Il premier ucraino prima era utile per il personaggio che interpretava. Ora la situazione è molto diversa
(ALESSANDRO DI BATTISTA – ilmillimetro.it) – Contrariamente a quel che raccontano pubblicamente, a quel che traspare dalle loro photo opportunity o a quel che dettano nei loro comunicati stampa, ai politici europei di Volodymyr Zelensky non interessa più nulla. C’è addirittura chi lo odia, e non al Cremlino ma a Bruxelles o nei palazzi istituzionali europei, dove sventolava, o sventola ancora la bandiera ucraina. Lo detestano perché ha fallito. La controffensiva ucraina è stato un fiasco solenne. I principali politici europei si erano fidati di Zelensky. Gli hanno dato armi e denari. Speravano che lui, usando il sangue ucraino, gli avrebbe regalato una vittoria sulla Russia da poter sventolare come fosse una vittoria della Nato, del cosiddetto libero occidente, delle democrazie sulle autocrazie, del bene sul male. E invece questa vittoria sembra sempre più lontana.

“Is Putin winning?”. Questo c’è scritto sulla copertina dell’ultimo numero del The Economist, settimanale britannico non proprio anti-establishment. “Putin’s Russia is closing in on a devastating victory. Europe’s foundations are trembling”, la Russia di Putin si avvicina ad una vittoria devastante, tremano le fondamenta dell’Europa. Questo, invece, è il titolo dell’ultimo editoriale di Daniel Hannah, pubblicato sul The Telegraph. “Mentre gli ucraini esausti si ritirano dai bastioni e dai campi minati della Russia, l’iniziativa passa agli invasori“, scrive il giornalista. E ancora: “Ero uno di quelli che si aspettavano che l’Ucraina sfondasse il Mar d’Azov, una mossa che avrebbe potuto benissimo porre fine alla guerra… Mentre l’Ucraina si affrettava ad addestrare i suoi uomini su come utilizzare le nuove armi la primavera scorsa, la Russia ha disseminato chilometri e chilometri di mine, costruito fortificazioni, scavato trincee e ammassato droni. Putin deve solo resistere per altri 12 mesi. Anche se Donald Trump non verrà eletto – l’ex presidente non nasconde la sua ammirazione per il tiranno russo, arrivando addirittura a dichiarare di fidarsi di Putin davanti ai servizi di sicurezza statunitensi – i deputati repubblicani si sono rivoltati contro la guerra. La settimana scorsa hanno bloccato il pacchetto di aiuti da 88 miliardi di sterline del presidente Biden all’Ucraina“.
Zelensky, da eroe a intralcio
Effettivamente, nel suo ultimo viaggio a Washington, dove mesi fa veniva ricevuto come eroe, Zelensky ha ottenuto per adesso solo qualche infida pacca sulle spalle. I Repubblicani, solitamente più pragmatici e meno ideologizzati dei Democratici, non hanno alcuna intenzione di buttare altri miliardi di dollari in Ucraina. Soprattutto a fronte delle notizie che arrivano dal campo. Notizie che per mesi il mainstream, soprattutto quello europeo (i servi sono sempre più zelanti dei padroni) ha volutamente e colpevolmente occultato. Ricordo quando le statistiche – a volte ridicole – relative alle centinaia di migliaia di morti tra i russi venivano date in pasto quotidianamente alle pubbliche opinioni europee.

Ebbene le morti ucraine nella controffensiva non sono mai state dichiarate. Perché? Perché, ahimè, gli ucraini hanno subìto perdite tremende negli ultimi mesi. Ragazzi, spesso inesperti, mandati al massacro perché Zelensky aveva garantito la vittoria sui tavoli dei consessi occidentali. La parabola di Zelensky è triste quanto banale. Da sempre l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti d’America, ha sfruttato utili idioti per il raggiungimento dei propri interessi, salvo abbandonarli al loro destino quando o gli obiettivi erano ormai raggiunti o erano ormai impossibili da raggiungere. Basti ricordare quel che hanno combinato a Saigon e a Kabul al termine di ignobili guerre, oltretutto perse. Oggi c’è chi sta lavorando già al dopo-Zelensky, anche perché quello che un tempo veniva considerato un eroe è diventato un intralcio. Il 4 ottobre del 2022 Zelensky ha firmato un decreto che impedisce all’Ucraina di trattare con la Russia fino a che al Cremlino ci sarà Putin. E dato che, molto probabilmente, Putin sarà a capo della Federazione Russa anche nei prossimi anni, è probabile che per portare avanti un eventuale negoziato sarà necessario un altro Presidente. Ma non a Mosca, a Kiev!
Gli ucraini non vogliono più combattere
Il mese scorso il generale Valery Zaluzhny, comandante in capo delle Forze armate di Kiev, ha parlato apertamente delle difficoltà della controffensiva sostenendo che la guerra fosse ormai in una fase di stallo. E dato che c’è chi ritiene che proprio uno stallo potrebbe favorire l’inizio di un negoziato, Zelensky è andato su tutte le furie leggendo le parole del generale. Se ci sarà un negoziato non ci sarà più Zelensky. È piuttosto chiaro. Per questo chiede aiuti militari e finanziari con ancor più insistenza di prima. Dal canto loro, le cancellerie europee e la Casa Bianca vorrebbero accontentarlo. Non perché siano convinti che armi e miliardi possano permettere all’Ucraina di recuperare i territori perduti. Lo sanno perfettamente che questo non avverrà. Il punto è che l’esercito di politici europei e nordamericani che per due anni ci hanno raccontato di un’imminente resa di Mosca, ha bisogno di tempo.

Presto ci saranno le presidenziali USA e le elezioni europee. Una capitolazione dell’Ucraina o anche un negoziato con quella Russia che doveva essere sconfitta sul campo dall’unione delle democrazie mondiali e dall’eroe in maglione militare, sarebbero una tragedia dal punto di vista elettorale. È per questo che – nonostante l’opposizione di una parte dei congressisti repubblicani ed il veto di Viktor Orbán, il quale si è opposto ad una nuova tranche da 50 miliardi di euro a Kiev da parte della Commissione europea – Biden, Ursula von der Leyen e una pletora di sepolcri imbiancati troverà il modo di far arrivare a Kiev ancora molto denaro. Tanto mica sono soldi loro. E nemmeno sono i loro figli a morire. Le immagini dei rastrellamenti operati dall’esercito nelle strade e nelle piazze delle principali città ucraine sono raccapriccianti. Giustamente sempre più giovani ucraini non vogliono andare al fronte.
Gli scenari
Alcune settimane fa il sindaco di Kiev Vitalij Klyčko ha accusato platealmente Zelensky di una serie di fallimenti. L’ha accusato di autoritarismo, di errori strategici e di impreparazione. In più l’ha accusato di mentire al popolo ucraino. “Naturalmente possiamo mentire al nostro popolo e ai nostri partner, ma non si può farlo per sempre” e ancora “ad un certo punto non saremo più diversi dalla Russia dove tutto dipende dal capriccio di un uomo“. Dalle nostre parti le lotte intestine in Ucraina vengono tenute sapientemente sotto traccia. Ma in Ucraina è sempre più difficile farlo. Soprattutto per la quantità di bare che tornano dal fronte. Il mainstream può anche occultarle ma le famiglie dei caduti conoscono la verità. Quel mainstream che ha esultato per l’avvio dei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea. Negoziati che potrebbero durare anni (per fare un esempio i negoziati di adesione della Croazia all’Ue sono iniziati nel 2005 e si sono conclusi nel 2013) ma non è questo il punto.

Alla Commissione europea non interessa davvero accogliere l’Ucraina (un paese con innumerevoli problemi a cominciare dalla corruzione dilagante) all’interno dell’Unione. All’attuale Commissione europea, nonché ai principali politici del Vecchio Continente, interessava prendere una boccata d’ossigeno sperando di poter arrivare al rinnovo del Parlamento europeo senza boccheggiare. Non arrivare moribondi alle elezioni. Gli interessa soltanto questo. Dell’Ucraina non gli interessa nulla altrimenti non avrebbero cooperato alla sua distruzione. Dei cittadini ucraini non interessa nulla altrimenti non li avrebbero mandati a morire in trincee così simili a quelle della Prima Guerra Mondiale.
Dello stesso Zelensky non gli importa nulla. Per mesi l’hanno trattato da eroe ma non perché lo fosse davvero. Era utile il personaggio che interpretava per loro. Per mesi ha funzionato tutto, almeno a livello mediatico. Poi è arrivata la realtà. Ma ha sbagliato i tempi. Decine di politici europei chiedono ai soldati ucraini di resistere. Fino alla vittoria? No, non chiedono più tanto. Gli basta che i giovani ucraini resistano fino alla fine della campagna elettorale. Questa è diventata l’Europa. Slava Ukraïni, le elezioni ci saranno presto!
Forse neppure ci speravano gli USA-NATO in uno sviluppo degli avvenimenti così vantaggioso. Che l’Ucraina vinca o no, per POTUS è solamente un problema di faccia, ma l’obiettivo essenziale è raggiunto, Europa più debole economicamente finanziariamente e, in particolare, politicamente, ormai ridotta a macchietta spalla degli USA e la NATO a fungere da foglia di fico del dominio americano. Russia allontanata dall’Europa per chissà quanti lustri. Ma la terra di Zar Putin ha stretto i rapporti con molti altri paesi, il colpo l’ha accusato ma non più di tanto. Gli USA, escono come grandi vincitori, almeno nel breve termine. E l’Europa, a pezzi, non materialmente come l’Ucraina devastata che piange i suoi morti in un gioco in cui è stata una irrilevante pedina, ma in tutto il resto, certamente. Pensare che questi dementi sono gli eredi di Bismarck, Churchill, Metternich, Talleyrand, Cavour , De Gasperi fa veramente rabbrividire
"Mi piace"Piace a 7 people
Prima c’ha provato napoleone poi ci hanno provato con hitler ora con gli ucronazzi e polacchi con la nato tutta, risultato centinaia di migliaia di morti e disabili, economie occidentali in crisi economica con recessione galoppante, vincitori economici usa e Russia,
"Mi piace"Piace a 2 people
Non temere: adesso ci manderanno J. iDIOt e Franky, e il mondo democratico avrà la sua vittoria: questi due fuori dalle OO una volta per tutte.
"Mi piace""Mi piace"
Per non scordare , che nessuno ha mai sconfitto la Russia ma è stato l esercito russo con perdite pesantisse perdite ad aiutarci in Europa a sconfiggere il nazismo , gli americani e alleati inglesi hanno solo bombardato , l esercito russo ha combattuto una guerra a piedi , e solo loro hanno liberato i campi nazisti ! Non gli americani , bella riconoscenza europea , quando questi atlantisti capiranno che vogliono distruggerci economicamente poiché non possono bombandarci sarà sempre troppo tardi ! NULAND docet :” fuck the Europe !”
"Mi piace"Piace a 2 people
Grazie Dibba , avanti
"Mi piace"Piace a 1 persona
Zel a casa .è già stato ampiamente pagato per la sua prova attoriale un futuro dorato e chissà chi piazzeranno ? Già lo sappiamo , un altro forse pure peggio ,ma almeno cambieranno registro senza che ci perda del tutto la faccia ,per il resto stop the war e CESSATE IL FUOCO !
"Mi piace"Piace a 3 people
Un problema che nasce da questa guerra, tra i tantissimi – ed è un fatto paurosamente importante, proprio essenziale – secondo me è il seguente: il mainstream si è definitivamente spü-TT-4n4t0 a livello globale (almeno per noi ccidentali) oltre ogni imite. Siamo ormai in tanti a non seguirlo più poiché non ci fidiamo delle str0nz4t3 di favole che esige di raccontarci, o comunque a seguirlo poco fidandoci sempre meno, per non dire zero. I giornali da quel dì, ma ora anche la TV che è divenuta vomitevole, veramente inguardabile (personalmente spenta svariati anni fa; ma qualcosa trapela dalla rete per cui probabilmente la son venuta a sapere, e come me, moltitudini di persone). E ovviamente l’Italia si è come al solito messa al primo posto dei peggio tra i peggio. Ci hanno distrutto le 00 all’infinito col CoVid, a un livello spaventoso, dicendoci praticamente tutto e il contrario di tutto nell’arco di due anni (forse tre?) da circa seicentomila persone illustri (tra cui ne spiccavano ragionevolmente non più di cinque, massimo sei). Poi buttato giù Conte a suon di stiaffi sparati a raffica da Frenzie dell’Arabia, ci han propiziato il “migliore” Draghi che era un superuomo, tutti se lo sognavano la notte ma noi ce lo siam tenuti stretto in quanto il PdC del “Governo dei Migliori” (quello al cui cospetto si inchinavano le statue di De Gasperi e Einaudi, eccetera eccetera). Un imb3c1lle che – a parte aver distrutto le poche (per mancanza di tempo) cose buone del M5S, o aver re-istuito i vitalizi a fara-bütty ai domiciliari (uno a caso, ma dò un aiutino: il suo nome inizia per formi e finisce per goni) o aver disintegrato la riforma Bonafede trasformata in Cartabia – non sapeva neanche comportarsi da PdC (men che meno da PdR, hehehe). Ma poi, via, uno che dice “Volete la guerra o i condizionatori accesi?” è oggettivamente uno psicotico, un vero mentecatto messo male con la salute mentale.
Poi ci han raccontato la guerra, per cui russi-cattivi (o invasori) e Ucraini-buoni (e invasi), anzi santi e ci han reso noto che Putin – che a Hitler gli faceva una pippetta perhé stava per conquistare il Portogallo come ci raccontava tutto eccitato un 1d10t4 di giornalettista dal capello bianco con la peggior pettinatura mai vista nel Sistema Solare e una faccia che esigeva ceffoni da sola ogni volta che andava dalla Gruber (cioè tre sere su due), sia da sempre un n4zist4 pericolosissimo (r naturalmente fino a due giorni prima ci facevano tutti affari d’oro). Non che sia un angelo, è un governante obbiettivamente pericoloso, però mentre lo dichiaravano tutti peggio di Hitler, appunto, l’Ucraina veniva difesa da battaglioni dai nomi “russofoni” che però le sv4st1ch3 tatuate addosso ce le avevano per davvero. Insomma, le cose più false dell’universo ce le han narrate come la più assoluta verità della galassia, menre tutti si acorgevano (e questa è la parte più ridicola, ma schifosa della cosa) che fossero le bugie con le gambe più corte della storia umana. Mainstream in mano ai più biechi e amorali politicanti, che come al solito la pagano coi soldi pubblici, cioè nostri, e quindi la gestiscono con trucchetti di prestigio per auto-omaggiarsi 24-7. Distrutto pure un sistema di elezioni quasi sano (ho detto “quasi”!) fino ad allora, grazie a premi di maggioranza da paura da pate di uno che pensava di essere del PD e invece s’è accomodato dal rignanese, son riusciti a fa salire al potere una mezza cr3tina pazzoide con le manie di grandezza, derivante da un complesso di inferiorità grande come il Colosseo che da piccola “anderdòg bebisìtter” l’ha trasformata nella peggiore espressione di femmina umana terrestre, accecata dalla rivalsa, intenta a vendicarsi in ogni forma possibile immaginabile verso tutti, facendo favori solo alla m4f14 che le gira intorno (come da sempre accade nei palazzacci a Roma), a qualche amichetto, e a tutti i familiari propri. E indovina un po’? Il mainstream, il solito prezzolato di cui sopra, dice di lei che… sia la migliore presidenta della consiglia (fa rima con famiglia, anzi, con famigghia) mai esistita, perché donna, madre, cristiana e gioggia, anzi, no, voleo dire ‘dvcia’, mi son confuso-e-mi-scuso che rifà rima perfino più di prima. E che blabblabblà e il suo governo durerà vent’anni (!!) perchè tutti la adorano alla follia e non perde punti: ne acquista, ma pensa un po’ tu.
E nel mentre, l’Italia continua a scendere nella famigerata classifica dell’informazione meno libera di questa parte di Terra (ovviamente piatta, ci mancherebbe).
Son morte tante persone, (presumo anche tanti animali) in questa schifosa guerra in Ucaina, ma tra le vittime c’è assolutamente da annoverare anche la credibilità della nostra informazione nazionale, (quasi) al pari di quella internazionale che su TUTTA la linea, hanno entrambe totalmente fallito. T O T A L M E N T E F A L L I T O ! Una cosa aberrante, che mi angoscia e mi toglie la calma, e certe volte pure il sonno la notte.
Scusate se l’ho fatta lunga & palloccolosa.
"Mi piace"Piace a 1 persona