Riavvolgere il film dei Cinque Stelle consente di comprenderne l’evoluzione ma anche di mettere a fuoco l’impressionante malafede di tanti commentatori

(PIERO IGNAZI – editorialedomani.it) – Ora tutti scoprono Alessandra Todde, nuova presidente della regione Sardegna. E vedono il suo bel curriculum fatto di esperienze di lavoro di alto livello all’estero prima di rientrare. Caso raro, in Italia, di un cervello di fuga che torna nella sua terra natale. E si impegna politicamente, guarda caso nei Cinque stelle. Bisogna partire da qui per riavvolgere il film farlocco che riguarda questo partito. La non conoscenza, i pregiudizi, le idiosincrasie che i 5 stelle e suoi leader hanno suscitato potrebbero finalmente diradarsi.
Le ironie sulla visionarietà di Gianroberto Casaleggio lasciavano interdetti perché ignoravano quanto, in quelle riflessioni, ci fosse la ricerca di un mondo migliore, alternativo a quello attuale. Per questo attraeva giovani, inevitabilmente in cerca di futuro, rapiti da quel nuovo mondo digitale cantato dal grillismo delle origini. E non stupisce che al loro apparire i Cinque stelle, nelle regioni in cui si erano presentati, raccogliessero persone con alto livello di istruzione. Una attenta ricerca condotta dopo il primo, relativo, successo alle regionali emiliano-romagnole del 2010 dimostrava che i voti grillini si erano concentrati lungo la via Emilia e soprattutto nei distretti ad alto livello di innovazione.
Non per nulla, nella legislatura 2018-2022 il partito con il maggior numero di laureati era il pentastellato. E la distanza dagli altri partiti aumentava ancora di più se si consideravano le lauree in materie scientifiche. Si è preferito irridere la pochezza di quegli eletti usciti dal caso per il grande successo elettorale senza prendere in considerazione gli altri. Che ci fossero docenti universitari e persone con brillanti curriculum professionali non veniva nemmeno considerato. Era più semplice stigmatizzare Luigi Di Maio come giovane venditore di bibite allo stadio.
L’irruzione di Beppe Grillo non parlava solo di vaffa verso una classe politica inetta e corrotta: parlava anche a coloro che volevano un nuovo modo di far politica come avevano richiesto anche tanti altri movimenti da Marco Pannella a Mario Segni, per citare soltanto qualche nome. L’invocazione di aprire il parlamento come una scatoletta di tonno rifletteva la volontà di dare aria e fare pulizia in quella istituzione, illuminare gli angoli oscuri e opachi. Eppure questo ovvio significato è stato travisato come un proposito golpista. Impressionante la malafede di tanti commentatori.
La mutazione grillina da partito delle cinque stelle, libertario-ecologista e proiettato verso il futuro lungo le nuove tecnologie, a ricettacolo di umori antipolitici e populisti gli ha consentito di raccogliere un terzo dell’elettorato nel 2018. Se allora fosse stato preso per mano, con accortezza, dal Pd, invece di lasciarlo andare per la deriva populista-leghista, avremmo visto da subito un altro film. Il Pd ha rimediato, male, con il Conte II.
Comunque il M5s è diventato, grazie alla pandemia, un altro partito. In quel frangente il M5s trova un nuovo leader e si libera di quella zavorra complottista e antiscientifica che il suo ribellismo a 360 gradi aveva attratto. Questa depurazione ha consentito a figure con un curriculum brillante come Pisano, Appendino, e ora Todde – tutte donne – di svettare.
Ma se nel M5s cresce la consapevolezza di essere un partito a tutto tondo, senza complessi di inferiorità, aumenta anche la propensione a dettare la linea, o, quanto meno, a contrattare da pari a pari ogni punto di un programma comune. Il successo in Sardegna porta con sé tanto l’opportunità di una intesa strutturale – anche Calenda ha ammesso che solo uniti si vince – quanto il rischio di una conflittualità più aspra per la leadership della coalizione.
“Calenda ha ammesso che solo uniti si vince”
Calenda ha fallito con Soru e si trova completamente isolato. Calenda ha ammesso che solo uniti si vince perché non saprebbe dove altro caxxo andare.
Ha tentato di sabotare e denigrato tutto quello che gli era possibile, fino a poche ore fa.
Ora manca solo bin Rignan all’ appello. Tranquillo, arriverà anche lui.
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Ma… ho letto bene che in Abruzzo c’è pure Renzi, con noi? 😳🙄🤮
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Mi pare di sì, l’ho letto da qualche parte.
La dico in maniera civile: sono fortemente contrariato. Cmq credo che le elezioni in Abruzzo saranno uno spartiacque, per me sicuramente. Lo so che su tema alleanze abbiamo posizioni un pochino.. ehm.. diverse, ma non posso farci niente: basta e avanza il pd per annebbiarmi la vista, non so se mi spiego 🤬
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Si nasconde con la lista RIFORMISTI e CIVICI
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Ho visto: “Abruzzo vivo”, dice che sono civici collaudati…mmmmmh.🤔🙄
Che dire, mo’ s’imbosca pure, l’elemento, sempre più infido. 🤦🏻♀️
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Si, ma nel M5s decidono i coordinatori locali. Se in Abruzzo hanno deciso così probabilmente non si ritrovano poi a ragionare con Calenda e la Boschi… sono questioni locali e non generalizzerei o darei sentenze nazionali
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🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻🙏🏻
Voglio sperare… 🤞🏻
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Pensa che bel cartello elettorale: scissionisti, voltagabbana, mettinc. per vocazione e con vasta esperienza nel settore + le vittime di tali pratiche, tutti insieme appassionatamente per formare il campo giusto che farà palpitare il cuore degli elettori, soprattutto quelli indecisi.
Uno sfregio e una offesa alla memoria di Gianroberto Casaleggio.
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Calenda avrebbe dovuto chiamarsi Dario, ogni mese avrebbe nuoco santi a cui voltarsi.
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Voltarsi.
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Votarsi
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J’a fatta ! 😉
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Preso per mano dal PD ? L’hanno fatto, i piddini, ma per torcergli il braccio dietro la schiena e sabotare il Movimento in ogni modo. C’è una lista chilometrica di personaggi del PD che ce l’ha a morte coi 5 stelle. A cominciare dalla sig.ra Bresso che accusò Grillo di averle ” rubato” i voti ( nel 2010) lasciando che vincesse il leghista Cota.
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“si libera di quella zavorra complottista e antiscientifica…”
Ma che stai a dì?
il giorno che li sento riparlare (positivamente) di costruire centrali nucleari e termovalorizzatori allora si, si saranno liberati della “zavorra antiscientifica.
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Persino mentre fa manifestatatamente finta di riconoscere un’oncia al M5s, al foglietto igienico di De Perepètti non manca mai la classica ebete piddopuzzètta sotto il naso.
Bello il collare, eh? 🦴
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tatata 😄
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Potete farvi tutti i film mentali che vi pare, ma se Conte non si lascia andare a un’orgia col PD è solo perché dalla base arriva forte il ribrezzo verso quel partito.
Conte non andò ai funerali di Berlusconi perché anche solo l’ipotesi fece indignare l’elettorato che sommerse le sue pagine social con commenti critici(eufemismo).
Conte recentemente ha pubblicato un post riparatorio e alquanto patetico dopo aver mandato una delegazione alla fiaccolata in memoria di Navalny. Sempre merito degli elettori 5S schiumanti di rabbia.
Gli stessi giornaletti di pseudo sinistra ammettono che la dirigenza del M5S sarà pure mutata (non più Toninelli, Di Battista, ecc. ma Todde, Appendino, ecc) ma l’elettorato no; continua a nutrire profondo odio per il PD e lo regge solo se è il M5S a dettare la linea.
Motivo per cui Conte, tenuto al guinzaglio dagli elettori 5S, è impossibilitato a donarsi anima e corpo al PD; e per allargare il consenso statico e stitico è pure costretto a solleticare la pancia degli astensionisti e degli “elettori di destra” con argomenti come Patria, sovranità, anti-immigrazionismo moderato, ecc. Poco convintamente, si vede, ma è così.
Conte è consapevole che la sua carriera politica dipende dal destino del M5S e che gli elettori non si accontentano di un movimento da metà classifica tantomeno legato mani e piedi al PD.
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Hanno fatto bene a chiamarsi “Domani” visto che arrivano sempre tardi .Ma potrebbe significare che sono degli opportunisti che risolvono tutto quando il quadro si delinea ed è relativamente facile fare le scelte. Ma cosa comporta tutto questo ? Una banda Brancaleone incapace di scelte,giuste o sbagliate, ma univuoche. In corso d’ opera,nascono prima i distinguo,poi le scelte opportune, Ancora dopo le ingerenze di classe, subito dopo i poteri nascosti,le fazioni ,le lobby…insomma i ricatti. Cosa fare ? Chi fa da sé fa per tre .
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