Il Premier ungherese: ‘’Garantiremo diritti della ragazza’’. La trattativa sulla struttura che deve ospitare la detenuta. Il faccia a faccia arriva dopo un giorno di tensione, in cui Budapest ha ribadito le ragioni dell’arresto e insistito sulla linea dura

(Tommaso Ciriaco – repubblica.it) – BRUXELLES – Arriva nella notte, all’hotel Amigo. Viktor Orbán raggiunge Giorgia Meloni poco prima delle 23. Per l’atteso faccia a faccia con la premier. Siede nel bar dell’albergo per un colloquio. Senza cravatta. Si concede a un selfie per un fan. E per immaginare una soluzione del caso di Ilaria Salis.

Il faccia a faccia arriva dopo un giorno di tensione, in cui Budapest ha ribadito le ragioni dell’arresto e insistito sulla linea dura. Per Meloni, un duro compito: convincerlo e nel frattempo gestire gli attacchi di Matteo Salvini alla cittadina italiana detenuta in Ungheria.

Meloni e Orban sono chiamati a discutere un dossier delicatissimo anche perché l’ungherese entrerà dopo le Europee nella famiglia europea dei Conservatori. Ma nello stesso tempo, il leader di Fidesz continua a irritare le altre Cancellerie Ue ponendo veti, osteggiando il sostegno militare all’Ucraina, addirittura incontrando gli agricoltori che bloccano Bruxelles per protestare contro il Green deal agricolo.

I paletti di Orban

Al termine del faccia a faccia, è Orban a fissare i paletti di Budapest. E a mostrare dove esistono margini di trattativa. ‘’Salis in catena? In Ungheria tutti vengono trattati allo stesso modo – dice Orban poco prima dell’una di notte lasciando l’Amigo – Comunque il sistema giudiziario non dipende dal governo, ma dal Parlamento. Quello che ho potuto fare stasera è raccontare tutti i dettagli a Meloni sulla detenzione. E posso inoltre esercitare una influenza perché abbia un equo trattamento’’. Come a dire: posso agire solo per assicurare una detenzione regolare: ‘’Tutti i diritti sono garantiti’’. In Ungheria, si intende. Ma magari ragionando della struttura carceraria migliore in cui immaginate di far scontare l’eventuale pena detentiva. È l’obiettivo minimo a cui lavora la Farnesina in queste ore, per evitare che Salis si ritrovi in un carcere troppo duro o poco attento agli standard minimi per un detenuto.