RADIO E TV – A fine mandato il comune spende 600 mila euro per la comunicazione

(DI LORENZO GIARELLI – ilfattoquotidiano.it) – Oltre 600 mila euro per la “comunicazione istituzionale” di fine mandato. Il sindaco di Firenze Dario Nardella tiene parecchio alla propria immagine, soprattutto alla vigilia di un giugno delicato che lo vedrà – a meno di imprevisti – candidato alle Europee mentre la sua assessora Sara Funaro proverà a vincere in città. Ragioni che in queste ore hanno spinto Alessandro Draghi, capogruppo di FdI a Firenze, a presentare un esposto in Corte dei Conti.
L’investimento complessivo colpisce perché cinque anni fa la comunicazione costò “solo” 120 mila euro. Nei primi anni dopo il bis da sindaco, Nardella se l’era cavata con una delibera dirigenziale del 2021 che approvava una campagna da 60 mila euro. Negli ultimi mesi, gli affidamenti sono aumentati di colpo.
Il 6 novembre 2023 l’ufficio “Servizio Progetto Comunicazione” del Comune approva il pagamento di 65.880 euro in favore della No Panic Srl per la “realizzazione di prodotti di comunicazione video-fotografici”. La settimana successiva, un altro atto concede 97.600 euro alla Futurevox Srl, ancora per “la realizzazione di video” e “scatti fotografici” su “eventi e iniziative di rilievo dell’amministrazione”.
A dicembre ecco altre tre delibere: la prima è da 114.680 euro e mira alle tv locali (Italia 7, Rtv38, Toscana Tv e Firenze Tv); la seconda, da 55.876 euro, copre diverse radio (Controradio, Radio Bruno, Lady Radio e Radio Toscana) e l’ultima, da 85.400 euro, va a vantaggio di Speed Spa, arruolata per “comunicazione istituzionale” su La Nazione e Il Corriere Fiorentino. Altre due importanti testate (Il Tirreno e Repubblica Firenze) sono invece interessate dalla determina del 15 gennaio 2024, 85.400 euro in favore della Manzoni A. Spa per la comunicazione sui quotidiani. A marzo l’ultimo (per ora) finanziamento, altri 24.400 euro alla Dama srls per la distribuzione via posta di un giornalino sull’attività dell’amministrazione. Tutte spese che la giunta ritiene legittime e pure irrisorie: “A fronte di spese di investimento che ammontano a circa 2 miliardi – è la versione della vice-sindaca Alessia Bettini – le spese di comunicazione corrispondono allo 0,0028 per cento”. Detto questo, “l’amministrazione ritiene di dover sostenere circa 100 mila euro” di ulteriori spese. Non pochi in valore assoluto: “È scandaloso che Nardella abbia già speso più del quadruplo rispetto alla fine dello scorso mandato – accusa Draghi – Sono soldi dei cittadini, non suoi o del Pd”. Duro anche l’attacco da sinistra con una nota di Firenze democratica, il gruppo nato da ex consiglieri dem in polemica con Nardella e il partito fiorentino: “Non è corretto usare i soldi dei cittadini per autocelebrarsi – dicono al Fatto – Non ci pare comunicazione istituzionale, ma propaganda elettorale”.
Giusto per chiedere a gente tipo Cekko: ma come fate a Firenze a repurtarvi intelligenti E a farvi rappresentare da Forrest Gump?
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Eh, caro mio, mi fai una domanda da un miliardo di dollari. Io questo pisellone non l’ho mai potuto neanche vedere di sfuggita, mi piglia subito voglia di vomitare a spruzzo tipo L’Esorcista, ma purtroppo in questa cità da ricchi (Firenze è una città di e per ricchi), zeppa di buzzurri arricchiti di famiglia o comunque di borghesotti provinciali tutti del PD fatti con lo stampino, non c’è speranza (e per assurdo, tra le generazioni più giovani, si inneggia proprio al partito della figlia di Gollum). I vecchi rincoglioniti, pensionati statali con le pensioni dei tempi di Bertinotti continuano a votare questo tizien, già figghiu prediletto di Frenzie (col quale condivide lo sguardo acuto), rendiamoci conto. Chiaro che un M5S non abbia speranza. Neanche se arrivasse una Wonder-Raggi-Woman… 🤦🏻♂️
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Beh, almeno si spiega l’innalzarsi delle multe anche solo se fai un innocente, inodore e ultrasilenzioso ruttino controvento. Ci si deve pagare la campagna, il “merdella” come vien amichevolmente chiamato qui (amichevolmente, ovvio, da altri, io non l’ho mai chiamato così, non l’ho mai chiamato proprio, lo chiamo semplicemente syndaco).
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