ impianto di distribuzione dell’ossigeno nelle stanze.
Usavano un tubo di diametro paragonabile a quello di un’ utenza domestica per acqua o gas che partiva dal deposito per alimentare tutto il circuito.
Regione in costante crollo demografico per crisi di nascite ed emigrazione, che sopravvive grazie al metadone di Stato in termini di dipendenti pubblici, con il più alto tasso italiano in rapporto alla popolazione.
Fino a ieri si parlava di soppressione della regione, perché costosa rispetto ai benefici, oggi è arrivata la babba col sacco dei doni.
Per intanto la Romagna devastata dall’ alluvione, set per una sfilata dell’attrice in stivali di gomma tra strade allagate, assiste basita ai ritardi, nulli finora, dei ristori promessi per mitigare i danni economici.
Meglio elargire mance in una regione in liquidazione da poco riconfermata.
Bocca larga per parlare di economia da parte di chi non ha amministrato manco una cuccia del cane. Ma è così brava ad abbindolare ignoranti e parassiti.
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C’erano in ballo miliardi del PNRR per il Sud, ora trasformati dal melone in pochi spiccioli e tutti a fare le fusa per il contentino. Ma quanto so’ c0gli0ni gli italiani?
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