In questi giorni, a leggere le cronache dei bravi colleghi quirinalisti, possiamo immaginarli intabarrati dentro cappottoni con doppia imbottitura, muniti di guanti gerotex, colbacchi […]

(di Antonio Padellaro – ilfattoquotidiano.it) – In questi giorni, a leggere le cronache dei bravi colleghi quirinalisti, possiamo immaginarli intabarrati dentro cappottoni con doppia imbottitura, muniti di guanti gerotex, colbacchi di pelliccia e pesanti scarponi da neve mentre con l’assistenza dei cani del soccorso alpino (e botticella di cordiale al collo) si aggirano attorno al Colle trasformato nel regno di Frozen. Benché la Capitale sia allietata da uno splendido sole, essi sono costretti a sfidare la furia degli elementi che attraverso i venti polari che spirano inclementi dallo studio di Sergio Mattarella si manifestano con il gelo a cui si accompagna il silenzio ottenebrato delle notti artiche. Intemperie che La Stampa rende in un titolo con sbrinatore incorporato: “Quel gelido silenzio europeista del Quirinale”. “Gelido silenzio” che fa rabbrividire anche Repubblica (sottozero già vidimato dai meteorologi del Corriere della Sera). Il tutto immerso in una narrazione talmente freezer che impedisce l’articolazione di una “qualunque reazione ufficiale anche semplicemente sussurrata”. Forse nel timore che si solidifichi all’istante e cada sui piedi dei malcapitati.
Da quel che traspare dalla pesante cortina siberiana accade semplicemente che il capo dello Stato sia notevolmente incazzato per il no parlamentare che ha affondato il Mes, e che vorrebbe dirne quattro a Giorgia Meloni. Ma guai a scriverlo. Ecco allora che i nostri ardimentosi e infreddoliti inviati devono ricorrere a un faticoso percorso di circospette allusioni e ardite circonlocuzioni che avrebbero stremato perfino l’esploratore Amundsen nella spedizione al Polo Sud. Al punto che vengono da rimpiangere quei portavoce quirinalizi del passato che, a precisa domanda, ti rispondevano con un sospirone, aggiungendo subito dopo un implorante: mi raccomando, io non ti ho detto niente. Per non parlare dei celebri “moniti” di Giorgio Napolitano e della meticolosa interpretazione che ne fornivano gli aruspici autorizzati. Tanto che dalle viscere di testi, sempre solennemente pomposi, i più addestrati riuscivano a ricavare “tracce di rammarico” e di “malcelato disappunto”. Oppure, nei giorni di buonumore, di “consapevole soddisfazione”. Sempre meglio che essere costretti a scongelare il nulla nel microonde.
piu’ che “gelido” direi “assordante” silenzio di un Presidente della Repubblica che si sta ritagliando sempre di piu’ un ruolo semplicemente coreografico…..!!! Poffarbacco….Signor Presidente….la “scarpa” di Kruscev…..docet…..!!!!!! poffarbacco….
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Del resto, se Massimo Fini e M. Travaglio lo definivano Coniglio bianco su sfondo bianco, un motivo ci sarà, no?
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napolitano è stato un disastro questo pure,la meloni l’ha voluta lui, biden e la ue, è stato il risultato di avere messo draghi, quelli che mette il quirinale soo catastrofe per i poveri,metti monti, poi gentiloni e renzuccio, io vorrei eleggere il capo dello statyo direttamente,per il presidente del consiglio pure però con il ballottaggio ossia se non raggiungi il 51% vai al ballottaggio sia del presidente che del governo
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Presidente “Todo modo”
……………………………tutti preti
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