
(Stefano Rossi) – Accordo tra ex Ospedale Carlo Forlanini di Roma e il Bambino Gesù.
L’8 settembre, pardon, l’8 febbraio scorso, lo Stato italiano si è arreso, di nuovo, di fronte all’incalzare degli interessi economici per valorizzare la sanità privata a danno di quella pubblica.
Firmata l’intesa con la Santa Sede, rappresentata dal segretario di Stato, card. Pietro Parolin, con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano.
Erano presenti, alle esequie, il governatore del Lazio, Francesco Rocca, il sindaco di Roma, Gualtieri e il ministro della Sanità, Schillaci.
L’accordo parte da lontano: già al tempo di Zingaretti e Alessio D’Amato si erano intensificati gli incontri per svendere il plesso del Forlanini.
La CGIL, molte associazioni, , medici e personale sanitario sono contrari e delusi da questa ennesima scelta di dismettere il patrimonio pubblico, in questo caso lo storico Ospedale Forlanini, a vantaggio non solo della sanità privata ma, addirittura e con tutto il rispetto, a vantaggio di uno stato straniero.
I dettagli dell’operazione sono ancora da definire ma è chiaro che il Vaticano pagherà una somma per l’acquisto dello stabile e un affitto all’Inail per il diritto di superficie. Tutto sulla pelle degli italiani che vedono impoverire il patrimonio pubblico, cioè, di tutti noi.
I politici, di destra e di sinistra, contenti e sorridenti; si sprecano le solite frasi di circostanza: “Livello di assoluta eccellenza nel campo dell’assistenza sanitaria pediatrica”; “Grande opportunità per la città”. Non potevano mancare le fulgide parole di Gualtieri: “Rappresenta una grande opportunità per rafforzare un polo di eccellenza sanitaria”.
Ecco, io sogno un Paese dove, un pubblico ufficiale come Gualtieri, che si lascia andare a frasi a favore di paesi stranieri e interessi privati e a danno degli interessi dello Stato che rappresenta e agli interessi pubblici, decada ipso facto da tutti gli incarichi pubblici.
Che altro ? Io andrei in Palestina che facciamo prima
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