
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non sappiamo se sia vero che ieri le truppe di Kiev, con i nostri soldi e le nostre armi, hanno bombardato una panetteria nel Luhansk ammazzando almeno sette persone: lo dicono i filo-russi, speriamo che sia falso. Non sappiamo neppure se sia vero che l’areo militare russo abbattuto dalle truppe di Kiev, con i nostri soldi e Patriot (“nostri” di noi occidentali “buoni” e astuti, s’intende), trasportava […]
Fuochi amici
(Marco Travaglio – Il Fatto Quotidiano) – Non sappiamo se sia vero che ieri le truppe di Kiev, con i nostri soldi e le nostre armi, hanno bombardato una panetteria nel Luhansk ammazzando almeno sette persone: lo dicono i filo-russi, speriamo che sia falso. Non sappiamo neppure se sia vero che l’areo militare russo abbattuto dalle truppe di Kiev, con i nostri soldi e Patriot (“nostri” di noi occidentali “buoni” e astuti, s’intende), trasportava 65 soldati ucraini destinati a uno scambio di prigionieri (tutti morti): lo dicono i russi, speriamo che sia falso. Invece è senz’altro vero che gli Usa hanno bombardato non solo la nemica Siria, ma anche l’Iraq, nostro amico da quando nel 2003 lo liberammo da Saddam Hussein e dal suo regime sunnita issando al potere i suoi nemici sciiti. Purtroppo non calcolammo che i sunniti si sarebbero incazzati: infatti crearono l’Isis, cioè lo Stato Islamico fra Iraq e Siria e un’ondata di terrorismo in Occidente (specie in Europa). E, per combatterli gratis, mandammo a morire i curdi, che poi lasciammo alle amorevoli cure del nostro caro Erdogan. Ma non calcolammo nemmeno che gli sciiti sono filoiraniani: eppure lo sapevamo bene nella guerra Iran-Iraq, infatti armammo Saddam contro gli ayatollah anche con le armi di distruzione di massa che poi lo accusammo di conservare per spararci addosso.
E così ora ci ritroviamo a Baghdad gli sciiti da bombardare e i sunniti dell’Isis che continuano a spararci con le nostre armi. La stessa svista ci costò un pochino anche nei Balcani, dove il più pulito ha la rogna, ma noi scegliemmo i puzzoni kosovari contro i puzzoni serbi, concedemmo financo l’indipendenza al Kosovo, poi purtroppo divenuto un covo di jihadisti che iniziarono a spararci addosso con le nostre armi. Stessa scena dell’Afghanistan, dove armammo i mujaheddin contro i russi e poi ce li ritrovammo in veste di Talebani a puntarci contro le nostre stesse armi. E decidemmo di neutralizzarli con una guerra di 21 anni che li rafforzò e li riportò al potere cento volte più potenti e popolari di prima, mentre le truppe Usa scappavano a gambe levate tipo Saigon. Nel 2006 il Senato Usa tracciò il bilancio dei primi cinque anni di “guerra al terrorismo” in Afghanistan e in Iraq dopo l’11 Settembre: era già costata “mille miliardi di dollari”, ma aveva “peggiorato la posizione americana” producendo più terrorismo di prima. Ora vedremo quanto impiegheranno tutte le armi che abbiamo regalato all’Ucraina, quando la musica cambierà, a rivoltarcisi contro. Perché in tutte queste guerre le armi sono quasi sempre le nostre: cambia solo chi le usa e contro chi. A furia di appiccare incendi in Paesi che non sai neppure dove stanno sulla carta geografica, presto o tardi ti spari nei coglioni.
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Chiamate la neuro !
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Grande Travaglio!
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qual è il problema? Si vendono armi, black rock va in brodo di giuggiole e vissero felici e contenti.
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Mettiamoci pure questa riflessione ad ampio raggio sulla guerra ucraina che sta continuando a rovinare non poco l’economia europea.
C’è un metodo efficacissimo per renderci la vita più facile: ad ogni ordine Usa, imparare a scattare in piedi sbattendo i tacchi e rispondere… SIGNORNO’!!!
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👍👍
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Gae, concordo, ma purtroppo stiamo ancora pagando la salatissima cambiale agli USA per la sconfitta del nazifascismo e per la successiva ricostruzione post bellica. Dopo quasi cento anni, bisognerebbe avere la forza di dire manche basta.
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Ma sei lo stesso Davide dell’altro giorno?
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Seve, ma è così strano per lei trovare una persona non schierata o tifosa di una parte e che manifesta il suo pensiero in modo libero e critico? La cosa strana è essere continuamente offesi per questo motivo da quei pochi (per fortuna) ed essere costretto a replicare agli insulti ricevuti. E che a farlo siamo sempre gli stessi.
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Travaglio ha perfettamente ragione, ma non ha scoperto nulla, da sempre l’industria bellica è uno dei principali motivi per cui si fomentano e si fanno scoppiare le guerre lontano dai propri confini (meglio se con la nobile causa di esportare la democrazia in casa altrui). E in questo gli schifosi cowboy a stelle e strisce sono dei maestri. E che poi è puro vangelo il fatto che ciò che rimane dell’arsenale residuo fomenti ancora di più commerci illeciti e la nascita di gruppi terroristici armati. Noi italiani siamo molto bravi nel ramo produzione e qui in Sardegna abbiamo una fabbrica che ha prodotto ordigni venduti e usati nei Paesi Arabi per bombardare civili e oppositori e che in questa fase, per via della guerra in Ucraina è sommersa dalle commesse. In nome delle famiglie che si sfamano qui da noi in una terra meravigliosa ma povera, nascondiamo la polvere sotto il tappeto. E con l’ipocrita illusione che tanto, se non qui, lo si farebbe da un’ altra parte, accettiamo la cosa. Esportiamo morte al grido di business is business. O ricordando il grande Sordi, al pensiero che finché c’è guerra c’è speranza.
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Travaglio continua dare spunti alla politica
sperando rinsavisca rispetto alle posizioni belliciste che vanno per la maggiore in questo buio periodo storico.
E lo fa con la logica disarmante dei fatti che ognuno di noi ha sotto gli occhi: milioni di morti tra cui civili vecchi e bambini ammazzati dalle armi di un Occidente criminale che, dal dopoguerra a oggi, ha fatto credere di essere portatore per il.mondo di chissà quale paradiso terreno e, invece, ha solo portato volontà di comando identico a quello dei predecessori colonialisti e conquistadores, attraverso guerre che non finiscono mai.
Purtroppo la politica, però, continua a fare finta di non capire: da destra (e questo è logico perché il disprezzo dei deboli è nel suo dna) a sinistra, dove, purtroppo, regnano politicanti smidollati senza vergogna e senza onore che non fanno altro che praticare l’omertà e compiacenza nei confronti dei mazzieri angloamericani (ex e neoocolonialisti) e sottoposti europei che imperversano allegramente nel mondo accendendo fuochi di guerra in ogni pertugio di terra vomitandoci giornalmente tonnellate di bombe con contorno di morti e feriti.
La logica è sempre la stessa: distruggere per comandare e poi, con comodo, ricostruire.
Questi è il mondo che l’Occidente ci prospetta e al quale i nostri politicanti s’adeguano per viltà e opportunismo.
Vergogna.
Grazie Travaglio.
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Proporrei di cambiare il titolo dell’editoriale.
Da “Fuochi amici” a “La scoperta dell’acqua calda”. O “dell’ombrello”, fate voi.
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E il bello a da vení
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La candidata alle presidenziali americane, la guerrafondaia Nikki Haley, ha affermato che è ora di colpire i leader dell’#Iran.
🪖 La stratega statunitense ha presentato la sua strategia per affrontare l’#Iran:
✅ Colpire le infrastrutture in #Iraq e #Siria;
✅ Fare le sanzioni;
✅ Elimina un paio di leader dell’#Iran dentro e fuori dal Paese.
❗️Ha detto chiaramente che non vuole colpire l’#Iran, ma la sua strategia manderebbe un messaggio.
Strano, una così brava persona, e strano che nessuno gli suggerisca che anche lei potrebbe diventare un esempio di come gli altri applichino verso di lei la stessa attenzione,
D’altronde la massima dell’occhio per occhio gli appartiene.
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Chi semina raccoglie,non vi è dubbio. Gli americani buttano tanti dollari nelle guerre ma non lo fanno perché sono degli spendaccioni ma per il ritorno economico che hanno nell’industria bellica ad opera anche degli acquisti che i loro alleati sono costretti a fare da loro. Poi c’è necessità di dominare il mondo incutendogli timore se non terrore e potendo ,in questo modo, sfruttare le risorse altrui. La democrazia ? Un paravento,il solito specchietto per le allodole.
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Cesare 👍🏻👍🏻👏🏻👏🏻👏🏻
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Un GRAZIE alla Redazione di Infosannio
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chi e contro chi le usa, non è un problema per chi le armi le produce. i produttori di armi non sono mai tra le vittime. come i popolo inermi.
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