
(Stefano Rossi) – “Quando un popolo vota ha sempre, sempre ragione”.
Così, un ignaro Matteo Salvini, ha definito le votazioni russe.
Le sue improvvide parole, però, ci fanno riflettere.
Ed è curioso come, da una frase stupida e inopportuna, si possano trarre lezioni per tutti.
Il popolo russo ha votato Putin perché conosce solo lui.
In Russia non ci sono opposizioni, non ci sono partiti che possono liberamente esercitare una opposizione come in tutti gli Stati più o meno democratici.
I leader che ci hanno provato sono morti avvelenati, impiccati, arrestati e spariti nel nulla. Come del resto i giornalisti che scrivevano contro il regime del tiranno.
Salvini, in quanto capo della Lega, può dire ciò che vuole, ci siamo abituati.
Ma egli è anche il vice presidente del Consiglio e le sue dichiarazioni hanno un peso diverso. Difatti, la Meloni e Tajani hanno subito sentito il bisogno di replicare e criticare l’inopportuna frase.
Ma ecco la lezione che dobbiamo trarre.
La democrazia non è solo una questione di voto libero senza i soldati armati dentro le urne.
Anche noi abbiamo luoghi dove la criminalità, purtroppo, inficia le votazioni. Tra Campania, Calabria e Sicilia molti seggi sono rimasti chiusi, in quanto, alcuni comuni sono sciolti per infiltrazioni mafiose.
Democrazia vuol dire rispetto per le opposizioni e minoranze!
Qui c’è l’argine, il limes, tra la civiltà e la barbarie.
Ma questo, Salvini, non lo può capire.
Il popolo russo ha votato convintamente Putin perché nella tv, nei giornali, nelle strade, nelle pubblicità russe si vede solo lui come il salvatore della patria; baluardo dai rischi provenienti fuori dalla Russia.
E’ la storia che ci insegna che, spesso, nelle più efferate dittature, quando il popolo è chiamato alle urne, il tiranno gode di un larghissimo consenso popolare.
Il voto, in questo caso, non serve al popolo per scegliere.
Serve all’orco di turno per tirare le briglie del suo potere e consolidare la sua forza bruta.
Un’ultima considerazione.
Le minoranze politiche e le associazioni, di varia natura, che possono esercitare una viva opposizione al governo di turno, sono i soggetti deputati ad esercitare il controllo costituzionale. Tra di essi si annovera il Capo dello Stato e la Magistratura ed anche il popolo quando vota attraverso il Referendum.
Chissà se, prima o poi, uno come Salvini capirà tutto questo.
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Ma una volta tanto che è riuscito a dire una cosa sensata tutti i nostri cavalieri dell’ informazione conformista da istituto Luce ha non fatto coro contro di lui scartandolo dal club dei fidati atlantisti,mentre quando normalmente pronuncia banali oscenità razziste ,campanilistiche popolari fascistizzanti , nessuno le nota e qualcuno gli batte anche le mani.
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concordo.
Il Cazzaro Verde ne dice giusta una su cento, ma è quella che il mainstream non gradisce affatto, ed allora torna ad essere considerato il cavernicolo di sempre,
invece il leccaqulo professionale di Ta1ani dice megacaxxate e viene ritenuto affidabile.
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(Stefano Rossi) – “Quando un popolo vota ha sempre, sempre ragione”.
Così, un ignaro Matteo Salvini, ha definito le votazioni russe.
Le sue improvvide parole, però, ci fanno riflettere.
Ed è curioso come, da una frase stupida e inopportuna, si possano trarre lezioni per tutti.
Il popolo russo ha votato Putin perché conosce solo lui.
In Russia non ci sono opposizioni, non ci sono partiti che possono liberamente esercitare una opposizione come in tutti gli Stati più o meno democratici.
E CI SIAMO PERSI ANCHE QUESTO FANTOMATICO STEFANO ROSSI.
C’erano 4 candidati. L’affluenza è stata del 77% mica del 90% come ai tempi della nostra DC. Eppure Putin ha vinto con l’87% dei voti.
E no, per Rossi non è sufficientemente democratico, perché Salvini ha detto una cosa giusta una volta tanto.
Da noi vanno al governo personaggi che prendono il 28% del 60% andati alle urne e comandano loro senza sentire ragioni.
Si vergognasse Rossi, mica per Putin, ma per il disprezzo che ha per i russi nonché per la propria concezione di democrazia.
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Mi cugggino, che la sa lunga, dice che le percentuali bulgare si chiamano così perché è proprio lì che fu inventata la democrazia.
Però, il Paese più democratico al mondo resta sempre la Cina, dove Xi Jinping è stato eletto col 100,00%.
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Jonny pure esperto di Cina adesso.
A quando sue lezioni di Storia cinese a puntate su Infosannio?
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Quando non si ha nulla da dire, si può anche tacere.
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Un po’ di doveroso silenzio starebbe bene anche a ridicoli dispensatori di democrazia un tanto al sacco e che dimenticano allegramente di essere nipoti, non di Putin, ma di connazionali che in compagnia di Hitler andavano ad invadere il Donbass russo al fianco di nazisti ucraini.
Ma, senza ritegno alcuno, insistono a parlare a vanvera senza rendersi conto che da quelle parti vive ancora gente che quegli scagnozzi neri li ha visti arrivare, qualche decennio fa, e non certo per dispensare chicche democratiche ma morte e distruzione.
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Cioè, siccome ottant’anni fa abbiamo combattuto al fianco di Hitler, questo renderebbe regolari le elezioni in Russia?
Stai male forte.
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No, dico che dovresti essere più sobrio nel dare lezioni di democrazia ai russi.
Sei così sicuro di avere le basi per farlo?
Ti rendo molto che oltre a non essere cittadino di un paese a democrazia compiuta essendo l’Italia un Paese a libertà vigilata da un padrone a stelle e strisce (Gladio c’è ancora? Ne sai qualcosa tu? Ma almeno fai qualcosa per rimediare? Ah ma forse a te va bene. Ma non ti va bene se avessero una roba simile i russi ma chissene frega della contraddizione, io so’ io e gli altri non sono un ca..o), non hai altre conoscenze storiche se non quelle da fonti di propaganda antirussa che, come ha ampiamente documentato Travaglio, fanno solo ridere i polli.
E non hai nemmeno consapevolezza dei disastri compiuti in Russia dai nostri conterranei al fianco di un Hitler nemmeno molti anni fa.
Consapevolezza che ti indurrebbe a tenere un profilo basso quando pretendi di fare lezioni a chi gli scempi dei conterranei li ha subiti e li potrebbe ricorda ancora bene non essendo passati moltissimi anni.
Invece no. Jonny fa lo spaccone: pontifica e giudica, dà i voti, stila classifiche di democrazia.
Senza rendersi conto di dove stia lui, realmente, in quella classifica…
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Perdonami, ma se noi fossimo ancora al fianco di Hitler a tutt’oggi, in che modo questo renderebbe la Russia più democratica?
Dove l’opposizione viene sistematicamente repressa non può esserci democrazia, punto.
E questo vale a prescindere da cosa dicono, fanno o hanno fatto gli altri.
E non si tratta affatto un mio personale giudizio, (che avrei comunque tutto il diritto di esprimere), ma è un dato oggettivo, almeno fino a quando le parole hanno ancora il significato attribuitogli dal dizionario.
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Pure i dati oggettivi decidi tu quali siano?
Umiltà questa sconosciuta…
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Non lo dico io che in Russia il dissenso viene represso da più di vent’anni, basta vedere cos’è successo a tutti quelli che ci hanno provato.
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no..non lo capira’… perche’ capisce solo quello che vuole lui stesso…
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