Dopo giorni di polemiche con il centrosinistra, il leader di Azione ha deciso di appoggiare il presidente uscente Bardi
(di Cesare Zapperi – corriere.it) – Non c’è pace tra gli ulivi lucani. Non bastassero le spaccature all’interno del campo largo, che hanno portato al ritiro della candidatura dell’oculista Domenico Lacerenza, una nuova frattura si è aperta all’interno di Azione: il movimento di Carlo Calenda aveva deciso stamane di dare il suo appoggio al candidato del centrodestra e governatore uscente Vito Bardi, ma Gianni Pittella, esponente di spicco di Azione in Basilicata ha annunciato in serata che non seguirà questa indicazione. Pittella ex europarlamentare del Pd e portatore di un consistente pacchetto di voti locali entra con questa mossa in contrasto anche con suo fratello Marcello, che di Azione è esponente di spicco.
Carlo Calenda aveva poche ore prima rotto gli indugi trasferendo in Basilicata Azione a sostegno del presidente uscente Vito Bardi. A dare l’annuncio ufficiale, dopo giorni convulsi fra polemiche con il centrosinistra e valzer di candidati, il segretario lucano del partito, Donato Pessolano, e il consigliere regionale Marcello Pittella . «Alle Regionali in programma in Basilicata il 21 e il 22 aprile Azione sosterrà il governatore uscente Vito Bardi (Forza Italia), ricandidato alla guida della coalizione di centrodestra».
«Avendo preso atto» della situazione, «l’indicazione arrivata dalla direzione regionale del partito, condivisa dal segretario nazionale, è stata quella – hanno annunciato – di strutturare un’alleanza programmatica, con obiettivi chiari e su punti ben precisi con la coalizione di centrodestra. Abbiamo incontrato il candidato Presidente Vito Bardi e abbiamo condiviso assieme elementi del suo programma sui quali costruire un’intesa». E in un audio inviato ai sostenitori di Azione Pittella usa parole molo forte nei confronti dei partiti di centrosinistra: “C’è proprio un’azione a far male, a far morire. Sapete quando deportavano gli ebrei e dovevano portarli nelle camere a gas? Ecco, io sono uno che deve morire”.
Parole per le quali poi Pittella si è scusato: «Giorni di stress e tensione emotiva hanno generato una ingiustificata e totalmente non voluta iperbole in un audio privato. Parole che ho usato per rappresentare il modo in cui, dopo aver governato la Regione per il centrosinistra con dignità e onore, siamo stati trattati. Sono profondamente dispiaciuto per l’accaduto e mi scuso con chi può essersi sentito offeso».
Non è una sorpresa. Il leader di Azione da giorni aveva lasciato capire di essere ben disposto rispetto a Bardi (così come del resto si è pronunciato in questo senso Matteo Renzi senza indugi). Questo l’ultimo messaggio affidato ai social di Carlo Calenda. «Schlein, dopo la figuraccia del candidato ritirato, ha riconfermato l’adesione al veto dei 5S sulla partecipazione di Azione alla nuova coalizione, confermando la definitiva svolta del Pd verso il campo populista e la leadership di Conte. La segretaria del Pd ha evitato qualsiasi interlocuzione, da noi ricercata in questi giorni più e più volte. Spiace vedere la distruzione di quello che una volta era un grande partito riformista ridotto a ruota di scorta dei 5S. Buon viaggio».
Secca la replica di Igor Taruffi, responsabile organizzativo del Pd. «Carlo Calenda ha variamente dipinto la posizione di Azione. Prendiamo atto dei termini in cui ha parlato di Bardi. E’ difficile riuscire a capire esattamente quali saranno le valutazioni finali di Calenda, ma dal tavolo sono andati via loro. Adesso dobbiamo andare avanti con chi c’è. Noi abbiamo interloquito con tutti. Questo è al momento il punto di caduta più ampio».
Quest’uomo è un incompreso!
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Anche da se stesso.
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Ma i suoi 25 elettori sono normali? Voglio dire, chi è che vota Calenda-man, che ha una posizione per ogni giorno dell’anno?
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O anche 2 o 3…
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Calenda e Renzi sono il marcio della politica. Allearsi con loro significa marcire. Che vadano dove li porta il cuore (aff..) cioè con la destra che tanto è già marcia.
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